'Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere. E voterò convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offende milioni di italiani'. A dirlo è il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani.
Parole che replicano a quelle del procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, secondo il quale al referendum sulla giustizia 'voteranno per il 'No' le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il 'Sì' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente'.
Tajani sottolinea dunque con orgoglio il suo non appartenere alla massoneria, non a quella 'deviata' a cui fa riferimento Gratteri, ma alla massoneria in genere. Una presa di posizione che suona come una presa di distanza verso l'idea stessa delle logge.
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