'In Emilia-Romagna il comparto dei dispositivi medici conta oltre 510 aziende, la gran parte delle quali del Distretto Biomedicale di Mirandola: il più importante in Europa e tra i primi a livello internazionale, che da solo conta un numero complessivo di addetti di circa 5000 persone. Appare evidente come il meccanismo del payback rappresenti per molte di queste realtà un ostacolo alla sopravvivenza delle attività imprenditoriali' - sottolinea Barcaiuolo.
La battaglia non è finita, perché il problema non è risolto nè per il passato, nè per il presente/futuro, viste le scellerate scelte del Pd di imporre questa norma senza senso, ma l’approvazione del mio emendamento concede una nuova speranza alle aziende del comparto biomedicale. Non smetterò di battermi ma salvare il settore da questa norma ingiusta e iniqua voluta dalla sinistra”.
“Rinnoviamo l’apprezzamento al Governo per aver preso in carico il problema del payback dei dispositivi medici' – dichiara Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici a Quotidiano Sanità. 'Constatiamo tuttavia che si tratta di un mini-proroga in attesa di un’azione definitiva, che ne preveda la cancellazione. Ci auguriamo che il Governo colga l’occasione di concludere questa vicenda prima che il Tar si esprima, prendendo politicamente in carico la soluzione al payback. Ricordiamo che questo clima di perdurante incertezza sta logorando le imprese e sta portando a scelte forzate di riduzione dei posti di lavoro e al rischio di carenza di prodotti. Confindustria Dispositivi Medici sta lavorando a un tavolo di lavoro con gli stakeholder del settore per presentare la prossima settimana al Forum Risk Management di Arezzo delle proposte concrete di governance dei dispositivi medici. Proposte capaci di dimostrare che esiste un modo per gestire la spesa dei dispositivi medici senza payback”.


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