Sono stati sequestrati beni per oltre 16 milioni di euro a un socio con residenza a Montecarlo, tra cui due Ferrari d'epoca. In un filone d'indagine, in particolare, sono emerse difformità tra le quantità di prodotti lavorati esposti nelle scritture di magazzino obbligatorie tenute dalla società e quelle evidenziate nei prospetti riferibili alle quantità lavorate dalle cooperative negli stabilimenti.
Un secondo ambito di indagine, invece, e' scaturito da una segnalazione della Direzione territoriale del lavoro di Modena a seguito di accertamenti in materia di lavoro e di legislazione sociale svolti nei confronti dell'azienda ispezionata, nel periodo 2012-2016. In questo caso, e' emerso che la societa' avrebbe indebitamente erogato, nei confronti di alcuni dipendenti assunti come 'autisti', somme relative a indennità di 'trasferte Italia' per un importo poco oltre i 184.000 euro senza le dovute ritenute previdenziali e assistenziali, mentre le attività 'svolte in realtà erano riconducibili ad ordinarie prestazioni per un importo pari a 67.000 euro. Le ispezioni si sono concluse con una segnalazione alla direzione regionale dell'agenzia di Entrate di Bologna su redditi non dichiarati pari a oltre 78 milioni, un'Iva evasa di quasi otto milioni e ritenute mancate per 67.000 euro.
I rappresentanti legali della società sono stati segnalati all'autorità giudiziaria modenese, per l'ipotesi di reato di infedele dichiarazione. Inoltre, al socio di maggioranza della prima società ispezionata, a gestione famigliare, le Fiamme gialle contestano l'omessa dichiarazione di redditi di capitale per un importo di oltre due milioni. Il socio aveva residenza a Montecarlo. In questo caso, il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio ha ottenuto dal gip l'emissione di un decreto di sequestro preventivo per assicurare il provento del reato di evasione accertato. Cosi', sono stati sequestrati dai finanzieri 10 beni immobili, tra fabbricati e terreni, sette auto tra le quali due prestigiose Ferrari d'epoca, due moto e quote societarie per un controvalore di 16 milioni. Il sequestro e' stato confermato anche dal Tribunale del riesame.




