Odo Camillo Turrini, classe 1954, è stato a contatto con le più importanti scuole italiane di ceramica, tra le quali Faenza, Vietri, Caltagirone, Montelupo Fiorentino e Deruta. Gradualmente, dal connubio tra tecnica manuale ed espressività estetica, si sviluppa il suo stile, dapprima figurativo, poi, via via, più astratto. Il 2004 è l’anno che vede lo scultore dare il via al suo percorso pubblico. Turrini inizia ad esporre le sue opere d’arte, partecipa a numerosi eventi pubblici e organizza personali e mostre collettive, dapprima in Emilia-Romagna, quindi in gallerie e sedi istituzionali collocate in Italia e non (Roma, Verona, Udine, Trento, Ferrara, Como, Firenze, Parma, San Marino). A caratterizzare l’artista è la padronanza di diverse tecniche ceramiche: da quelle adoperanti colori sopra smalto fino all’antica e ricercata tecnica Raku. In genere Turrini esegue pochi disegni, lavorando direttamente al bozzetto in creta: l’idea iniziale, l’intima immagine dal quale scaturisce ogni opera, infatti, prende vita dalle mani dello scultore in modo quasi immediato, istintivo.
In occasione dell’inaugurazione interverranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Pavullo Daniele Cornia, Cristina Boschini, giornalista e critica d’arte, Armando Saielli, pianista e compositore.
La mostra sarà visitabile fino al 4 febbraio 2024.
Orari di apertura:
martedì, giovedì 10.00 – 13.00 / h. 15.00 – h.18.00
sabato, domenica e festivi: h. 16.00 – 19.00
Su richiesta lunedì, mercoledì e venerdì h. 10.00 – 13.00
Ingresso libero.


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