“Permettetemi di portarmi a casa questa preziosa statuetta. Ce l’ho fatta. Roma ti ho conquistata”, ha detto Vasco ritirando la Lupa. Emozionato, “orgoglioso e fiero, il Blasco ha dedicato il riconoscimento al padre, che “non ha visto tutto questo, tutto quello che ho fatto”.
“Per noi, per la Capitale, per me personalmente è un grande onore e piacere accogliere Vasco Rossi. Una grande personalità che questa città e i romani amano particolarmente. Ha dato tantissimo alla cultura, all’arte e alla musica italiana e tantissimo a questa città con concerti straordinari”, ha commentato Gualtieri.
Il primo cittadino ha, poi, aggiunto: “È un amore che oggi non gli consente più di girare Roma, come ha scritto in quel bellissimo post, come amava fare all’inizio degli Anni 80”. Una passione costante testimoniata dal successo dei live al Circo Massimo, come ha ricordato lo stesso sindaco.
Alla premiazione erano presenti anche Alessandro Onorato, assessore allo Sport, Grandi Eventi, Turismo e Moda, e Miguel Gotor, assessore alla Cultura. Entrambi orgogliosi di poter premiare un artista che ha segnato la storia musicale della Capitale.
Dal PalaEur degli Anni 85 e 87 al primo stadio: il Flaminio nel 1990, l’anno della consacrazione a rockstar indiscussa nel panorama nostrano. La storia di Vasco si intreccia con Roma. Poi lo stadio Olimpico. Al 2018 sold out per 20 volte. Ultima tappa di questa cavalcata i due live dello scorso 11 e 12 giugno al Circo Massimo.


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