Universalità, eccezionalità, unicità, autenticità, queste le caratteristiche dell’insieme e unicum modenese, che superarono il vaglio vent’anni fa nel 1997 del comitato dell’Unesco, premiando Modena e il sito monumentale composto dal Duomo di Lanfranco e Wiligelmo, la Ghirlardina dei Campionesi e la Piazza Grande, con l’iscrizione e riconoscimento nella lista dei beni patrimoni mondiali dell’umanità.
Va da sé che l’essere inclusi in tale lista, oltre che un bel premio e un biglietto da visita come pochi a rappresentare la nostra città nel mondo, chiama l’amministrazione a mettere in campo ancor di più tutte le possibili azioni atte alla salvaguardia e tutela dello straordinario patrimonio in tutte le sue parti. Purtroppo si rileva tuttora la mancanza di un sistema di video-sorveglianza, specialmente lungo le fiancate del Duomo, e nel vicolo Lanfranco sono recentissimi nuovi scavi nei blocchi di tenera arenaria, la polvere così ottenuta dai soliti acquirenti è utilizzata per scopi autolesivi. Ancora , vicino alla inferriata a protezione della Porta di San Geminiano, l’acciottolato è da tempo, troppo tempo instabile e sconnesso, va sistemato. Di converso sul versante delle numerose iniziative ospitate per lo svago e il diletto si è veramente solleciti e prodighi. Mentre giornalmente sarebbe opportuno compiere una attenta ricognizione esterna!
Inoltre è urgente oltre alla installazione di tale sistema, anche predisporre un servizio di custodia simile a quello presente all’interno della Cattedrale, una guardania continua per l’intero sito, utile come dissuasore per comportamenti spesso scorretti e potenzialmenti dannosi da parte dei fruitori indistinti, e funzionale ad informare e educare. Moltissimi di costoro, sono ancora totalmente incosapevoli del valore e significato del bene, che è universalmente riconosciuto come “patrimonio mondiale dell’umanità “ e hanno delle costumanze e abitudini che lasciano molto a desiderare, e forse visto la natura oggetto di tali attenzioni, andrebbe applicato e fatto rispettare alla lettera il famoso detto “ guardare e non toccare “. A quanto pare i due incontri informativi e partecipativi effettuati con la cittadinanza sul sito unesco, piano di gestione e relativo regolamento, forse sono stati mal recepiti. Oltre al regolamento, quello da promuovere è un “Piano culturale” per sensibilizzare, diffondere e informare, per favorire una migliore e condivisa valorizzazione del sito, che è il ”cuore pulsante” della città, crocevia e intreccio in un dialogo secolare ,della socialità, della religiosità e della politica.Ma a chi dobbiamo questo prestigioso riconoscimento, e di cui quest’anno riccorre il ventennale?
Alla solitaria e lungimirante azione nel 1996 del
È bene ricordare esattamente come si svolsero le cose, perché sempre tanti sono gli smemorati oppure semplicemente disinformati.
Franca Giordano

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