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Modena Marcia per la Pace, i pro-Palestina manifestano a parte

Modena Marcia per la Pace, i pro-Palestina manifestano a parte
Modena Marcia per la Pace, i pro-Palestina manifestano a parte

Circa 2500 i partecipanti all'iniziativa oggi pomeriggio con partenza dal parco Novi Sad con arrivo in piazza Roma. L'invito a non portare bandiere se non quelle della pace ha creato dissenso tra chi voleva agitare quelle della Palestina

Circa 2500 i partecipanti all'iniziativa oggi pomeriggio con partenza dal parco Novi Sad con arrivo in piazza Roma. L'invito a non portare bandiere se non quelle della pace ha creato dissenso tra chi voleva agitare quelle della Palestina


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Erano circa 2500 le persone radunate al parco Novi Sad oggi pomeriggio, primo giorno dell'anno, per l'annunciato appuntamento con Modena marcia per la pace e contro tutte le guerre. Tutte. E per esprimere questo concetto generale gli organizzatori avevano deciso di invitare tutti i partecipanti a non utilizzare nessuna bandiera che non fosse quella della pace. Una scelta che ha provocato lo strappo con il fronte dei movimenti pro-Palestina, che hanno rinunciato al corteo per organizzare un presidio autonomo in Via Emilia Centro e che - davanti al sacrario della Ghirlandina affacciati su via Emilia centro - incrociasse Modena per la pace.
Ad aprire la marcia è stato il sindaco Massimo Mezzetti. Ha ringraziato i promotori, ricordato i 59 conflitti attivi nel mondo, e criticato le potenze che soffocano i sogni di unità, citando Altiero Spinelli e l’idea di un’Europa unita oggi “sotto scacco”. Ha definito l’epoca attuale un tempo sospeso, “tra il non più e il non ancora”, e lanciato il messaggio centrale: “La guerra ha sostituito la politica. La politica deve tornare al suo compito: essere politica della non violenza, altro da guerra e terrorismo”. Il terrorismo, ha aggiunto, è “reazionario” e prospera in un mondo schiacciato tra conflitti e paura.
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Ha chiuso con un appello all’impegno personale dei cittadini, che la politica deve “aggregare”.
Il corteo si è mosso alle 15, dipanandosi lungo Via Emilia Centro e Corso Canal Grande. In centro ha incrociato il presidio di Modena per la Palestina, che ha scandito un messaggio netto: “Non c’è pace senza giustizia”. Dal palco improvvisato, il Coordinamento ha parlato di divieto alla bandiera palestinese, giudicato “incomprensibile mentre a Gaza è in corso un genocidio”, e ha puntato il dito sui rapporti del Comune con una realtà italo-israeliana con presunto retroterra nel comparto difesa e fornitrice di A.M.O. – Agenzia Mobilità – e sulle partnership accademiche di Unimore con soggetti israeliani, lette come ambigue rispetto alla ricerca in campo militare.
Da qui l’annuncio della Consulta Popolare contro Guerra, Riarmo e Genocidio, nuovo percorso dal basso con cui l’attivismo chiede confronto politico è una posizione netta contro qualsiasi relazione con il governo israeliano oltre che con i suoi interessi economici.
Nessun incidente, dissenso espresso a distanza ma senza scontro. La Marcia ha proseguito fino a Piazza Roma, dove circa 1.500 persone hanno sfidato il freddo fino alle 17:30.
A chiudere è stato Don Mattia Ferrari di Mediterranea Saving Humans che ha denunciato la criminalizzazione delle ONG, ricordato esempi di opposizione civile alle deportazioni negli Usa e ai confini con il Messico, e rivendicato la forza della solidarietà in mare: “Da due che erano rimaste dopo la criminalizzazione e la campagna diffamatoria fatta nei confronti delle ONG, oggi le ONG sono 21, pronte a salvare vite onorando un messaggio di fratellanza che è tipico del vangelo ma che deve unire tutti gli esseri umani”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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