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Modena insicura e in declino, ma il sindaco Muzzarelli sorride sempre

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Un quadro inquietante che viene sottovalutato e sminuito nella sua gravità dalla amministrazione comunale che non vuole ammettere il proprio fallimento


Modena insicura e in declino, ma il sindaco Muzzarelli sorride sempre
I modenesi lo sanno perché vivono disagio e paura sulla loro pelle e le cronache giornalistiche lo confermano:  a Modena la criminalità è sempre più grave e inquietante come hanno dovuto ammettere di recente  anche l’assessore Bortolamasi e il consigliere comunale del Pd Carpentieri, entrambi del Pd, i quali hanno detto che “si deve rispondere con proposte e soluzioni alle proteste e alle paure dei cittadini che  chiedono maggiore sicurezza”. Citando le situazioni di via Gramsci,  Canaletto e  parco XXII Aprile come zone particolarmente difficili e delicate, cui però vanno aggiunte zone  già tristemente note  come quelle dell’ErreNord (dove anche il market  Coop ha deciso di andarsene), l’ex ippodromo, la stazioni ferroviara e quella degli autobus, la Pomposa, i giardini pubblici, via Verdi e le strade adiacenti, il Museo Ferrari dove i residenti lamentano degrado,  sporcizia, prostituzione, droga.

Terra di nessuno, insomma, ai limiti del centro storico tutelato  dall’Unesco.

E questa non è solo “percezione” del pericolo perché i dati di una inchiesta diffusi recentemente dal Sole-24 Ore, collocano Modena al 16° posto in Italia (su 106 province) in quanto a episodi criminosi, 13° per furti nelle abitazioni, 12° per violenze sessuali, sesti per denunce a carico di minori sotto i 14 anni (quelli catalogati  come baby-gang) e addirittura terzi in Italia per casi di riciclaggio di denaro sporco, come monitora lodevolmente da anni Zavatti della Cgil.  E a questo proposito è stato osservato (e non solo dai partiti di minoranza) che chi governa il territorio deve intervenire con le forze dell’ordine per individuare soluzioni atte ad arginare la grave situazione facendo qualcosa di concreto anche per rispondere al grido d’allarmne delle categorie dei commercianti e degli artigiani aderenti a  Confesercenti, Confcommercio, Cna e  Lapam, sempre nell’occhio della malavita.

“Il sindaco Muzzarelli venga a fare una passeggiata con noi nel quartiere della Sacca – hanno detto provocatoriamente i componenti del Comitato di protesta dei residenti - perchè si renda conto che qui i senza tetto, spacciatori, tossicodipendenti, sbandati, prostitute, la fanno da padrone e non si limiti a ripetere le solite promesse di intervento,  poi non mantenute,  come dimostra la situazione che non migliora,  con grave delusione dei residenti che si sentono abbandonati”. E infatti proprio l’altro giorno è andato a fuoco un locale contenente il sistema che fonisce elettricità a gran parte del quartiere che è rimasto senza corrente  coi residenti giustamente infuriati per il degrado che permane tuttora nella zona e per i senza tetta e sbandati che dormono  ovunque, anche in quel locale andato a fuoco.

Ma il sindaco si fa invece fotografare e riprendere di continuo dai giornali e dalle tv locali per l’abituale esposizione mediatica col sorriso sulle labbra solo per eventi positivi e propagandistici ma che non riguardano peraltro realizzazioni del Comune ma, viceversa,  l’inaugurazione di opere compiute  da privati e da imprese industriali, con relativo abituale taglio del nastro (facendo concorrenza al presidente della Regione Bonaccini, bonariamente definito ‘il presidente con  le forbici in mano’), ma  che ignora le zone degradate e abbandonate e i quartieri dove vengono segnalati problemi di abitativi, stradali, di viabilità, di sporcizia, di abbandono come alla Madonnina o in Strada Santa Caterina, oppure di difficile convivenza tra residenti e immigrati, o in mezzo ad operai impegnati in conflitti sindacali. Si è invece fatto fotografare in posa l’altro giorno con Tommaso Tomasi di Vignano, il potente presidente di Hera, ma non coi sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che manifestavano  contro il caro energia chiedendo che le multiutility devolvano parte dei super profitti (Hera nei primi nove mesi del 2022 ha realizzato un utile di oltre 200milioni di euro) a favore della categorie disagiate  per il pagamento delle bollette di luce e gas. Richiesta sostenuta invece dal Movimento politico ‘Modena Volta Pagina’ che ha suggerito a Muzzarelli di fare come il sindaco di Mantova che ha convinto la società per l’energia ‘Tea’ a redistribuire utili per otto milioni di euro ai propri concittadini,  visto che Hera è una società formata in maggioranza da Comuni tra cui il nostro.  

Ma Modena è in ritardo anche per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e dell’aria a causa dello sforamento continuo dei limiti di legge delle Pm 10, come hanno rilevato sia Arpae che la Clinica delle malattie respiratorie del Policlinico. Viviamo insomma  in una specie di camera a gas e siamo fanalino di coda in Italia con gravi conseguenze per la salute dei modenesi.
Altro che “dovere difendere Modena dalle opposizioni”, come ha incautamente detto il sindaco in consiglio comunale in una imbarazzata risposta ai tanti ordini del giorno delle minoranze preoccupate di questo stato di cose che regna in città.

