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Distretti industriali ER: +4,7% export nei primi nove mesi 2023

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Dato nettamente migliore rispetto alla media distrettuale nazionale (+0,4%); ottime performance per tutta la meccanica


Distretti industriali ER: +4,7% export nei primi nove mesi 2023
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E’ proseguita anche nel periodo gennaio-settembre 2023 la crescita delle esportazioni dei distretti emiliano-romagnoli, pari a 16,4 miliardi di euro e +4,7% rispetto allo stesso periodo del 2022, con un maggiore dinamismo rispetto al totale distrettuale nazionale (+0,4%) e nonostante una contrazione tendenziale dello 0,8% nel terzo trimestre dell’anno (comunque migliore del dato nazionale del periodo pari a -3,7%) dopo dodici trimestri di crescita ininterrotta. Questo quanto emerge dal Monitor dei Distretti Industriali delle Marche realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
 
“Questi risultati acquisiscono ancora più valore poiché sono stati ottenuti in un contesto internazionale complesso e in presenza degli effetti negativi dell’alluvione che ha colpito vaste zone della regione lo scorso maggio.

 I distretti regionali, anche grazie ai rapporti di filiera, generano qualità, capacità di innovare e competitività sui mercati internazionali – è il commento di Alessandra Florio (in foto), Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo – Export, innovazione e sostenibilità si confermano pilastri per la crescita delle nostre aziende: occorre restare focalizzati e fare sistema su questi fattori strategici e come prima banca italiana siamo impegnati a supportare al meglio gli investimenti in tal senso. Come Direzione Regionale nel 2023 abbiamo erogato 1,8 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a medio-lungo termine alle imprese dell’Emilia-Romagna e solo nell’ambito dei finanziamenti S-Loan, che vantano premialità al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, ad oggi i finanziamenti alle imprese regionali sono pari a 1,3 miliardi”.

 
I dati settoriali rivelano dinamiche eterogenee per le diverse specializzazioni della regione.

 Molto tonica la meccanica distrettuale regionale (+14,9% la variazione tendenziale dei primi nove mesi del 2023; +7,6% nel terzo), che rappresenta oltre il 50% delle esportazioni totali delle imprese distrettuali della regione.

Più brillante del dato settoriale nazionale la performance dell’agro-alimentare emiliano-romagnolo, che aumenta le proprie esportazioni del 9,1% nei primi nove mesi dell’anno e del 4,4% nel trimestre luglio-settembre 2023. Negativi i dati tendenziali dei primi nove mesi per il sistema casa (-14,3%) e per il sistema moda (-15,7%).
Performance positiva per tutti i distretti della meccanica. Le Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena confermano il trend di forte crescita con un incremento delle vendite a prezzi correnti di 256,9 milioni di euro, pari a +51,7% tendenziale rispetto ai primi nove mesi del 2022, spinte dal massiccio aumento in Francia, con un export più che raddoppiato (+112,8%) e dal balzo dei flussi verso Turchia (+243,3%) e Germania (+97,5%).

Incrementa l’export di circa 261 milioni di euro il distretto della Food machinery di Parma (+27,4%), grazie al fondamentale contributo del mercato francese (+55,3%) e alla vivacità verso Polonia (+132,1%), Regno Unito (+61,2%) e Germania (+30,6%), nonostante il calo verso il Marocco (-92,6%).
Si conferma la forte propensione all’export del distretto delle Macchine per l'imballaggio di Bologna, che segnano un incremento di 434,2 milioni di euro (+24,8%). Intensa la dinamica delle vendite verso gli Stati Uniti (+40,9%), prima rotta commerciale del distretto, seguiti da Francia (+37,9%), Regno Unito (+48,5%), Polonia (+64,8%) e India (+113,3%).

Dinamica positiva per la Meccatronica di Reggio Emilia, che mostra un incremento dell’export a valori correnti di 189,5 milioni di euro, pari al +5,4% tendenziale, grazie all’impulso delle vendite verso gli Stati Uniti (+4,2%), la Germania (+16,7%) e la Francia (+15%). In lieve crescita le Macchine utensili di Piacenza, che nei primi nove mesi del 2023 registrano un incremento di 3 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2022, pari a una variazione tendenziale del +2,5%; alla buona trazione di Germania (+10,9%), Turchia (+34,6%) e Polonia (+88,8%) si contrappongono il ripiegamento francese del 23,1% e il vistoso calo degli Stati Uniti (-52,2%). La fotografia del distretto dei Ciclomotori di Bologna restituisce un’immagine in chiaroscuro; rimane in territorio positivo il dato tendenziale dei primi nove mesi dell’anno (+0,1%), nonostante il brusco rallentamento dell’ultimo trimestre di rilevazione (-32%).
 
Buona performance di un settore aciclico come l’agro-alimentare, con una eterogeneità di risultati. Il miglior distretto della filiera regionale in termini di crescita è l’Alimentare di Parma (+17,9%), che incrementa l’export a valori correnti di 192,3 milioni di euro, grazie al traino di tutti i principali mercati di sbocco: Germania (+13,6%), Francia (+20,9%), Australia (+54,2%) e Regno Unito (+42,6%). Andamento superiore alla media della filiera regionale per i Salumi di Parma, che cresce del 12,1%, corrispondente a +42,2 milioni di euro a valori correnti, grazie all’incremento dell’export verso Francia (+6,7%), Stati Uniti (+8,4%), Regno Unito (+14,2%) e Belgio (+124,8%). Con segno positivo anche i Salumi del modenese, con +44,7 milioni di euro (+7,1%): tra i paesi che hanno ‘spinto’ di più Danimarca (+14,9%) e Svezia (+9,5%).
 
