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Diritto alla differenza e buio green pass: libertà in un calzino, ma calpestata

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Oggi il diritto alla differenza evocato da quei calzini colorati e cosìdiversi l'uno dall'altro è stato non solo ucciso, ma cancellato dal vocabolario


Diritto alla differenza e buio green pass: libertà in un calzino, ma calpestata

'Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi'. La nota e bellissima frase del giurista americano Charles Evans Hughes è stata uno degli slogan utilizzati ieri per la cosiddetta giornata dei calzini spaiati. Nella foto sopra uno dei tanti cartelloni apparsi davanti alle scuole modenesi: un inno alla diversità e alla accettazione del diverso, un inno alla accoglienza che aiuta a superare la solitudine. Tutto bellissimo, certo.
Bellissimo come le note del Titanic così dolci e così dissonanti rispetto al precipizio nel quale tutti, orchestra compresa, stavano precipitando in quell'aprile del 1912. Come il fiore che ostinatamente appare in pieno inverno, confondendo una giornata di sole con la primavera e viene inevitabilmente soffocato dal freddo e dal gelo che regna attorno. Bellissimo e sconvolgente come le note blues che risuonavano tra gli schiavi nei campi di cotone e nelle piantagioni di tabacco.

E non sono iperboli. Perchè oggi il diritto alla differenza evocato da quei calzini colorati e così diversi l'uno dall'altro è stato non solo ucciso, ma cancellato dal vocabolario politicamente corretto della pandemia.

Oggi la libertà ostentata in quei calzini semplicemente non esiste. E' stata immolata sull'altare di una follia collettiva che, nel tentativo di arginare un problema sanitario (che c'è stato e c'è e nessuno lo mette in dubbio), ha creato un ulteriore dramma parallelo. Quello della divisione sociale e della frattura tra un 'noi' e un 'loro' creato a tavolino. Tra i possessori di un green pass che nulla ha a che vedere con la creazione di luoghi sicuri da un punto di vista della salute (su questo ormai tutti i virologi concordano) e reietti esclusi da tutto. Emarginati dalla vita civile, etichettati con i peggiori epiteti, demonizzati al punto da essere paragonati a sorci, evasori e antisociali. Ai quali viene vietato finanche l'accesso ai negozi, ai quali viene guardato il carrello della spesa.
Questa è la società di oggi. Una spaccatura che non ha risparmiato neppure i bambini e nella cui mente in formazione si è scavato l'orrore di una precisa differenza tra 'buoni' e 'cattivi' del tutto fittizia. Nella cui mente l'isolamento e l'emarginazione di compagni di classe senza green pass (e per questo cacciati dagli autobus che li portano a scuola e dai campi di calcio) è divenuta normalità. Col certificato verde divenuto strumento a tempo indeterminato solo per chi ha ricevuto tre dosi e non per i guariti, slegato ormai dagli effetti benefici della vaccinazione (che come noto scemano dopo alcuni mesi). Per certificare per sempre la distinzione. Per rendere perenne il muro. Un orrore immondo. Cosa non è Male se non questo?
Altro che calzini spaiati. Mentre sui cancelli delle scuole si appendono pezzi di stoffa colorati, all'interno delle aule si colora con un grigio uniforme ogni pensiero differente e si attacca una lettera scarlatta rosso sangue sui vestiti dei bambini i cui genitori non hanno scelto per loro, senza violare alcuna legge, un trattamento sanitario non obbligatorio, sulla cui efficacia nessuno vuole discutere perchè non è questo il tema.

Accade in Italia. Il diritto di essere differenti è stato cremato e il privilegio della libertà è solo una triste utopia. Resta il simulacro di quel che poteva essere e che è stato violentato: resta un calzino spaiato utile a ripulire coscienze troppo anestetizzate per accorgersi del baratro nel quale siamo sprofondati. Tutti.
Giuseppe Leonelli



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