“Si tratta di provvedimenti non risolutivi, ma che hanno il pregio di riportare l’attenzione, cercando di dare una risposta concreta, su problemi molto seri che toccano la vita quotidiana di migliaia di persone e che stanno mettendo in grave difficoltà numerose imprese del settore edile, la cui liquidità si è quasi totalmente prosciugata. Inoltre, va sottolineato che, per analoghe ragioni, è pressoché impossibile far partire nuovi cantieri, con ripercussioni negative oltre che sulle imprese anche sui cittadini che non possono utilizzare i vantaggi fiscali offerti – sottolinea Claudio Candini, presidente del Collegio degli imprenditori edili dell’Emilia. “La vera svolta sarebbe permettere anche ad altri enti pubblici di attuare lo stesso tipo di iniziative messe in campo da Sardegna e Piemonte. Ben vengano quindi queste decisioni sperando che inneschino un positivo effetto domino.”
Il forte auspicio del Collegio Imprenditori Edili dell’Emilia è che anche in Emilia-Romagna si vada velocemente nella stessa direzione per rimettere in moto un meccanismo che ora è fermo. Adottare, magari con il coinvolgimento anche dei Comuni di maggiori dimensioni e le Province, un provvedimento analogo a quelli assunti in Sardegna e in Piemonte, andrebbe a sbloccare l’attività in moltissimi cantieri, senza creare nessuno squilibrio nei conti degli enti pubblici interessati. Da ricordare, infine, i vantaggi che si ottengono in termini di riduzione dei consumi energetici e maggiore sicurezza degli edifici.

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