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Aceto balsamico di Modena IGP: 10 anni di tutela e 3 secoli di storia

Data: / Categoria: Societa'
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Il Consorzio di Tutela con la serata a Palazzo Molza ha avviato l'anno celebrativo dei 10 anni di registrazione a livello comunitario dell'IGP


Aceto balsamico di Modena IGP: 10 anni di tutela e 3 secoli di storia
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Primo anniversario importante per l’Aceto Balsamico di Modena IGP che il 3 luglio scorso ha festeggiato i primi dieci anni dalla sua registrazione come Indicazione Geografica Protetta a livello comunitario avvenuta, appunto, il 3 luglio 2009. L’evento celebrativo si è tenuto a Palazzo Molza presso la Camera di Commercio di Modena dove Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP ha avviato la serata insieme ai numerosi ospiti istituzionali tra cui il Presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei, L’assessore alla città smart, politiche economiche, turismo e promozione della città di Modena Ludovica Carla Ferrari, il Presidente della Camera di Commercio Giuseppe Molinari, il responsabile ICQRF di Modena Gianluca Giuli, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale CSQA Piero Bonato.

I rappresentanti delle istituzioni storicamente coinvolte nel processo di registrazione hanno evidenziato l’importanza di questo risultato per il territorio, la tradizione e la cultura di Modena, in particolare Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, ha sottolineato come il riconoscimento dell’IGP abbia avuto riflessi positivi per l’intero comparto degli aceti balsamici di Modena riconoscendo l’importanza di un mercato multiforme in grado di rispondere alle diverse domande del consumatore sempre più globale.

L’Aceto Balsamico di Modena costituisce in effetti un elemento di fondamentale importanza per il tessuto sociale, culturale ed economico del territoriomodenese e della Regione Emilia Romagna; un patrimonio creato, protetto e valorizzato da imprenditori lungimiranti che ha sempre potuto contare sull’appoggio istituzionale soprattutto per quanto riguarda l’attività di promozione e valorizzazione”, e che oggi più che mai è sostenuto nelle sue battaglie legali dal Ministero e dai rappresentanti del Governo italiano, come evidenziato nell’intervento di Luciano Nieto Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo: “A Modena si celebra una ricorrenza importante, dieci anni di uno dei prodotti simbolo dell’Italia nel mondo, crediamo che sia sempre più importante difendere queste tipicità che sono diffuse nel mondo come emblema della nostra qualità” .

 
“Dieci anni di tutela. Tre secoli di storia.” È il pay off scelto dal Consorzio per questo anno celebrativo e il titolo del convegno presentato ieri sera, una riflessione sul processo storico che ha portato alla nascita di questo prodotto e della sua attualizzazione nel contesto contemporaneo. Gli interventi dei due relatori e le conclusioni della Regione Emilia-Romagna, hanno offerto uno sguardo sincronico che ha permesso di percepire lo spessore socio-culturale, oltre che economico, dell’Aceto Balsamico di Modena e del contesto che lo ha generato. La prima relazione è stata dedicata alla storia e alla tradizione degli aceti balsamici d Modena, la seconda ha esplorato le nuove frontiere della comunicazione, offrendo spunti di riflessione sul come sia possibile, proprio partendo dalla storia e dai valori sociali che questo prodotto rappresenta, attualizzazione i contenuti intangibili di questo patrimonio portandoli nel contesto concreto, ordinario e quotidiano dei produttori e dei consumatori. Un bell’esempio che mostra come i valori di un’eredità culturale possano divenire driver di orientamento del consumatore soprattutto all’interno di un mercato che sta cambiando i propri paradigmi ed in cui anche i prodotti possono divenire veicoli di contenuti e di senso, esperienza significative personali e collettive.

