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Cassa integrazione Maserati: sindacati in allarme per i 220 dipendenti

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I 220 dipendenti dello stabilimento di via Ciro Menotti, operai e impiegati, hanno svolto il 26 gennaio il loro ultimo giorno di lavoro: rientreranno il 4 marzo


Cassa integrazione Maserati: sindacati in allarme per i 220 dipendenti
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I sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno tenuto lo scorso 26 gennaio le assemblee sindacali in Maserati Modena, sia nello storico stabilimento di via Ciro Menotti che presso l’Innovation Lab di via Emilia Ovest per informare lavoratrici e lavoratori dell’esito dell’incontro tenuto con l’Azienda il 25 gennaio. La partecipazione dei dipendenti è stata altissima, così come la partecipazione attiva al dibattito.

Maserati da inizio 2024 ha già utilizzato giornate di cassa integrazione immediatamente dopo il periodo feriale natalizio, ha richiesto un ulteriore periodo nella settimana in cui cade la festività del Santo Patrono e, ancor prima del rientro al lavoro, ha preannunciato due ulteriori settimane di cassa integrazione a febbraio. Nell’incontro con i sindacati ha inoltre comunicato ulteriori settimane di cassa integrazione nel mese di marzo lasciando intendere, peraltro, che la primavera non sarà migliore.

Nei fatti i 220 dipendenti dello stabilimento di via Ciro Menotti, operai ed impiegati, hanno svolto il 26 gennaio il loro ultimo giorno di lavoro e rientreranno al lavoro il 4 marzo, con la prospettiva (ad oggi) di soli 10 giorni di lavoro nel mese di marzo.
'Per quanto riguarda il sito di via Emilia Ovest, al momento, non è previsto l’utilizzo di ammortizzatori sociali, ma questo non tranquillizza le persone che operano in quell’unità produttiva. Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno posto all’azienda la domanda precisa e stringente sul futuro del sito di via Emilia Ovest dove sono concentrate le attività di ricerca e sviluppo. “L’Azienda resterà qui?” La risposta è stata un troppo vaga “per adesso sì” e questo nell’ambito di un progetto complessivo di riduzione delle aree occupate che, per ammissione di Maserati stessa, “potrebbe” riguardare anche via Emilia Ovest.

Inevitabile quindi la preoccupazione di lavoratrici e lavoratori che operano in quella sede - affermano Stefania Ferrari, segretaria Fiom Cgil Modena, Alessandro Gamba, segretario Fim Cisl Emilia Centrale e Alberto Zanetti, segretario Uilm Uil Modena e Reggio Emilia -. Naturalmente questa vaghezza, sommata all’avvio della cassa integrazione, ha indotto la richiesta di Fiom Fim e Uilm all’azienda sulla tenuta occupazionale. La risposta di Maserati è stata la rappresentazione di un’attività organizzativa “dinamica” e che, inevitabilmente, l’innovazione porta anche a contrazioni occupazionali. In questa affermazione c’è poco da leggere tra le righe ed è chiara la preoccupazione che nel corso delle assemblee tante lavoratrici e lavoratori hanno espresso. I sindacati e tutti i dipendenti hanno chiesto certezze occupazionali, prospettive industriali, maturazione regolamentare dei ratei di ferie nei periodi di cassa integrazione, ma su questo l’azienda non ha dato alcuna risposta'.

Venerdì 2 febbraio le organizzazioni confederali Cgil, Cisl, Uil insieme ai rispettivi sindacati metalmeccanici incontreranno le Istituzioni, il sindaco di Modena Muzzarelli e l’assessore regionale Vincenzo Colla alle ore 11.15 presso la sede comunale in piazza Grande.
'Non sono passati nemmeno due anni dagli eventi che hanno coinvolto le stesse Istituzioni del territorio e la Regione per festeggiare l’avvio di una nuova stagione produttiva di Maserati e l’insediamento del cuore della ricerca e sviluppo a Modena. Oggi la vaghezza espressa dall’azienda mette in discussione quanto salutato con favore solo due anni fa. Il 2 febbraio una delegazione di lavoratrici e lavoratori Maserati attenderà in piazza Grande i propri rappresentanti sindacali. Le rassicurazioni rese pubbliche a mezzo stampa da Maserati, infatti, non rassicurano i dipendenti che, ormai, abituati da Stellantis alle continue riduzioni di personale, sono preoccupati per il loro futuro e attendono risposte in tal senso' - chiudono i sindacati.

Redazione Pressa
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