Il 23 marzo al Palaround Table di San Felice sul Panaro si terrà l'assemblea della 1893 Banca popolare, in vista dell'importante appuntamento arriva un critico intervento da parte di Davide Baraldi, presidente dell'associazione 'Amici della San Felice 1893 Banca Popolare'.
'C'è molto fermento tra i soci per il dividendo da elemosina 0.15 cent per azione. Come associazione riconosciamo il risanamento dell'attuale Cda, ma sempre e solo pagato dai soci-azionisti. I vecchi dirigenti hanno percepito compensi faraonici sebbene dovrebbero, a nostro avviso, pagare i danni per una gestione fallimentare che ha fatto passare il capitale iniziale del 2007/2008 da 127 milioni ai 60 milioni scarsi di oggi - afferma Baraldi -. Ci aspettavamo che il presidente e il direttore generale con il Cda facessero un'azione di responsabilità verso i predecessori, cosa non avvenuta. Anche per questo voteremo No a tutte le voci che presenta l'assemblea: no al bilancio che in pratica ci darà una elemosina mentre ai vertici stipendi alti. No all'aumento degli stipendi dei piani alti. No ad altre figure all'interno del Cda e alla riconferma di alcuni in scadenza. Un no per dire basta. Abbiamo già perso e dato troppo come soci ed azionisti. Abbiamo venduto Npl (svenduto crediti) svalutato l'azione, svenduto immobili, chiuso succursali (di proprietà ora vuote) e la fortuna di quest'anno sono i tassi a debito aumentati quindi l'utile è uscito senza tanti sforzi dalle tasche dei cittadini in alcuni casi soci-azionisti'.
I vertici della banca, pur contattati, hanno preferito non replicare alle parole del presidente dell'associazione 'Amici della San Felice 1893 Banca Popolare'.
'Assemblea Banca San Felice, un risanamento pagato dai soci-azionisti'
In vista dell'assemblea parla Davide Baraldi, presidente dell'associazione 'Amici della San Felice 1893 Banca Popolare'
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