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Modena Calcio, la serie A può attendere: con Bonato piano triennale per continuare a crescere

Modena Calcio, la serie A può attendere: con Bonato piano triennale per continuare a crescere

La presentazione del nuovo Direttore Sportivo, occasione per il punto sulle strategie del club su cui pesa il nodo allenatore. 'La fretta non aiuta, non vogliamo sbagliare. Dovrà sposare il progetto triennale' e io non voglio più passare come mangiatore di allenatori'


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La Serie A, anche solo per scaramanzia non è l’obiettivo dichiarato del Modena per la prossima stagione, ma semmai un obiettivo con prospettiva triennale. Prospettiva espressa dal presidente Carlo Rivetti, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del nuovo Direttore Sportivo Nereo Bonato, Il nuovo DS, di ritorno dopo 19 anni al Modena e figura di grande esperienza, si inserisce in un percorso di strutturazione e di crescita continua della società, che ha nella prima squadra il suo cuore ma che guarda oltre il campo. In tutto ciò che un club con una proprietà forte e con la volontà di costruire, patrimonializzare e crescere pone come obiettivo. Tra gli elementi di questa visione e di questa crescita ll Nido, il nuovo centro sportivo gialloblù che già da agosto potrebbe esssere operativo.

'L’obiettivo valorizzare ciò che c'è e consolidare una una crescita' - afferma Bonato, uno dei perni di questo progetto su scala triennale. Che dovrà vedere tutte le caselle a posto. Dalla direzione sportiva a quella manageriale, già ben strutturata, a quella quella tecnica, ricalcando un modello che, pur con i doverosi distinguo, potrebbe richiamare, se non ispirarsi, a quello adottato anni fa dal Sassuolo.
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Non a caso Bonato è stato uno degli interpreti di quella scalata verso la massima serie. Alla domanda se ciò potrebbe essere replicabile, si mostra possibilista. 'Ogni realtà è una storia a sé ma...'. Tra i ma c'è anche quello dell'allenatore.
La scelta di non confermare Andrea Sottil, esonerato a fine stagione, nonostante il raggiungimento degli obiettivi fissati, dei playoff e il lavoro di crescita sui giovani, nasce proprio dalla necessità di avere una figura capace di interpretare quella che da Catellani viene definita una vera e propria 'nuova fase' con prospettiva di crescita triennale. E Sottil, quelle caratteristiche, di un allenatore capace di porre le basi per una nuova fase con una continuità triennale, con l'obiettivo di fatto della serie A, e capace di imprimere una nuova identità di gioco e un altro calcio, non le aveva. E sulla discontinuità negli allenatori Rivetti fa autocritica. 'Lo ammetto, abbiamo avuto troppa discontinuità e sono diventato ciò che hanno detto di me e odio essere: un mangiatore di allenatori, Noi vogliamo trovare la persone giusta, che interpreti questo progetto e che dia e ci dia continuità. Non vogliamo sbagliare e la fretta in questi casi è cattiva alleata.
'Sottil arrivò il 15 giugno.
Oggi è il 9: abbiamo ancora tempo, ma non deve essere il tempo a dettare la decisione. Il nuovo allenatore non troverà una rosa completa come quella che Sottil ebbe al suo arrivo, ma assicura Bonato ci sono già basi solide con le quali lavorare. Ciò non significa che al ritiro 'dovremmo arrivare con una buona parte della rosa già definita, pur sapendo che il mercato estivo porta sempre novità fino all’ultimo giorno'. Sul fronte investimenti e caratteristiche della squadra, Bonato e Catellani frenano: è presto per dettagli: 'Noi faremo il nostro percorso, ma molto dipenderà anche da come si muoveranno gli altri club, dai loro obiettivi e da come si struttureranno. E su questo sappiamo ancora poco'

Gi.Ga.

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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