Benozzo, che ha abitato in diverse parti del Frignano, oltre che aver trascorso lunghi anni in Galles, si esibisce per la prima volta nel Comune di Serramazzoni, dove risiede da ormai dodici anni. “Ho suonato diverse volte in Appennino – ha detto –, ma è certamente per me un’emozione particolare suonare proprio nel territorio in cui vivo da oltre un decennio, anche perché la sede che ospiterà il concerto è un luogo denso di suggestioni e atmosfere, e che sorge su strati di culture millenarie”. È un’estate piena di eventi per il cantautore e poeta appenninico, che sta portando in giro anche il concerto “Canto delle Isole remote” insieme al polistrumentista Fabio Bonvicini e “Sylvatica. Canti sciamanici erranti”, insieme alla danzatrice contemporanea e cantante Barbara Zanoni (entrambi i CD sono stati pubblicati alle Isole Faroer dalla casa discografica Tutl Records). Nella seconda metà di luglio, l’arpista sarà di scena proprio alle Isole Faroer, ospite insieme a Barbara Zanoni del festival Folk “Summartonar”.
Poeta-musicista eclettico e mai scontato, Benozzo ha realizzato CD di diversa natura, tra cui – nel 2018 – l’album “Ytiddo. Benozzo Performs Bowie”, che è una sua interpretazione all’arpa di alcuni brani di David Bowie (che è stato presentato in un tour internazionale tra America, Gran Bretagna, Spagna e Danimarca), un CD sui canti anarchici italiani di fine Ottocento (“Libertà l’è morta”, insieme a Fabio Bonvicini), e alcuni album con canzoni dello stesso Benozzo, tra cui “Terracqueo” (finalista al Premio Tenco) e “L’inverno necessario” (che ha ottenuto il bollino di “Best Folk International Album” nel 2017).
“Di terra in terra” è forse il concerto che più rappresenta la sua ispirazione, nel costante dialogo tra l’Appennino e le tante terre del Nord in cui ha viaggiato. “I vari luoghi in cui ho viaggiato e viaggio sono per me soprattutto occasioni per guardare in modo diverso e con stupore rinnovato i luoghi appenninici, dentro i quali si muove, da sempre, ogni mio slancio poetico. In questo concerto cerco di mettere in scena, in una specie di piccolo viaggio anche autobiografico, tutti i diversi affioramenti di senso e di bellezza che i paesaggi custodiscono e che ciascuno di noi può rinnovare dentro se stesso.
Poeta, musicista e professore universitario, Benozzo ha all’attivo 800 pubblicazioni e 16 album registrati in studio. Come filologo (è professore all’Università di Bologna e “visiting professor” alla University of Bath, in Gran Bretagna) è il fondatore dell’etnofilologia, una disciplina che analizza i testi nel loro rapporto con le tradizioni orali e in una prospettiva libertaria e anti-autoritaria, ed è l’autore della rivoluzionaria teoria secondo la quale la nascita del linguaggio umano va retrodatata a 3 milioni e mezzo di anni fa, con l’avvento di Australopiteco. Come arpista e cantante si è esibito nei maggiori festival internazionali di World Music e in alcuni dei più importanti teatri tra Europa e America del Nord. Insignito del titolo di “Bardo Honorário” dalla Assembleia da Tradição Lusitana (Portogallo), nel 2019 gli è stata concessa una “Honorary Fellowship” dalla Poetry Foundation di Chicago, nel 2022 ha vinto il Premo Internazionale “Poeti dalla frontiera” e nel 2023 il Premio “Genus Loci” per la poesia. Unico nome italiano selezionato nel 2022 e 2023 per il prestigioso Berggruen Prize for Philosophy and Culture, dal 2015 è stabilmente candidato al Premio Nobel per la Letteratura, con candidature avanzate e rese pubbliche da prestigiose accademie internazionali, quali il PEN International – la maggiore associazione mondiale dedicata agli scrittori e ai poeti – la Global Academy for Liberal Arts e il Partnership Studies Group.
Il concerto di Pompeano è organizzato dal Comune di Serramazzoni con il patrocinio della Pro Loco di Serramazzoni. Alle 20 sarà possibile, per chi vuole, partecipare alla vista del castello organizzata da Pierluigi Piumi, e alle 20.30 si terrà un concerto di campane. Il concerto di Benozzo avrà inizio alle 21.

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