Nel pieno della battaglia 'antinucleare' l'ambientalismo italiano trovò nuova linfa sotto l'insegna del 'Cigno verde' di Legambiente. Fu il simbolo scelto da un gruppo di giovani ecologici e scienziati, che il 20 maggio 1980 si riunirono nella 'Lega per l'ambiente', più tardi ribattezzata 'Legambiente'. L'associazione ha ottenuto negli anni fondamentali conquiste, su tutte il referendum antinucleare del 1987 e l'attività di monitoraggio delle coste italiane con l'iniziativa 'Goletta verde'. Tra i suoi meriti anche l'aver introdotto un linguaggio ambientalista, termini come 'ecomafie' riferito agli affari illeciti della criminalità organizzata in particolare nello smaltimento illecito dei rifiuti, ed 'ecomostri' per indicare gli scempi edilizi che deturpano le coste marine e il paesaggio in generale.
Presieduta da Stefano Ciafani, è attualmente l'organizzazione ambientale più diffusa sul territorio italiano, con oltre 115.000 soci sostenitori.
Legambiente riesce a pensare globalmente e agire localmente, intrecciando la questione ambientale con le necessità dei cittadini e con i problemi specifici della società italiana.
Affronta l'ambientalismo attraverso una solida base scientifica indicando alternative concrete, realistiche e praticabili, dimostrando un interesse costante per i temi dell'educazione e della formazione dei cittadini. Legambiente è diventata l'organizzazione ambientalista più importante in Italia: 30.000 classi partecipano a programmi di educazione ambientale e più di 3.000 giovani ogni anno partecipano ai campi di volontariato gestendo oltre 60 aree naturali in collaborazione con altre realtà locali. L'associazione ha un approccio originale e innovativo alle questioni legate alla conservazione della natura e alla politica delle aree protette, ispirato all'obiettivo di fare parchi, oasi, riserve, essenziali per uno sviluppo economico e turistico equilibrato.
Legambiente è riconosciuta dal Ministero dell'ambiente e della Tutela del territorio e del Mare come associazione di interesse ambientale e riconosciuta anche dal Ministero degli Affari Esteri come ONG di sviluppo.


