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L’umanità di Massimo Giannini

L’umanità di Massimo Giannini

Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...


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Una volta gli spartani avevano almeno il buongusto della sbrigatività: se eri fragile o malformato, ti buttavano giù dal Taigeto. Fine. Niente fronzoli, niente sponsor, niente standing ovation. Oggi invece siamo molto più civili: prima di buttare i fragili nel burrone gli facciamo trucco e parrucco e li invitiamo in prima serata. Così nel salotto del “bravo giornalista”, tra acqua frizzante, facce intelligenti e progressismo stirato a vapore, si applaude il genio che spiega quali vite “non sono vite”: tutto molto elegante, per carità, epperò mancava solo il televoto: 'Premi 1 se il disabile è ancora abbastanza utile: premi 2 se è soltanto un costo con le gambe ferme'. Perché il disabile piace finché sorride, corre, ispira, vince medaglie o ci fa sentire persone migliori con un post strappalacrime, ma quando smette di essere “performante”, quando tace, pesa, costa o semplicemente esiste senza produrre audience, il salotto si raffredda di colpo. O no? E riaffiora il vecchio criterio: utile o inutile. Cambiano i divani, cambiano le parole, cambiano le luci dello studio, ma il 'burrone' invece è sempre lì: solo che oggi ha la moquette e il pubblico che applaude. Massimo Giannini, il Taigeto ti ringrazia: gli spartani almeno non fingevano di essere umanitari mentre spingevano la gente di sotto...

Paride Puglia

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Sono venuto al mondo con un grave handicap che mi contrassegnerà per tutta la vita: sono un reggiano e a causa di questo la materia grigia continua inesorabilmente a depositarsi negli angoli. N...   

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