Al centro del progetto c’è una visione educativa chiara: utilizzare lo sport come strumento di inclusione, soprattutto per quei ragazzi che faticano ad accedere alle discipline più strutturate. Lo skateboard, libero e accessibile, si è rivelato un linguaggio capace di coinvolgere anche chi tende a restare ai margini. «Vogliamo creare spazi dove i giovani possano sentirsi accolti, sperimentarsi e trovare un senso di appartenenza», ha spiegato Alex Spattini di Aliante.
Accanto alle attività sportive, un ruolo importante lo hanno avuto i laboratori dedicati alla costruzione e cura delle rampe. Un lavoro pratico che ha permesso ai ragazzi di prendersi cura dello skate park, rafforzando il senso di responsabilità e trasformando l’area in un vero spazio di comunità. La partecipazione attiva, infatti, è uno degli elementi che più caratterizzano il progetto.
Il primo anno ha visto anche l’organizzazione di gite e uscite fuori città, pensate per ampliare gli orizzonti sportivi e relazionali dei partecipanti. Occasioni preziose per fare gruppo, mettersi alla prova e vivere esperienze che vanno oltre la pratica sportiva.
Guardando al secondo anno, l’obiettivo condiviso dai promotori è quello di crescere ulteriormente, puntando ad aumentare il numero dei giovani coinvolti e a rafforzare le opportunità di aggregazione. Un traguardo che, secondo il Comune di Carpi, rappresenta una risposta concreta al disagio giovanile, offrendo luoghi sicuri dove costruire relazioni positive.
Aliante conferma il proprio impegno educativo all’interno del progetto, convinta che lo sport possa essere un linguaggio universale capace di unire, accogliere e generare futuro.
Se vuoi, posso anche preparare una versione con taglio più “cronachistico” o più “istituzionale”.


