Erano circa trecento nonostante l'iniziativa fosse stata confermata soltanto ieri e promossa solo in parte. Centinaia di cittadini riuniti spontaneamente, senza avere alle spalle movimenti o sigle, in solidarietà a Giovanni Esposito, modenese e fratello della donna ancora ricoverata in gravi condizioni all'ospedale Maggiore di Bologna e per condividere con lui un messaggio: Verità e giustizia. Scritte su uno striscione che campeggia a lato di piazza Grande dove non esistono bandiere di alcun tipo. 'Devo riconoscere al prefetto una disponibilità a concedere la piazza, ma per sindaci di Modena sia di Sassuolo, città in cui vivo, dovrei dire altro. Nessuno ci ha detto o chiesto nulla. Come non esistessimo e come se non esistessero le vittime' - afferma Esposito. In molti si trovano d'accordo anche con la tesi espressa da Stefano Massa, promotore insieme ad Andrea Casoni delll'evento voluto da Massimo Esposito, e sul fatto che quello del 16 maggio sia non solo un attentato ma un attentato con matrice terroristica. Su questo vogliamo verità e giustizia. E' chiaro il tentativo di fare dimenticare il tutto e di fare dimenticare le vittime.
Presente anche Mattia Meschieri, in rappresentanza del Comitato per la sicurezza Modena Merita di più, che ha aderito al presidio. 'Una presenza doverosa per testimoniare la vicinanza a Giovanni e a tutte le vittime e denunciare una situazione in peggioramento per Modena. Vorremmo che la politica si assumesse la responsabilità di riconoscere ed affrontare il problema legato al rifiuto o alla difficoltà di integrazione rispetto a specifiche culture'.
Attentato Modena: un lungo applauso per 'rompere il muro di silenzio'
In 300 in Piazza Grande, per il presidio silenzioso voluto da Giovanni Esposito, fratello di una delle vittime. 'Per il sindaco non esistiamo, un grande grazie a chi è qui'
In 300 in Piazza Grande, per il presidio silenzioso voluto da Giovanni Esposito, fratello di una delle vittime. 'Per il sindaco non esistiamo, un grande grazie a chi è qui'
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