Allarmante anche l’alto costo della vita perché siamo addirittura terzi in Regione (peggio di noi solo Bologna e Ravenna) e decimi in Italia nella classifica delle città più care, aspetto questo che colpisce prevalentemente i ceti meno abbienti. E monta nel frattempo  la vivace protesta dei cittadini per le novità nella raccolta dei rifiuti domestici decise da Hera, per le quale si lamentano incongruenze e difficoltà per chi abita nei condominii senza spazi per i contenitori, per chi abita in centro storico senza terrazzi e cortili e per i negozianti. “Il Comune di Bologna -  è stato ricordato dal neo senatore Barcaiuolo insieme ai dirigenti del Fratelli d’Italia  – per evitare che i cittadini esasperati abbandonino i rifiuti nelle strade ha fatto marcia indietro sul cambiamento e il Comune di Modena deve fare altrettanto perché il piano va ripensato perché così com’è si è rivelato un  flop”. Anche il noto fustigatore di costumi Beppe Zagaglia è intervenuto sull’argomento affermando ironicamente che “l’importante è scontentare i cittadini”.

Insomma Modena non pare proprio quella città modello bene amministrata, una città green, smart, accogliente, attrattiva ed efficiente, come va sbandierando propagandisticamente la giunta comunale. Ne sanno qualcosa anche gli studenti che vengono in città a studiare e che faticano a trovare un alloggio se non a prezzi probitivi. Una città insomma nemmeno a misura di studente. E, a proposito di scuole, vengono segnalati ritardi nella assegnazione completa delle cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado e la mancanza di personale amministrativo sufficiente, come ha denunciato il sindacato scuola della Cisl. Ma anche la situazione intollerabile dell’Istituto Fermi i cui studenti sono stati per una settimana al freddo decidendo alla fine di restare a casa in segno di protesta. E lo stesso presidente della  Provincia Tomei, competente nella gestione dell’Istituto, ha ammesso che “è inaccettabile lasciare le scuole al freddo”.  Fa acqua anche il servizio di trasporto pubblico Seta con molti conducenti di bus che si sono dimessi a causa delle troppe aggressioni subite e per i turni di servizio definiti “folli” dai sindacati.

Altri inconvenienti lamentati dai cittadini e dagli interessati ma ignorati dal Comune sono la chiusura della Piscina Dogali con gli atleti della pallanuoto costretti a trasferirsi a Bologna per gli allenamenti; gli appassionati di musica che dovranno andare al Dall’Ara di Bologna se vorranno assistere al concerto di Tiziano Ferro già previsto allo stadio Braglia “(Modena non attrae più i grandi eventi” il commento della consigliera comunale FdI Elisa Rossini); la mancata presentazione da parte delle Gallerie Estensi della domanda per partecipare al bando bandito dal Ministero della Cultura per la valorizzazione di opere di arte contemporanea. Un bando snobbato da parte di una città, è stato osservato, che non è  nemmeno riuscita a sostituire il Cavallo di  Paladino alla ex Manifattura tabacchi.

Abbiamo lasciato per ultimo il delicato tasto della violenza sulle donne in netto rialzo anche a Modena coi drammatici casi riferiti dalle cronache quotidiane e quello del nodo immigrazione con la scoperta di badanti in nero ‘assunte’ da una finta cooperativa di assistenza. Sulla violenza ha destato allarme nella pubblica opinione la notizia della ragazza marocchina picchiata per mesi perché si voleva vestire alla occidentale come le sue compagne di scuola; oppure della bambina violentata dal convivente della madre, un nigeriano residente in città; di un moldavo arrestato perchè frustava la figlia con la cinghia dei pantaloni; le minacce di morte alla figlia da parte dei genitori indiani che le volevano  imporre un matrimonio non gradito alla ragazza e altri episodi di violenza di mariti tra le mura domestiche nei confronti di mogli e di figlie, scoperti grazie alle denunce di vicini di casa insospettiti dalle urla delle malcapitate e le quotidiane aggressioni a donne che rincasano sole di sera.

Un quadro inquietante che viene sottovalutato e sminuito nella sua gravità dalla amministrazione comunale che non vuole ammettere il fallimento delle tanto enfaticamente annunciate politiche sociali, di  integrazioni, di sostegno e di vicinanza alle categiore fragili della società modenese e di ascolto dei bisogni dei cittadini e delle associazioni di categoria di imprenditori, commercianti e artigiani che sono loro in prima linea ogni giorno e che si sentono abbandonate da chi invece li dovrebbe difendere e tutelare perchè costituiscono e rappresentano la ricchezza economica del territorio. Una vera emergenza sociale che è stata ricordata dal consigliere comunale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi, che ha anche ricordato la necessità di una maggiore presenza  dei Servizi sociali del Comune preposti all’aiuto ma anche alla sorveglianza e al controllo di soggetti spesso già segnalati per la loro pericolosità. 

C’è insomma poco da ridere da parte del sindaco perché la situazione della città è difficile, i problemi che l’assillano sono tanti e l’amministrazione comunale sembra in ritardo nel fornire risposte  concrete e convincenti alle tante richieste, agli appelli e alle attese della popolazione. Da lui i cittadini si attendono meno foto e meno apparizioni sui giornali e sulle televisioni, meno autoreferenzialità, meno smania di protagonismo, meno promesse, annunci e  proclami, ma più fatti concreti e maggiore riservatezza.
Stile Draghi, per intenderci.
Cesare Pradella


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Cesare Pradella
Cesare Pradella

Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per ..   Continua >>


 

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