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Modena, regolamento di conti Pd che sfrutta un (banale) audio privato

Modena, regolamento di conti Pd che sfrutta un (banale) audio privato

Se qualcuno può dire di non avere mai fatto una battuta sessista o ironizzato sull'aspetto fisico di un collega (uomo o donna) ci scriva. Lo pubblicheremo


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Abbiamo avuto modo di sentirlo tutto un paio di giorni fa quell'audio. Otto minuti e 21 secondi nei quali il vicesindaco di Modena Gianpietro Cavazza, parlando con una dipendente comunale a pranzo, si lascia andare a qualche greve e oggettivamente offensiva considerazione sull'aspetto fisico delle colleghe di giunta. Qualche frase all'inizio poi si parla d'altro. L'audio pare sia frutto di un errore dello stesso Cavazza che ha premuto il pulsante premi e invia del suo cellulare senza accorgersene mandandolo così in una chat. Di lì la diffusione è stata immediata di cellulare in cellulare.

Per scelta della nostra redazione non abbiamo voluto dare quella notizia perchè ci pareva non opportuno divulgare una conversazione a due del tutto privata in trattoria. Non è una conversazione riportata in intercettazioni o trascritta in atti giudiziari. E' una chiacchierata a tavola. Dove peraltro si fanno anche alcune considerazioni (queste forse sì rilevanti) sul modo in cui il Comune stava affrontando (nel momento della registrazione) l'emergenza coronavirus.
Pieno rispetto ovviamente della legittima scelta degli altri quotidiani locali e nazionali di darne conto, meno comprensibile invece il coro di voci politiche che si sono levate contro il vicesindaco.
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In particolare all'interno della maggioranza guidata dal Pd.

Ultimo intervento in ordine di tempo è Articolo Uno-Sinistra per Modena, intervenuto con una nota inviata anche alla nostra redazione. 'Chi ricopre cariche istituzionali deve avere la consapevolezza di essere una figura pubblica e non può lasciarsi andare a sgradevoli commenti riguardo alle persone, men che meno a battute sessiste legate al corpo delle donne. Chi ricopre cariche istituzionali non può non essere consapevole della sottile linea di continuità che corre tra una becera diffusa cultura machista, quella degli apprezzamenti estetici, sino alle terribili vicende di violenza che troppo spesso ci tocca commentare o, drammaticamente, piangere. Per noi l'episodio presenta un profilo non archiviabile nella categoria 'battute senza cattiveria' e, quindi, non abbiamo alcuna intenzione di liquidarlo in fretta'.

Ora, di per sè è tutto vero. E possiamo immaginare anche come le dirette interessate non abbiano gradito queste parole. Per usare un eufemismo. Detto questo, sfidiamo i rappresentanti di Sinistra per Modena, lo stesso sindaco di Modena, le stesse assessori prese di mira da quelle frasi, a non avere mai fatto battute, a tavola con amici, sull'aspetto fisico di donne o uomini.
A non avere mai ironizzato sulle abitudini sessuali di un collega, a non avere rimarcato la bruttezza di un compagnio di lavoro, sia esso uomo o donna.

A riguardo anche l'Udi - associazione di certo non accusabile di sessismo - ha usato parole chiare sui social: 'Leggiamo con dispiacere, e anche con una certa frustrazione, delle battute dell'assessore Cavazza, offensive o lusinghiere non importa, sull'aspetto fisico di alcune colleghe assessore. Tuttavia, teniamo a sottolineare il fatto che l'UDI di Modena non si occupa di gossip, ma di politica, ingaggiando da 75 anni a questa parte la propria lotta sulla politica agita o non agita e sulle dichiarazioni ufficiali, non su audio whatsapp privati diventati per sbaglio di dominio pubblico, per quanto sessisti e gravi perché svelano cosa vi sia dietro al politicamente corretto'.

Ecco, allora, se qualcuno può dire di non avere mai fatto una battuta sessista, di non avere mai ceduto a un sorriso a una frase greve, di non avere mai, ridendo, accusato un amico di essere gay, ci scriva e lo pubblicheremo subito credendogli sulla parola. Se invece - come pensiamo - a tutti è successo a tavola, in casa o al bar, allora si deponga l'indignazione e l'allame sessista e si ammetta che la polemica nasce dalla sola e unica volontà di mettere in atto un regolamento di conti all'interno
della maggioranza per la volontà di qualcuno di ambire al ruolo di vice-Muzzarelli e quindi di posizionarsi in pole per raccoglierne tra 4 anni l'eredità.
Che se Cavazza è davvero un assessore inadeguato al ruolo per le scelte culturali fatte a Modena - La Pressa più volte lo ha sostenuto in alcuni commenti - lo si attacchi su questo, si abbia il coraggio da parte della corrente di maggioranza interna antagonista di dire al sindaco che ha scelto uno yesman non competente. Se lo si pensa e se il problema non è solo prenderne il posto. E si evitino mezzucci e audio privati.   

Giuseppe Leonelli
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

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