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In un museo la storia del Mito Lamborghini: 'Ferruccio, mio padre'

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La storia del marchio fondato da Ferruccio Lamborghini, dal primo trattore Carioca alle sportive come Countach


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Dentro il museo di famiglia a Funo d'Argelato nel bolognese c'è la storia del marchio fondato da Ferruccio Lamborghini, dal primo trattore Carioca alle sportive come Countach. Ma c'è anche una storia nella storia: a fine anni '90 è qui che si produce una delle prime vetture elettriche in Italia. A fare gli onori di casa è Tonino Lamborghini, che nel 2014 realizza il museo dedicato a suo padre nello stabilimento di Funo: 'Questo è il vecchio stabilimento Lamborghini in cui si facevano macchine idrauliche e oleodinamiche'.

Ed è partendo da qui che si entra nella storia Lamborghini: 'C'è la Miura personale di mio padre esposta, poi l'Hurraco che mi regalò mio padre a 18 anni; ma si parte dal 1946 con il primo trattore Carioca, forte, potente economico con le prime versioni che utilizzavano i motori americani lasciati alla fine della II Guerra Mondiale'.

Ferruccio Lamborghini inizia con i mezzi destinati all'agricoltura, un passaggio fondamentale per conoscere il resto della storia. 'Chi viene qua al museo non deve vedere solo le auto, ma deve imparare la storia perchè l'utilizzo di un trattore cambia la vita per chi lavora in campagna', per arrivare all'intuizione del padre: 'Rientrando dalla Seconda Guerra mondiale inizia a costruire trattori potenti ma economici, cosa che permette al vomero di andare in profondità nella terra e aumentare di conseguenza la produzione agricola. Oggi sembra tutto normale, ma allora non era così e questo è un aspetto che spieghiamo agli universitari che vengono a trovarci al museo', racconta Lamborghini.

E poi il grande salto dai mezzi agricoli alle auto sportive negli anni '60, che porta il marchio del toro nell'olimpo dell'automobilismo mondiale. 'Mio padre aveva una grande conoscenza di quello che voleva fare, aveva una grande capacità di selezione dei tecnici.

Per quanto è bravo un tecnico ci vuole uno che indica le direttive, devi sapere cosa stai chiedendo. Mio padre dava indicazioni precisissime, era molto esperto, non era ingegnere, lo diventerà Honoris causa, ma aveva fatto studi tecnici di avviamento professionale. Ci vuole la passione. Questo lo dico per i giovani perchè se lo vuoi fare e ci metti l'impegno vedrai che ci riesci. Poi se sei preparato tanto meglio', osserva Lamborghini. Nel museo di famiglia sono esposti il prototipo di elicottero e il motoscafo offshore Fast 45 Diablo Classe 1 di 13,5 metri con motore Lamborghini 11 volte campione del mondo, fino alla ricostruzione dell'ufficio di Ferruccio alla Lamborghini Trattori con i suoi oggetti personali oltre a tanti altri cimeli. Non mancano alcune delle splendide vetture del toro come Miura, Countach, Espada o la Fiat Barchetta Sport modificata per partecipare alla Mille Miglia del 1948.

Per Tonino Lamborghini il mondo dell'auto è una passione tramandata dal padre, ed è a fine anni '90 che nello stabilimento di Funo diventa pioniere in un settore all'epoca ancora inesplorato come le auto elettriche: 'Qui faccio le prime vetture elettriche e poi le golf cart utilizzate anche in Vaticano con più di 30 modelli, fra questi anche una del Papa Giovanni XXIII', spiega Lamborghini che sempre a Funo fa del proprio nome un marchio registrato, che estende dagli orologi all'abbigliamento. 'Posso dire - prosegue Lamborghini - che la mia è la più grande brand extension globale che va dal mondo della pelletteria ai grandi hotel 5stelle superior'.

Marco Amendola

Marco Amendola
Marco Amendola
Marco Amendola. Formazione Dams Cinema presso Università di Bologna. Giornalista videomaker nel settore informazione e media, si occupa di attualità, automobilismo e approfondimenti di cos..   Continua >>

 

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