Dieci anni di strada dunque, tanto lavoro fatto e molto altro da portare avanti, grazie al lavoro puntuale e incessante del Consorzio che, ufficialmente, dà inizio alle proprie attività già nel 1993, con la sua costituzione. Tuttavia è dopo il 2009 che il lavoro per esso si è decisamente intensificato.
“Attraverso un lavoro relazionale importante – ha premesso Federico Desimoni, Direttore del Consorzio di Tutela dell’IGP  - è stato possibile fare sintesi tra diversi soggetti presenti al momento della registrazione e riportare ad unità un settore molto frammentato, fino ad arrivare al riconoscimento pubblico come “Consorzio di Tutela” ad opera del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel marzo 2014. Con il riconoscimento ministeriale è iniziato un lavoro focalizzato soprattutto sulla tutela della denominazione, in particolare la costituzione di un ufficio vigilanza e di un team di legali operanti a livello nazionale e in altri Paesi europei, l’avvio dell’attività di vigilanza in collaborazione con l’ICQRF e l’instaurazione di procedimenti legali in Italia e all’estero nei confronti di prodotti commercializzati con il termine “balsamico”. Attività – ha aggiunto Desimoni - che hanno portato negli anni a numerosi successi a livello stragiudiziale e, nell’ultimo periodo, a provvedimenti sia amministrativi che giudiziali molto positivi per la tutela della denominazione. Una serie di importanti “precedenti” che hanno riconosciuto come “evocativo”, e quindi come illegittimo, l’uso del termine balsamico”.

Quest’ultima attività è stata proficua soprattutto nell’ultimo biennio; da menzionare in particolare sono alcune ordinanze-ingiunzione dell’ufficio sanzioni dell’ICQRF centrale, due sentenze del tribunale di Bologna, una sentenza della Corte d’Appello di Bologna e fino ad arrivare al contenzioso partito dalla Germania ed ora in decisione presso la Corte di Giustizia Europea. Molte energie sono state profuse altresì a livello di comunicazione, promozione e valorizzazione del prodotto: numerosi sono stati infatti i progetti del Consorzio tanto a livello nazionale quanto comunitario, che hanno ottenuto finanziamenti pubblici e reso possibile lo sviluppo di iniziative di rilievo in importanti mercati extraeuropei come gli Stati Uniti. Un progetto, quest’ultimo rivolto al mercato americano, partito nel 2017 e che terminerà nel 2020, per il quale tuttavia è già stato richiesto il rinnovo per un ulteriore triennio.

Una visione prospettica, orientata al futuro dunque e incentrata sull’importanza di guardare avanti per porsi nuovi obiettivi. 

“Il Consorzio ha già iniziato ad allargare i propri orizzonti – ha spiegato Mariangela  Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP avviando varie iniziative e progetti pilota relativi ad alcuni concetti chiave: aumentare sempre più le garanzie per il consumatore attraverso progetti che sappiano promuovere e diffondere valori di autenticità, trasparenza, legalità; coinvolgere in modo più efficace tutta la filiera produttiva per migliorare i sistemi di controllo e certificazione da implementare con le nuove tecnologie digitali; passare da un modello di comunicazione assertivo e unidirezionale ad una comunicazione esperienziale e narrativa; confermare, attraverso la realizzazioni di azioni e programmi educational, il ruolo del Consorzio quale “agenzia educativa” in grado di informare e formare ed infine lavorare con crescente impegno per la promozione di valori sociali condivisi come la sostenibilità, la legalità, la convivialità, la creatività e l’innovazione”.

L’incontro si è concluso con l’intervento del dott. Mario Montanari, Responsabile Servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare, della Regione Emilia-Romagna che è tornato ad evidenziare come “In questo momento di internazionalizzazione la produzione di prodotti certificati è il punto più importante della nostra agricoltura. Negli ultimi 5 anni abbiamo messo le IG al centro delle nostre politiche legandoli ad altri aspetti necessari per continuare a crescere: innovazione e dimensione internazionale. Questi saranno gli elementi principali necessari per il futuro e per l’Emilia Romagna che è la prima regione europea per produzione agroalimentare sarà importante continuare questa crescita insieme alla valorizzazione e promozione dei nostri prodotti certificat

Redazione Pressa
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