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Difensore civico, Platis (Fi): ‘Il sistema Modena vuole rieleggere la stessa persona ancora una volta'

Difensore civico, Platis (Fi): ‘Il sistema Modena vuole rieleggere la stessa persona ancora una volta'

'Dal 2000, a Modena, la difesa civica sembra avere un solo nome: Patrizia Roli. Nell’antica Roma il tribunus plebis restava in carica un solo anno'


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'Dal 2000, a Modena, la difesa civica sembra avere un solo nome: Patrizia Roli. Nell’antica Roma il tribunus plebis restava in carica un solo anno, nel “sistema Modena”, invece, le cariche di garanzia sembrano non avere scadenza. Poi non ci si stupisca degli scandali Fondazione di Modena e AMO spa'. Lo dichiara Antonio Platis, vice coordinatore regionale di Fi intervenendo sulla procedura di elezione del Difensore Civico provinciale che vede candidata, ancora una volta, l’attuale titolare dell’incarico.

'Era il 2000 quando, all’Unione Area Nord, venne eletta per la prima volta Difensore Civico. Successivamente è stata nominata in Provincia, con rinnovi di triennio in triennio fino ad oggi. Una continuità così lunga in un incarico di garanzia dovrebbe quantomeno aprire una riflessione politica e istituzionale. Nella scorsa legislatura il Partito Democratico aveva assunto l’impegno di inserire nello Statuto un numero massimo di mandati, come suggeriscono il buon senso, le indicazioni dell’Autorità Anticorruzione e l’impianto della normativa nazionale in materia di difesa civica. Lo stesso Consiglio d’Europa, con i Principi di Venezia sull’Ombudsman, richiama l’esigenza di garantire indipendenza, equilibrio e limiti chiari di mandato per evitare consolidamenti eccessivi nel tempo.
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Nulla di tutto questo è stato fatto'.

Platis sottolinea come le cariche di garanzia non possano trasformarsi in incarichi sostanzialmente permanenti, né essere sottratte a un confronto serio sulle regole, evidenziando inoltre profili di legittimità sorprendenti nella procedura seguita quest’anno.

Dagli atti emerge infatti che il Consiglio ha proceduto con votazione palese, pur in presenza di una previsione statutaria che disciplina l’elezione del Difensore Civico con scrutinio segreto. 'La forma della votazione – spiega il forzista – non è un dettaglio tecnico: per una figura di garanzia il voto segreto tutela la libertà dei consiglieri e l’indipendenza dell’organo. Cambiare modalità senza una motivazione chiara significa incidere sulla sostanza della decisione'.

Ulteriore elemento di criticità riguarda la modalità di votazione “per singoli candidati”, articolata in votazioni separate per ciascun nominativo. 'Si tratta di una scelta – spiega Platis - che non risulta prevista dallo Statuto e che modifica la natura comparativa dell’elezione, trasformandola in una sequenza di votazioni autonome. Anche questo è un aspetto che merita chiarimenti'.

'Nel dibattito consiliare sono poi stati richiamati criteri come la residenza nel territorio provinciale e la cosiddetta “vicinanza territoriale”, elementi che non risultano previsti né dallo Statuto né dall’avviso pubblico. Introdurre criteri non formalizzati – attacca l’esponente azzurro- significa alterare le regole a procedimento in corso.
Se un requisito non è scritto, non può diventare determinante nel momento della scelta'.

Il Consiglio Provinciale, in prima votazione, non ha raggiunto il quorum, ma a breve potrebbe raggiungerlo visto che tutto il PD ha votato in modo palese a favore del quarto mandato consecutivo della Roli. 'Non è una questione personale – conclude Platis – ma istituzionale. Dopo venticinque anni di sostanziale continuità, è legittimo chiedersi se il sistema funzioni davvero come dovrebbe. Oggi, alla luce dei profili emersi dal verbale, il problema non può più essere ignorato. Serve una riflessione seria sulle regole, sulla trasparenza e sull’equilibrio delle istituzioni. Le cariche di garanzia devono essere percepite come tali, non come posizioni consolidate nel tempo'.

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