La resilienza del tessuto industriale distrettuale della Romagna passa per la tenuta dell’Ortofrutta romagnola, che mostra, nei primi nove mesi del 2023, un leggero miglioramento rispetto al periodo gennaio-settembre 2022 (+3,2 milioni di euro; +0,7%), ma, dopo un secondo trimestre ancora tonico, grazie anche allo smaltimento di quanto accumulato nei magazzini, subisce un sensibile ripiegamento delle vendite nel terzo trimestre dell’anno (-24,5%). La calamità che ha colpito la regione nel mese di maggio ha fortemente compromesso le produzioni ortofrutticole di frutta estiva (nettarine, albicocche e susine) e pere, con inevitabili ricadute sui flussi di esportazione. Tra i paesi di destinazione si distinguono in positivo la Spagna (+59,2%), i Paesi Bassi (+15,7%) e la Francia (+12%) mentre rimane sostanzialmente invariato il dato della Germania (+0,5%), che da sola assorbe quasi il 40% delle esportazioni distrettuali.

Pressoché stabile il dato del Lattiero-caseario parmense che rimane invariato in termini percentuali tendenziali nei primi nove mesi dell’anno. Il forte decremento registrato dagli Stati Uniti (-10,5%), che assorbono quasi il 30% delle vendite all’estero del distretto, è compensato dal +41,2% dei Paesi Bassi, dal +14,3% della Germania e dal +11,2% della Spagna.
Il Lattiero-caseario di Reggio Emilia che registra una contrazione tendenziale del 1%: buona la performance del Regno Unito (+6,5%), primo mercato di sbocco del distretto, ed eccellente balzo in avanti di Stati Uniti e Svezia, che crescono rispettivamente del 25,1% e del 16,2%. Il distretto dei Salumi di Reggio Emilia chiude il periodo analizzato con una contrazione dell’11,2%; la brusca frenata delle vendite in Germania (-35,1%) e nei Paesi Bassi (-60,1%) è solo parzialmente compensata dal dato positivo degli Stati Uniti (+12,4%) e del nuovo mercato di sbocco, la Nuova Zelanda.
 
Difficoltà nel terzo trimestre per entrambi i distretti del sistema casa: in rallentamento dell’8,3% il distretto dei Mobili imbottiti di Forlì, fortemente condizionato dall’incertezza generata dal quadro macroeconomico, caratterizzato da elevata inflazione, che ha indotto molte famiglie a rimandare le decisioni di spesa per questa tipologia di beni. La buona tenuta della Francia (+5,6%), che assorbe più del 60% dell’export distrettuale, e l’ottimo dato del Belgio (+16,8%) sono controbilanciati da Cina (-41,5%) e Stati Uniti (-53,5%).

Flette l’export del distretto delle Piastrelle di Sassuolo, che, dopo il forte rimbalzo del biennio post-Covid, rallenta il passo con un calo di 518 milioni di euro (-14,8%). Le prime otto destinazioni commerciali del distretto mostrano decrementi che oscillano dal 10% del Regno Unito al 27,9% del Belgio, passando per il 12% della Francia e il 18% degli Stati Uniti.
 
Tra i distretti della moda l’Abbigliamento di Rimini aumenta l’export a valori correnti di 21,3 milioni di euro (+5,8%), sostenuto dalla crescita vigorosa della Federazione russa, che registra un progresso del 58,4%, tornando sui livelli antecedenti allo scoppio del conflitto in Ucraina. . Si riduce il flusso di esportazioni del distretto verso Francia (-9,4%), Cina (-21,3%) e Germania (-25%).

Risentono del raffreddamento della domanda mondiale i distretti delle Calzature di San Mauro Pascoli, che arretra del 6,8%, e della Maglieria e abbigliamento di Carpi, che segna un -34,7%. Il decremento dei primo dei due distretti è quasi interamente ascrivibile al calo delle vendite verso gli Stati Uniti (-31,5%), primo mercato di sbocco, Francia (-17,4%) e Cina (-15,2%). Degna di nota la performance di Emirati Arabi (+44,7%) e Federazione russa (+35,6%). Le vendite dei capi di abbigliamento carpigiani subiscono una brusca caduta verso tutti i principali paesi di destinazione, ad eccezione della Francia che contiene le perdite al 4,1%.
 
Circa i tre poli tecnologici dell’Emilia-Romagna continua la forte spinta dell’export del Biomedicale di Mirandola (+80 milioni di euro; +23%), grazie a incrementi delle vendite diffusi ai principali mercati di sbocco; su tutte primeggiano le performance del Canada (+188,2%), della Svizzera (+91,2%) e del Belgio (+56,6%).
Decisamente migliore rispetto al valore rilevato a livello nazionale il dato dell’ICT dell’Emilia-Romagna (+8,9%); gli Stati Uniti (+45,1%), trainano l’aumento delle vendite, seguiti da Spagna (+36,7%), Germania (+45,1%) e Francia (+19%).
Con segno meno il Biomedicale di Bologna (-2,1%), penalizzato dalle cattive performance della Francia (-12,6%) e della Spagna (-9,5%). Buona la tenuta della Germania (+14,8%), primo mercato del distretto regionale, degli Stati Uniti (+12,6%) e della Federazione russa (+18,4%).
 
Nel complesso delle esportazioni distrettuali regionali buono l'andamento sia verso i nuovi mercati (+8%), trainati da Turchia, India e Polonia, sia verso i mercati maturi (+3,2%) con Francia (primo paese per valore di merci esportate), Stati Uniti e Regno Unito in testa.

Redazione Pressa
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