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Open Arms: l'incoerenza messa a sistema del M5S, e non solo

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Il Movimento vota compatto contro il 'proprio' ministro nel primo governo Conte e oggi, nel Conte Bis, insieme al PD, non cambia il decreto Salvini


Open Arms: l'incoerenza messa a sistema del M5S, e non solo

Una foto che non necessiterebbe di testo per inquadrare il significato che essa rappresenta rispetto a quanto è successo ieri, al Parlamento. Perché è solo nell'incoerenza e nella mancanza quasi assoluta di punti di riferimento della politica attuale che si può leggere il voto compatto e 'contro' del Movimento 5 stelle rispetto all'ex ministro dell'interno Matteo Salvini, mandato a processo sul caso Oper Arms, con i voti favorevoli di M5s, Pd e Iv.
Ovvero, con tutto il partito che ha avuto Salvini come Ministro dell'Interno e la Lega alleata di governo. Non mille anni fa, bensì un anno fa e, in un governo che tra l'altro aveva lo stesso Presidente del Consiglio di oggi. Giuseppe Conte che, come capo dell'esecutivo che i provvedimenti di Salvini li sottoscrisse e li applicò, sarebbe almeno, politicamente, ugualmente responsabile.
Il concentrarsi dell'attenzione mediatica sul voto, seppur delicato e determinante, di Italia Viva di Renzi, diventato sempre più ago della bilancia nei passaggi parlamentari che contano, non fa altro che distogliere l'attenzione dalla contraddizione più evidente, quella appunto del Movimento 5 stelle. Che non si limita al voto su Open Arms, ma si esprime, anche rispetto all'oggi. In un presente in cui, lo abbiamo ricordato più volte, il governo M5S-PD continua a non cambiare e ad applicare i decreti su sicurezza ed immigrazione firmati dal ministro Salvini, con il governo M5S-PD. Così è. Oggi, anche sul tema dell'accoglienza emergenziale degli immigrati, e al di la del ripristino della possibilità, negata dal decreto Salvini, di concedere in alcuni casi un permesso di soggiorno umanitario a richiedenti asilo senza requisiti per ottenere quello 'ordinario', i decreti sono sostanzialmente gli stessi. Quelli (e anche questo lo abbiamo scritto più volte) che sul fronte dei costi dell'accoglienza non vengono applicati da due anni per la pressione esercitata dalle cooperative sociali che hanno sempre rifiutato di accogliere i migranti con i costi frutto dei tagli di Salvini. Doppia contraddizione. 

Sta di fatto che Movimento 5 stelle, ora a braccetto col PD, nei fatti e negli effetti, quei decreti non li ha cambiati, non li ha sostituiti. I decreti sicurezza e immigrazione, seppur smantellati sul tema sbarchi che sono stati concessi, e non applicati sul tema dei costi dell'accoglienza), sono comunque in vigore, sono portati, avanti anche dal PD e dal M5S e di fatto esprimono, volente o nolente, la posizione di questo esecutivo che in un anno di vita, avrebbe avuto la possibilità di cambiarli, anzi di sostituirli, e non lo ha fatto. Ed anche il PD, nemico giurato del leader leghista, li ha confermati, nel Conte Bis. Allora davvero, di che cosa stiamo parlando?

“Il governo attuale ha fretta di cancellare ciò che ha fatto il governo precedente' - ha affermato su Il Foglio l'ex grillino ed ora promotore di Italexit Gianluigi Paragone. 'Il M5s, che è il partito che più ha cambiato opinioni, se fosse stato ancora alleato con Salvini avrebbe interessato Rousseau, avrebbe fatto mille riunione per salvarlo. La gente fuori mica è scema”. In realtà, guardando come sono andate le cose, sembra proprio che per il governo lo sia.

Gi.Ga.



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