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Consulenze 'leggere' e dirigenti 'a fiducia', il Mef inchioda Comune

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Per l'assessore Bosi il Comune di Modena 'spiegherà tutto'. Ma il file di 106 pagine e 113 allegati del Mef mette in crisi l'intera amministrazione comunale


Consulenze 'leggere' e dirigenti 'a fiducia', il Mef inchioda Comune


Partiamo dalla fine. E cioè dalla parole dell'assessore al personale Andrea Bosi sulla relazione che gli ispettori del Mef, il ministero dell’Economia e della finanza, hanno fatto a conclusione della verifica amministrativa-contabile sul Comune a Modena eseguita dal 29 maggio al 16 giugno 2017.

La difesa

“Le Amministrazioni comunali di Modena hanno sempre agito con la massima trasparenza. Chi cerca clientelismi o favoritismi vada a cercare altrove o guardi in casa propria: in particolare, i criteri di scelta dei dirigenti, che abbiamo seguito, sono confortati da importanti sentenze, che riporteremo nelle contro-deduzioni che saranno inoltrare al Mef entro i termini previsti. Non abbiamo nulla da nascondere e non abbiamo nascosto nulla. Ciò che conta, questo è il punto centrale di tutta la vicenda, è che noi rivendichiamo il diritto e la volontà di questa Amministrazione di premiare i dipendenti dell'Ente sulla base di un fondo costituto ad hoc, che è oggetto di contrattazione decentrata con le associazioni sindacali e che noi non accettiamo di tagliare per imposizioni dall’alto”.

I rilievi

Ma esattamente quali sono i rilievi mossi dal Ministero? Siamo entrati in possesso dell'intera relazione datata 2 ottobre 2017 e tenuta a lunga segreta e riservata dal Comune. Parliamo di un lavoro corposo: 106 pagine, divise in 14 capitoli, con 113 allegati. Finora sulla stampa locale sono stati pubblicati alcuni stralci. Ora proviamo a fare il quadro riassuntivo delle contestazioni principali (non tutte) mosse dal Mef sorvolando sugli aspetti non problematici e quindi non oggetto delle controdeduzioni che il Comune sta preparando.

1. Enti partecipati
'Si è esaminato in particolare il regolamento per il conferimento degli incarichi della società Cambiamo e della società ForModena e il regolamento 'disciplina delle assunzioni' Amo - si legge nella relazione -. Il regolamento Cambiamo appare in contrasto coi principi richiamati dalle norme. La Corte dei Conti infatti ritiene irregolare la deroga alle procedure comparative per l'affidamento di incarichi al di sotto di una soglia economica predeterminata'. Il Mef rileva anche 'contrasto coi principi di riferimento' nel regolamento per l'inserimento di personale' di ForModena. Mentre su Amo il Mef 'rammenta come il Decreto legge 175 2016 sanzioni con la nullità i contratti di lavoro stipulati in assenza dei provvedimenti stabiliti'.

2. Incarichi a tempo determinato
Il Mef ha acquisto gli 'Avvsii pubblici per la formazione di una rosa di candidati per il conferimento di un incarico dirigenziale per: l'area educativa, per la promozione della città e di comandante della polizia municipale (Franco Chiari ndr). Tutti i bandi esaminati indicano quale 'modalità di selezione' una procedura comparativa dei curricula e un eventuale colloquio motivazionle rimesso però alla discrezionalità della Commissione. A riguardo va rammentato il consolidato orientamento giurisprudenziale per il quale le assunzioni dei dirigenti a tempo determinato sono consentite solo utilizzando procedure che devono avere natura para concorsuale, ovvero ricorrendo allo scorrimento di graduatorie'. Invece il Regolamento 'attribuisce al sindaco del Comune di Modena la scelta finale del candidato da effettuare senza nessun criterio oggettivo, senza dar luogo ad alcuna graduatoria di merito. A parere dei giudici amministrativi una procedura che si sia concretizzata nella consegna del sindaco di un quadro riepilogativo senza la preventiva indicazione dei criteri di scelta, lascia uno spazio di discrezionalità tecnica troppo ampio e contrario ai principi di trasparenza e imparzialità della selezione'.

3. Incarichi ai dipendenti
Curiosi i rilievi relativi agli incarichi autorizzati dal Comune ai propri dipendenti.
Vi è il dirigente Mauro F. che ha collaborato con un Ipab per un semestre del 2012, 50 ore complessive per un compenso di 8500 euro. Una attività per il Mef 'di tipo amministrativo contabile poco assimilabile a una attività di lavoro autonomo ma piuttosto a un rapporto di lavoro subordinato vietato'.
Vi è l'incarico autorizzato a Lucia U. del settore pianficazione urbana che riguarda la collaborazione con una casa cinematografica dal dicembre 2015 al febbraio 2016. Una attività di lavoro subordinato non consentita.
Vi è l'incarico autorizzato a Fausto F. del settore sport e cultura che riguarda la collaborazione professionale con un istituto bancario per 12 ore per un compenso di 6000 euro e una attività progettuale per l'allestimento di una mostra sulla quale 'si può annotare solo la misura del compenso superiore a quella indicata dalla normativa'.

4. Incarichi a soggetti esterni
Sulla base degli elenchi forniti dal Comune il Mef ha esaminato a campione alcuni degli incarichi di consulenza autorizzati nel periodo 2012-2016. Ebbene: 'L'oggetto delle prestazioni non corrisponde a un obiettivo o a un progetto specifico e determinato ma all'esercizio di funzioni ordinarie e non risulta adeguatamente accertata l'impossibilità oggettiva e qualitativa di utilizzare le risorse umane disponibil'. Inoltre 'le prestazioni non risultano essere sempre di natura altamente qualificata, gli incarichi in esame non risultano preceduti dalle procedure comparative richieste e le prestazioni non risultano essere di natura temporanea'.

5. Posizioni organizzative
'Le posizioni organizzative sono risultate nel tempo istituite e soppresse con delibere di giunta - rileva il Mef -. Si sono esaminate le delibere adottate dall'anno 2012'. 'Nessuna indicazione è nei fatti contenuta nelle deliberazioni assunte sulla effettiva necessità organizzativa delle posizioni in esse previste così come sulle funzioni ad esse assegnate. Le posizioni organizzative passano peraltro da 37 del 2012 a 46 del 2017 in contrasto coi principi della legge del 2006'.

6. Avvocatura comunale
Sulla avvocatura comunale tra le altre cose il Mef rileva come 'in merito ai compensi erogati in attuazione del regolamento si rileva la non regolarità dei compensi erogati non riferiti a sentenze propriamente intese, favorevoli all'Ente, in quanto erogati a seguito di una controversia conclusa con un atto diverso da sentenza'.

7. Il direttore generale
'Negli anni oggetto di verifica si  riscontrata la nomina del direttore generale nella figura di Giuseppe D. - rileva il Mef riferendosi ovviamente a Giuseppe Dieci -. In relazione alla retribuzione variabile al suddetto direttore in base al contratto è stata riconosciuta una retribuzione di risultato pari al 20% annuo (25% nel precedente contratto) dalla retribuzione lorda complessiva di 130mila euro previa verifica finale del sindaco. Tale disposizione si presenta non in linea con la regolamentazione dell'istituto fatto dall'articolo 29 del Contratto dei dirigenti del 99 che subordina l'erogazione della retribuzione di risultato alla preventiva fissazione degli obiettivi'.

Giuseppe Leonelli


 




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