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'L'inceneritore? Una infrastruttura centrale per la green economy!'

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Una lettura glamour e ironica dell'ultimo Consiglio comunale durante il quale si è discusso del ruolo dell'inceneritore di Modena


'L'inceneritore? Una infrastruttura centrale per la green economy!'

Dopo la lettura dell’interrogazione proposta da un consigliere dell'opposizione, fasciato in un doppiopetto in fumo di Londra, dai bottoni in madreperla, infiocchettato da un papillon verde ramato stretto al colletto della camiciola azzurrognola a righe, munito di visiera anticovid, sul rinnovo al 2034 del contratto della azienda Hera Spa, il Presidente del consiglio compitissimo, visto il tema delicato, di bianco candido vestito, infatti sfoggiava un bel maglione a girocollo con motivi a rombo intrecciati, lavorato a maglie doppie a punto legaccio e fatto a mano con ferri numero 8, ha inforcato con non chalance gli occhiali da vista come da manuale mascherato, non per Carnevale dove ogni scherzo vale, bensì come da prescrizione sanitaria.
Egli però in bella vista col modello Ffp2, il tipo di mascherina che ci fa assomigliare per via del becco puntuto a degli uccelli paduli, che si distingue da quelle chirurgiche usa e getta, pure per il minor costo di 0,50 cent, il modello pezzuola del famoso commissario. Purtroppo non abbiamo potuto ammirare che tipo di pantaloni indossasse, ma il bianco e morbidoso maglione anti spifferi non può non essere indossato che con un bel paio di blue jeans, abbinato alla calzatura ginnica numero 56 che è poi la questione importante del suo brevissimo ma azzeccatissimo intervento, quella di dire poco, ma di alto contenuto.

Infatti ha poi dato parola in ottemperanza all’etichetta al sindaco per il meticoloso rendiconto sulla vicenda contrattuale Erariale e dell’Inceneritore, la primaria infrastruttura per la green economy, è niente che poco di meno un termovalizzatore, per ultraterrena concessione, che cesserà di eruttare ceneri e lapilli nel 2164 o giù di lì. Per il giorno della Befana il produttore della economia verde, ci ha dato dentro di brutto, avrà mangiato fra tante prelibatezze, forse qualcosa di ammuffito e rancidoso. Fatto sta che la digestione del lauto pranzo è stata perigliosa, e ha dovuto far ricorso a una doppia dose di magnesio, per liberare le ostruite canne fumarie, e il botto liberatorio si è manifestato nella colonna vorticosa che saliva in alto, sempre più in alto, fino all’Olimpo, da destare meraviglia fra la folta celestiale congrega là sopra riunita. E questi immortali, somma impresa erculea strabiliarli….

L’eccezionale formazione simile a un‘eruzione vulcanica, definita coralmente dai - divini - ben superiore alla palliduccia che descrisse Plinio il vecchio del 79 d.C.: per 48 ore da qualche parte sperduta qualcuno ha avuto un Vesuvio padano. Interrogati gli esperti in merito alla mirabolante esibizione termovalorifera, questi hanno bonariamente liquidato il fenomeno come una reazione catartica, una querelle molecolare tra gli esperti dottori in fisica e chimica in disaccordo con le imprecise turbolenze del ’che tempo fa’. Insomma per farla breve le basse temperature del giorno, hanno trasformato le solite e normali “fumigazioni“ in una più consistente nuvolaglia condensata! Per non appesantire di più l’aria pestilenziale, i dirigenti interpellati (di cui non abbiamo potuto apprezzare stile e taglio delle loro mise) hanno taciuto sulla vera causa, ovvero che erano le prove tecniche di trasmissione di Amelia, la strega che ammalia, che stanca di stare confinata sola soletta nella caldera napoletana, cavalcando il servente Belzebù ‘a scupetta’ con il fedele Gennarino, il mezzo pubblico eco friendly per la futura mobilità sostenibile, ha fatto una capatina in una ciminiera della repubblica cispadana. Tanto per cambiar aria, stanca della solita che respira nella terra dei fuochi…. Era poi tutto sommato lo scorso 6 gennaio, e la Befana vien di notte e pure di giorno sempre con le scarpe tutte rotte…. Ma questi sono solo dettagli del difficile dilemma “salute o soldi“.

L’importante è la differente tenuta sportiva rispetto al suo collega di partito, che lo differenzia politicamente: infatti il primo cittadino oramai navigatore navigatissimo, si distingue per una diversa mise end role. È qui che si vede l’alta politica. Sfodera sempre degli ammiccanti spezzati e per la giornata umida (ma non troppo), giacca bleu a quattro bottoni, taschino senza fazzoletto, (una pecca questa, uno scivolone politico). Purtroppo quel commentare politico dalla diretta streaming, che permette di seguire in tutta sicurezza seduti comodamente dalle casalinghe poltrone e divani alla turca, che ahinoi sono comode e nulla più, i lavori dell’inappuntabile consiglio comunale, però il virtuale ha qualche difetto, non restituisce del tutto i dettagli, che a volte sono fondamentali, e quindi non si è capito se di taglio sartoriale, oppure di serie, la giacca si intende, non l’inceneritore di cappa e camino, che tanto continua imperterrito a bruciare.

Ora però è necessario una sintesi: giacca, camicia e cravatta e tutti sotto il bancone semicircolare municipale, la camicia bianca immacolata, inamidata con stira e ammira, e cravatta blu notte con righine gialline, mascherina azzurra,la più comune, parabrezza cerchiato e tergicristalli in azione nel vano tentativo di far svaporare la condensa, così densa come la caligine fitta di polveri sottili che sempre più cala sulle contrade emiliane e padane, a dispetto pure del cambiamento climatico, che se la ride delle domeniche ecologiche, incassando primati per essere un territorio dei più inquinati e per la conseguente alta mortalità del nord Europa.

Fresco di barbiere, barba senza baffi, taglio capello con scriminatura a destra, (oramai la sinistra è una chimera). E il partitone approva come sempre il ciuffo destrorso! Basette in riga con i lobi uditori, ma l’intenso dimenarsi, nella temperie dell’intervento, ha assai scomposto il ciuffo in riga imposto, prima da seduto, poi finalmente erettosi, ha dato modo agli utenti collegati in diretta di ammirare il paio di pantaloni da egli vestiti, color carta da zucchero, quadrettati in arancione, e non in rosso come certe giunte regionali, in lana pesante, e perfettamente in piega, stiratissimi, taglio a sigaretta, (e si sa che il fumo nuoce alla salute) cintura in pelle di coccodrillo verde, ma leggendo i sottotitoli si è tirato un sospiro di sollievo per il lucertolone, non ha venduto cara la pelle per il reggi brache istituzionale, era in simil pelle, calzino grigio a coste, non è dato sapere se corto o lungo. Calzatura nera corvino e stringhe in tinta, scarpa moda comoda numero 44, un poco a punta. Parlante pure la postura, un lavorio che ha richiesto un grande sforzo e dispendio di energie per contenerla a stento nelle due paratie in plexiglas, la cornice che delimita lo spazio di azione di ogni onorevole membro della consigliatura.

Franca Giordano


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Franca Giordano
Franca Giordano

Attenta, curiosa e frequentatrice del mondo artistico e culturale della città, lo seguo attivamente e con molto interesse nell’evoluzione dei suoi grandi progetti culturali.<..   Continua >>



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