Lo slogan scelto dal Comitato per il NO al referendum è 'Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia'. La costituzione del neonato Comitato è avvenuta davanti al Tribunale di Modena. Presenti tra gli altri il leader modenese Cgil Alessandro De Nicola, Fabia Giordano della Uisp, Mauro Sentimenti del Coordinamento Democrazia costituzionale, Beniamo Grandi di ARCI civica, Gerardo Bisaccia di ARCI, Giovanni Silingardi del M5S, Antonio Lo Fiego di Avs, Samuele Calò di Rifondazione e Diego Lenzini del Pd.
Fanno parte del Comitato della società civile modenese, associazioni come Cgil, Arci, Anpi, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Uisp, Arci Civica 15/a, Acli, sindacato studentesco UduMore, e le forze politiche PD, MSS, AVS, Prc, Modena Volta Pagina.
‘La Riforma Nordio sulla cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati tende in realtà a indebolire indipendenza e autonomia della Magistratura dato che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è di fatto già avvenuta con la riforma Cartabia del 2022 che prevede precisi meccanismi per passare da una carriera all'altra e a seguito della quale solo un'infirma minoranza, lo 0,5% di tutti i magistrati, è da allora passato da una funzione all'altra. La volontà, quindi, non è quella di separare le carriere ma di 'separare le magistrature', la requirente dalla giudicante - affermano i promotori -. La Riforma Nordio prevede la divisione in tre del CSM (un CSM per i giudici, un CSM dei Pubblici Ministeri e l'alta Corte disciplinare), e la composizione dei CSM per sorteggio: il sorteggio puro dei consiglieri togati (cioè i magistrati) e il sorteggio finto dei consiglieri laici (cioè indicati dai partiti nel Parlamento in seduta comune). Come se qualcuno estraesse a sorte il collega più incompetente o la persona che lavora di meno e lo facesse diventare il vostro superiore. In relazione ad un organo costituzionale questo sorteggio è inaccettabile, e probabilmente incostituzionale, mentre i veri problemi della giustizia, farraginosità e lunghezza dei processi, restano del tutto irrisolti’.
‘Se dovesse passare riforma ci sono tanti vuoti che per legge ordinaria dovranno essere normati e che sarà la maggioranza politica del momento a definire. L'indebolimento della Magistratura nel suo complesso, la creazione di due magistrature come mondi incomunicanti, può favorire la trasformazione della figura del PM come è oggi, in un super poliziotto, assorbito interamente dalla cultura dell'accusa, esentato dalla ricerca di prove a discolpa dell'indagato.
Le democrazie liberali si basano sulla separazione e autonomia dei poteri: esecutivo, legislativo e della magistratura. Questa tripartizione, se passa la riforma proposta dal Governo, viene completamente superata perché, al Parlamento, oramai divenuto un passacarte, che approva solo decreti legge di iniziativa del Governo, si aggiungerà la sterilizzazione del potere di controllo della Magistratura sull'Esecutivo.

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