In settembre, in particolare, i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale (+ 0,2 %) sul totale dei beni; salgono, infatti, i beni energetici (+ 1,7 %), accompagnati da: beni regolamentati (+ 0,9 %); beni durevoli (+ 0,3 %); beni non regolamentati (+ 0,2 %). In calo ci sono, invece, gli alimentari lavorati (- 0,6 %) e i beni semidurevoli (- 0,2 %). Il totale dei servizi risulta in crescita (+ 0,3 %): nello specifico, si rileva il “segno più” per: servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+ 1,8 %); servizi non regolamentati (+ 0,4%); servizi regolamentati (+ 0,2 %); servizi vari (+ 0,1%). Calano i servizi relativi ai trasporti (- 1,7%).
La divisione “Servizi ricettivi e ristorazione” (+ 3,2 %) è quella con l’aumento percentuale più rilevante: in settembre sono in deciso rialzo, in particolare, i servizi di alloggio. Fermi i prezzi di mense e bar e ristoranti.
Segue con un incremento dell’1,1 % “Istruzione”: con l’inizio dell’anno scolastico, la classe di spesa inerente alla scuola dell'infanzia e istruzione primaria vede le proprie quotazioni salire. Invariate l’istruzione secondaria e universitaria.
Per “Bevande alcoliche e tabacchi”, “Abitazione, acqua ed energetici” e “Mobili, articoli e servizi casa” l’incremento positivo è dello 0,2 %. Nella prima (categoria a intera rilevazione centralizzata nazionale), birre, alcolici vari e tabacchi vedono i prezzi salire, mentre i vini sono in leggero calo. Nella seconda, è l’incremento congiunturale dei prezzi del gas di rete a spostare l’ago della bilancia; lieve calo, invece, per l’energia elettrica. Nella terza, cresce la spesa relativa a mobili e arredi, grandi e piccoli elettrodomestici; d’altra parte, scendono le spese di cristalleria e stoviglie.
La divisione che, al contrario, in settembre 2023 segna il calo più significativo è, “Ricreazione, spettacolo e cultura”.
Per “Abbigliamento e calzature” il decremento è dello 0,4 %: lievi flessioni interessano gli indumenti e le calzature.
Modesta variazione negativa dello 0,1 %, poi, per “Trasporti”. Nonostante i rincari relativi ai carburanti, ai servizi relativi ai mezzi di trasporto privati (autorimessa e noleggio auto) e al trasporto passeggeri su strada, le pesanti flessioni che investono il trasporto aereo e il trasporto marittimo impongono un lieve “segno meno” sul totale di categoria.
Infine, risultano invariate quattro divisioni: “Servizi sanitari e spese per la salute” (per il terzo mese di fila), “Alimenti e bevande analcoliche”, “Comunicazioni” e “Altri beni e servizi”.


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