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Export, i distretti emiliano-romagnoli volano: trainano le piastrelle

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Massimo storico nei primi sei mesi dell'anno a +11,4%: a Modena, oltre alla ceramica, aumenta l'export dal distretto dei salumi (+22,8%), abbigliamento Carpi (+7,9%), biomedicale Mirandola (+15,5)


Export, i distretti emiliano-romagnoli volano: trainano le piastrelle
Cresce l'export dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna, emerge dal monitor a cura della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Emergono massimi storici nei primi sei mesi per le esportazioni di piastrelle di Sassuolo e e per la meccatronica di Reggio Emilia, mentre continua il buon trend dei mobili imbottiti di Forlì (+16,3%) e tra i distretti agroalimentari spicca l'alimentare di Parma (+26,7%). Nel primo semestre i distretti dell'Emilia-Romagna hanno sfiorato i 10,5 miliardi di euro di esportazioni, facendo segnare crescite tendenziali a doppia cifra: +11,4% sul 2021 e +16,9% sul 2019.

Risultano in crescita dunque i distretti del sistema casa (+20,9%), dell'agroalimentare (+13,6%) e della meccanica (+6,6%). In aumento anche il sistema moda (+10,5%), anche se resta indietro rispetto ai livelli pre-pandemici (-7,6%).

'L'Emilia-Romagna- commenta Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo- è una regione estremamente dinamica che sa reagire ai contesti di difficoltà, come testimoniano i dati dell'export distrettuale nei primi sei mesi di quest'anno, ad ulteriore riscontro della qualità delle produzioni regionali. In questo momento le imprese si trovano però a dover fronteggiare costi e incertezze inattese innescate dai rincari energetici. Per questo abbiamo stanziato nel corso dell'anno un plafond di 22 miliardi, di cui 12 destinati a fronteggiare appunto i rincari dell'energia e favorire la riqualificazione energetica, in stretta correlazione con gli obiettivi del Pnrr'.

Le piastrelle di Sassuolo hanno conseguito la performance migliore, superando di 422 milioni di euro l'export dei primi sei mesi del 2021. Il distretto ha superato quota 2,4 miliardi di export, segnando il massimo storico nel primo semestre dell'anno (il dato non rivela ancora gli impatti del conflitto russo-ucraino).

 
Le piastrelle realizzano i maggiori incrementi in Germania, Francia e Stati Uniti, che rappresentano anche i tre mercati di maggior peso delle vendite con una quota pari a oltre il 40% del totale.

Risulta buona anche la crescita dei mobili imbottiti di forlì (+29 milioni, +16,3%), per il quale i mercati che hanno contribuito maggiormente alla crescita sono Francia, Stati Uniti, Belgio e Cina.

La meccatronica di Reggio Emilia segna +292 milioni di euro (+14,2%) grazie al traino di Stati Uniti e Germania: anche questo distretto ha raggiunto il massimo storico nel primo semestre, con un export che ha superato i 2,2 miliardi di euro.

Emerge una buona crescita anche per macchine agricole di Reggio Emilia e Modena (+22 milioni, +7,1%) e ciclomotori di Bologna (+22 milioni, +5,5%).

Sono in aumento anche le esportazioni delle macchine per il legno di Rimini (+10 milioni, pari a +4,2%) e delle macchine per l'imballaggio di Bologna (+8 milioni, +0,7%). Quest'ultimo distretto, nonostante sia riuscito a superare leggermente i livelli del primo semestre 2021, non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemici (-4,3%), così come è accaduto anche per la food machinery di Parma (-3,2%) e le macchine utensili di Piacenza (-32,4%).

Il distretto agro-alimentare che ha conseguito la maggior crescita in valore è l'alimentare di Parma che chiude il semestre con un aumento di 154 milioni, pari a +26,7%, ottenuto grazie al comparto della pasta e dei prodotti da forno e alle vendite in Germania e Francia, paesi che acquistano oltre il 40% delle vendite estere del distretto. Il lattiero-caseario Parmense ha registrato un aumento delle esportazioni (+16,1%) e si colloca anche ampiamente sopra i livelli dei primi sei mesi 2019 (+32,7%).
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Appaiono tutti in crescita anche i distretti dei salumi: Reggio Emilia +49,9%, modenese +22,8%, Parma +8%.

L'ortofrutta romagnola (-3,6%) ha segnato riduzioni in Germania, suo mercato di sbocco principale con un peso di oltre un terzo sul totale; il lattiero caseario di Reggio-Emilia (-25,7%) è penalizzato invece dal drastico calo delle vendite nel Regno Unito, in Germania e in Francia.
Nel sistema moda spicca la maglieria e abbigliamento di Carpi (+7,9%), che ha segnato incrementi in Spagna, Francia e Irlanda e anche negli Stati Uniti, recuperando e superando i livelli di export pre-pandemici (+19,2%). L'abbigliamento di Rimini (+16,8%), grazie alle vendite in Grecia, Polonia Stati Uniti e Regno Unito, è riuscito ad annullare l'effetto negativo del calo verso la Russia (-42,4%), mercato che costituiva fino a prima del conflitto lo sbocco principale dei prodotti del distretto; ma risulta ancora sotto il livello pre-pandemico (-23,2%). Anche il distretto delle calzature di San Mauro Pascoli ha mostrato un miglioramento (+5,7%), sostenuto dalla crescita negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che hanno compensato le perdite subite nel mercato russo (-30,8%).

Le esportazioni dei poli tecnologici sono aumentate di 114 milioni (+18,2%); +54 milioni per il polo Ict dell'Emilia-Romagna (+19,1%), mentre il biomedicale di Bologna ha registrato un incremento di 30 milioni (+20%) e quello di Mirandola ha fatto segnare una crescita di 31 milioni (+15,5%). Nel complesso, gli Stati Uniti sono il primo paese per crescita (+188 milioni), ma considerando le aree geografiche sono i paesi europei occidentali a confermarsi i principali mercati di sbocco in grado di trainare l'export emiliano-romagnolo (+523 milioni). Si registra una forte dinamicità anche in Europa centro orientale, America Latina, Medio Oriente e Asia centrale. I paesi protagonisti dei cali principali, invece, sono Cina (-73 milioni) e Russia (-44 milioni).


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