La mostra, a cura di Chiara Dall’Olio, presenta a Palazzo Santa Margherita (via Canalgrande 103) oltre 30 opere completamente inedite e si sviluppa in quattro sezioni nelle quali il documento fotografico è utilizzato come mezzo per esplorare la contemporaneità e dove credibile non significa reale e tantomeno vero.
Si parte proprio dal linguaggio, dal tentativo di raccontare con le sole parole cos’è oggi la fotografia, per poi passare a due sezioni di immagini create con l’IA (fotografie di eventi biblici e di icone dei santi realizzate come fossero istantanee d’epoca) e chiudere il percorso con una visione contemplativa e immersiva della luce, la forma di energia indispensabile creatrice delle immagini tanto sulla carta quanto sullo schermo.
“La mostra – spiega Chiara Dall’Olio – esplora il ruolo dell’immagine fotografica e i sistemi di credenze nella contemporaneità, in un mondo in cui la fotografia, pur non più legata alla macchina fotografica, è comunque l’elemento principale di ogni comunicazione e ha un ruolo centrale nelle nostre vite: crediamo, infatti, più a ciò che vediamo che a quello che leggiamo o ci viene raccontato. E le immagini fotografiche, proprio come le immagini sacre medievali a cui Henner si rifà, attualizzandole, nelle iconografie dei santi, sono portatrici di messaggi e di storie, rivelatrici di sistemi culturali e di potere: vedere per credere, appunto”.
La mostra “Seeing is Believing. Vedere per Credere” si può visitare dal 6 marzo al 3 maggio dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi a orario continuato dalle 11 alle 19. Ingresso: 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso libero per tutti la prima domenica del mese, per i residenti anche ogni mercoledì, come da tradizione di Fondazione Ago. Visite guidate al sabato alle 17, su prenotazione ma senza costi aggiuntivi.
Mishka Henner, nato nel 1976 a Bruxelles, vive e lavora nel Regno Unito e il suo lavoro è dedicato a esaminare come i sistemi di visione – tecnologici, politici e culturali – plasmano ciò che sappiamo e crediamo del mondo.
Dal 2010, Henner si è rivolto a satelliti, feed di sorveglianza e intelligenza artificiale come suoi strumenti, rivelando infrastrutture e reti di immagini che operano oltre lo sguardo umano. Dai poligoni censurati di Dutch Landscapes (2011) alle astrazioni industriali di Feedlots (2012-13), fino alle visioni generate dall'Intelligenza Artificiale di The Fertile Image (2020) e Search History (2024), le sue opere tracciano una fascinazione persistente per il modo in cui le immagini producono potere e significato.
La pratica di Henner tratta la fotografia non come un mezzo di verità, ma come un sistema, capace di replicazione, manipolazione e credenza. I suoi progetti in corso, tra cui The Last Judgement (2025), un podcast che resuscita artisti e pensatori scomparsi per criticare i viventi, estendono questa indagine sulla voce, l'autorialità e l'artificio dell'autorità.
Le sue opere sono state esposte in istituzioni internazionali come il Museum of Modern Art (New York), il Metropolitan Museum of Art (New York), il Centre Pompidou (Parigi e Metz), il Victoria & Albert Museum (Londra), la Pinakothek der Moderne (Monaco di Baviera), il Turner Contemporary (Margate) e la Hasselblad Foundation (Göteborg).
Nel 2013 Henner ha ricevuto l'Infinity Award for Art dell'International Center of Photography ed è stato selezionato per il Deutsche Börse Photography Prize (2013) e il Prix Pictet (2014).

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