Quando certi personaggi parlano di “modelli amministrativi”, bisognerebbe sempre controllare prima... il tasso alcolemico della 'superiorità morale'. Per settimane abbiamo sentito la solita litania: Ferrara esempio virtuoso, Modena arretrata, amministratori illuminati da una parte e zoticoni dall’altra. Epperò poi il “modello” finisce contro un palo, con sindaco e assessora ribaltati fuori dal parabrezza e l’etilometro che suona più forte delle campane.
Oh, succede eh... Succede agli esseri umani, certo, ma qui non si parla di semplici cittadini che esagerano a una sagra del Lambrusco: qui parliamo di quelli che amano impartire lezioni pubbliche, distribuire patenti di civiltà e spiegare agli altri come si governa una città. E infatti la lezione è arrivata, pratica, molto pratica. La prossima volta che qualche comitato in cerca d’autore sentirà il bisogno compulsivo di confrontare Modena con presunti paradisi amministrativi, forse converrà abbassare i finestrini, far prendere aria all’abitacolo e guardare meglio la strada: perché, vedete, a forza di guidare col ditino alzato, si rischia di finire direttamente nel fosso della propria propaganda. O no?
Paride Puglia

