Si è svolta oggi pomeriggio, al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia, la cerimonia di conferimento della Cittadinanza Onoraria della Città a Nicola Gratteri, Procuratore capo di Napoli e figura di riferimento nazionale nella lotta alla criminalità organizzata. La data scelta non è casuale: il 9 maggio è la Festa dell’Europa, ma è anche il giorno in cui si omaggiano Aldo Moro e Peppino Impastato, due uomini uniti dall’idea che la democrazia, la giustizia e la dignità umana valgano più della paura e della violenza.
Nel suo discorso, il sindaco Giovanni Gargano ha sottolineato come il conferimento, votato dal Consiglio comunale lo scorso aprile - non all’unanimità, con parte del centrodestra contrario -, rappresenti ‘una dichiarazione di campo. Conferire la Cittadinanza Onoraria al dottor Nicola Gratteri è la scelta consapevole di stare dalla parte di chi ogni giorno sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Dalla parte di chi sa che la giustizia non è una parola scritta nei libri, ma una strada da percorrere, spesso in salita, da vivere e far vivere’.
Un esempio di una legalità che ‘ha il volto dell’umiltà, il linguaggio della gentilezza, la forza silenziosa della bellezza quotidiana delle piccole cose: qualità testimoniate nel modo in cui incontra le persone, ascolta i ragazzi, condivide un caffè, trova il tempo per esserci.
Pensi, dottor Gratteri - ha detto il primo cittadino -, che mi sono messo in testa che i migliori anticorpi contro l’illegalità siano proprio la bellezza, la gentilezza e il sorriso che utilizzo per amministrare questa Città’. E, citando il Generale Dalla Chiesa, ‘che certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli’.
A consegna ricevuta, Gratteri ha espresso parole di apprezzamento: ‘Anzitutto, grazie al sindaco Gargano e alla Città di Castelfranco Emilia per questa Cittadinanza Onoraria. Vale molto perché cade in un periodo molto intenso. Arriva dopo mesi di tensione e di stress, e so bene che anche per voi non è stata una passeggiata arrivarci. Finché fai il tuo lavoro in silenzio, sei utile, sei trasversale, sei apprezzato. Ma quando prendi posizione su qualcosa di importante e divisivo come il referendum, una parte dell’opinione pubblica comincia a guardarti in modo diverso. Perché hai osato rompere il giocattolo. Era un referendum dato per stravinto, e invece è accaduto qualcosa che in molti non si aspettavano. Quelle tensioni non sono ancora sopite, e me lo stanno facendo pesare.


