Articoli Politica

Meloni rivendica la tenuta del Governo in Senato, dura replica di Schlein e Conte

Meloni rivendica la tenuta del Governo in Senato, dura replica di Schlein e Conte

Nell'informativa sull'azione del Governo in parlamento


3 minuti di lettura

In un intervento di quasi un’ora davanti al Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso la solidità dell’esecutivo e respinto le critiche arrivate dall’opposizione durante il dibattito alla Camera. La premier ha denunciato “insulti, improperi e demagogia” da parte delle minoranze, accusandole di non aver avanzato “quasi nessuna proposta reale” in una fase che definisce “tra le più difficili per l’Italia”.

Meloni: “Nessuna crisi, nessun rimpasto. Governeremo cinque anni”
Meloni ha voluto “sgomberare il campo” dalle ricostruzioni su possibili dimissioni, rimpasti o “fasi 2, 3, 4”, definendole “alchimie di palazzo” appartenenti ad altre stagioni politiche.
La premier ha ribadito che il governo “non si è mai fermato” e che non ci sarà alcuna revisione delle linee programmatiche: “Sono scritte nel programma di governo”.
Rivendicando la scelta di chiedere un passo indietro ad alcuni ministri coinvolti in vicende giudiziarie, Meloni ha affermato che l’esecutivo ha anteposto “l’interesse della nazione a quello di partito”, pur mantenendo una posizione “garantista”.
Sul fronte politico interno, ha attaccato la segretaria del Pd Elly Schlein, accusandola di aver diffuso “una menzogna verificabile” sulla crescita della precarietà.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Ha poi respinto come “surreali teoremi” le polemiche sulla foto con un pentito, parlando di una “palata di fango” lanciata da “un’opposizione disperata”.
Meloni ha espresso rammarico per l’esito del referendum sulla giustizia, definendolo “un’occasione persa” per modernizzare il Paese, e ha assicurato che il cantiere della riforma non verrà abbandonato.
Ampio il passaggio dedicato alla politica estera: la premier ha ricordato che la collocazione internazionale dell’Italia “non l’ha inventata questo governo” e ha respinto le accuse di subalternità agli Stati Uniti. Ha commentato il cessate il fuoco temporaneo tra Iran e Usa, definendolo “una flebile prospettiva di pace”, e ha condannato gli attacchi contro il personale italiano di UNIFIL.
Preoccupazione, infine, per le tensioni nello Stretto di Hormuz, dove eventuali restrizioni ai transiti potrebbero avere “conseguenze economiche imponderabili”.

Schlein: “Il Paese sta peggio, vi riporteremo all’opposizione”
La replica più dura è arrivata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che ha accusato il governo di aver “sfidato la Costituzione” e di essere stato “battuto dal popolo sovrano” nel referendum.
Schlein ha dipinto un Paese in difficoltà: salari reali in calo, inflazione che erode il potere d’acquisto, crescita ferma, produzione industriale in flessione. Ha sostenuto che senza il PNRR “saremmo già in recessione” e ha criticato l’esecutivo per “pasticci” su transizione 5.0 e incentivi.
“Non c’è un italiano che stia meglio di prima, se non i più ricchi”, ha
affermato, accusando Meloni di essere “troppo impegnata con gli scandali dei suoi ministri”.

Conte: “Subalternità a Trump ignobile”
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha attaccato la premier sulla politica estera, definendo “ignobile” la sua presunta subalternità al presidente americano Trump.
Conte ha accusato Meloni di “contribuire a distruggere il diritto internazionale” e di aver giustificato come “legittima difesa” l’azione militare statunitense in Venezuela.
“Ci ha sfidato oggi, la faccia tosta non le manca”, ha detto, rivendicando di non aver mai adottato la “ricetta mille urla zero soluzioni” che attribuisce alla premier.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.