'Il Pride - afferma Rossella Giulia Caci responsabile Sicurezza, giustizia, legalità e diritti della Federazione provinciale del Partito Democratico - non rappresenta soltanto un momento di festa e di visibilità, ma continua a essere una fondamentale occasione di rivendicazione civile, di memoria e impegno collettivo.
I diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte e, se possono certo essere ampliati, possono anche essere messi in discussione e arretrare, come dimostrano le vicende che negli ultimi anni hanno interessato diversi Paesi europei.
A tal proposito, l'esperienza ungherese rappresenta un esempio emblematico: dopo anni di restrizioni e in seguito ai ripetuti tentativi di impedire manifestazioni pubbliche legate alla diversità sessuale, soltanto nel 2026 il Paese ha iniziato a invertire la rotta, restituendo piena libertà di espressione e di manifestazione alla comunità LGBTQIA+. È una vicenda che ci ricorda come la tutela dei diritti richieda attenzione costante, partecipazione democratica e presenza delle istituzioni.
Anche il nostro territorio - prosegue Caci - non è purtroppo immune da fenomeni di odio e discriminazione. Negli ultimi mesi, infatti, la provincia di Modena è stata interessata da numerosi episodi che testimoniano la persistenza di atteggiamenti omofobi, lesbofobici e transfobici.
Nell'agosto 2025 Arcigay Modena è stata bersaglio di migliaia di commenti offensivi e violenti in seguito alla promozione del forum nazionale 'SaffichiaMO!'. A settembre si è verificata a Sorbara un'aggressione verbale e fisica a sfondo omofobo. A ottobre due donne sono state insultate per essersi abbracciate davanti alla propria abitazione nel quartiere della Rotonda e, nello stesso mese, un ragazzo sedicenne è stato aggredito e insultato in via Canalino, nel centro storico di Modena. Nel gennaio 2026 Francesco Cavicchioli è stato vittima di un'aggressione e di una rapina accompagnate da insulti omofobi. Anche nell'ultimissimo periodo, nei giorni che hanno preceduto il Modena Pride, sono comparsi online messaggi contenenti minacce gravissime, comprese quelle di strage, oltre a pesanti insulti rivolti anche al consigliere comunale Alberto Bignardi.
Si tratta di episodi differenti tra loro, ma accomunati da una medesima matrice: la volontà di colpire persone per ciò che sono, per chi amano o per la loro identità.
Per il Partito Democratico la lotta contro l'omolesbobitransfobia è parte integrante dell'impegno per i diritti, la legalità, la sicurezza e la coesione sociale. Una comunità è davvero sicura quando ogni persona può vivere liberamente la propria identità senza paura di subire violenze, discriminazioni o intimidazioni.
Per queste ragioni - conclude Rossella Giulia Caci - saremo presenti al Modena Pride: non per un gesto simbolico, ma per ribadire una scelta politica chiara, quella di stare dalla parte dei diritti, della libertà e dell'uguaglianza.
Continueremo a lavorare, insieme alle associazioni del territorio, alle istituzioni e a tutte le realtà impegnate su questi temi, per costruire una città e una provincia sempre più inclusive, sicure e rispettose delle differenze'.
Foto da PD Modena


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