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Zingaretti, il segretario che non è leader non accende la festa PD

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Alla cena a Ponte Alto molti i tavoli vuoti, soprattutto i riservati PD. Zingaretti non trascina. Bonaccini: 'Io al suo posto? Tra noi nessuna rivalità'


Zingaretti, il segretario che non è leader non accende la festa PD

Le immagini, anzi i fermo immagine, spesso riescono a sintetizzare e a parlare più di mille parole. Quelle dette e non dette ieri sera, alla festa dell'Unità di Ponte Alto. La prima festa del PD dopo il lockdown, omaggiata dalla prima presenza post lockdown del suo leader nazionale, Nicola Zingaretti. In una foto di coppia, che abbiamo voluto riportare, richiesta dai fotografi, tra lui e il Presidente della Regione Stefano Bonaccini. Con il sorriso di circostanza. Una circostanza che sul palco porterà lo stesso Bonaccini a sentirsi in dovere di sottolineare come non è sua intenzione prendere il posto del leader nazionale. Che suona come un 'stai sereno' di Renzi su Letta. 'Se non altro perché siamo amici da trenta anni' - specifica Bonaccini. Zingaretti applaude, smorzando un sorriso 

Ma in quella foto c'è ben altro dei due governatori di regione, del Lazio e dell'Emilia Romagna.


Il primo segretario, il secondo possibile candidato. Bonaccini si sente uomo forte e lo esprime, anche nei gesti apparentemente cortesi. Zingaretti appare totalmente incapace, anche agli occhi dei suoi sostenitori che quella capacità vorrebbero vederla, di colmare quella crisi di leadership da anni tallone d'achille del PD

C'è poco da fare. Zingaretti non trascina e la sua presenza, anche nel momento in cui (sempre su richiesta dei fotografi a corto di immagini non troppo banali), gira tra i tavoli, non genera interesse. I posti riservati al PD sono vuoti (e ci torneremo) e tra i tavoli è come se passasse un fantasma. Molti non smettono di mangiare, al suo passaggio. Come una presenza non prevista. Un piccolo, piccolissimo, ridotto quasi ad un accenno, applauso parte da un tavolo. Che si smorza subito. Tutto sembra forzato, faticoso, surreale. Un segretario nazionale che suscita meno interesse di una forchettata di gramigna. E' evidente. L'atmosfera si taglia. Si ostenta disinvoltura, come fosse normale, ma normale non è. Parte un altro timido applauso. Frutto di una sorta di clack che non genera seguito. Perché alla festa PD, oltre alla persone, proprio nella sera del segretario, manca il PD. Mancano anche quelle che un tempo chiamavano 'truppe cammellate'. Quelle che non potevano mancare agli eventi, nemmeno quelli con il segretario provinciale del partito o un presidente di regione. Figuriamoci con il leader nazionale. Consiglieri comunali del PD, di ogni comune della provincia, dei loro sindaci. Elementi del partito che un tempo sarebbero stato di fatto precettati, per eventi del genere. Consiglieri regionali, comunali, provinciali, assessori. Che se contiamo quelli eletti a Modena e provincia, sindaci compresi, sono decine. Di Modena come assessori c'è solo Bortolamasi ma perché, come segretario cittadino, non può non esserci a fare il padrone di casa. Ci sono i consiglieri comunali PD a Modena Stefano Manicardi ed Ilaria Franchini, l'Assessore carpigiano Stefania Gasparini, ma a decine non ci sono, compreso il sindaco di Carpi. Sono più coloro che non ci sono di coloro che ci sono, senza ombra di dubbio. Mancano in tanti, anche a vista d'occhio. I tavoli riservati al PD, dietro al tavolo con Zingaretti, sono e rimarranno vuoti. Tanto da rendere solitaria desolata e imbarazzata la figura dell'ex sindaco di Modena Giorgio Pighi, da sempre presente agli eventi modenesi con Zingaretti, ma ieri sera escluso di fatto dal tavolo con il segretario. Costretto a cenare da solo, alle loro spalle, in un altro tavolo, osservando a pochi metri Zingaretti che dopo l'arrivo di Bonaccini, alla destra del segretario, parla solo con lui. Al contrario, e anche al netto del distanziamento che vige per chi è allo stesso tavolo, vengono di fatto ignorati dal segretario per buona parte della cena, il consigliere regionale Luca Sabattini, i segretari cittadino e provinciale del PD Bortolamasi e Fava, il sindaco di Modena Muzzarelli ed il Presidente della provincia Giandomenico Tomei. Quest'ultimo, al termine della serata, posterà su facebook una foto del tavolo tentando di rappresentare un clima cordiale di confronto e di convivialità che, ve lo possiamo confermare perché ci eravamo a due metri per l'intera cena, non c'era. Non c'era.

Mano a mano che la serata avanza le poche cose e persone che ci sono sembrano fatte per fare emergere le tante che non ci sono. In quel tavolo, davanti a quel pollo alla griglia che Zingaretti ha 'spiluccato'  e che Bonaccini ha divorato a morsi brandendolo con le mani, anche quando il segretario gli parlava nell'orecchio, c'era qualcosa che si avvicinava al contrario di quel ritorno e di quella rinascita del PD e dell'Italia post lockdown che Zingaretti citerà poco dopo, sul palco. Una sorta di vuoto. Come vuoto apparirà poco dopo il piatto di Bonaccini. Un attimo dopo siamo alla foto che vedete. Con Zingaretti, Bonaccini e, dietro, l'ex sindaco Pighi che si alza dal tavolo riservato ma vuoto. Dopo una cena veloce consumato in un tavolo vuoto.

Zingaretti ed il suo seguito (composto anche dall'ex Senatore Stefano Vaccari che non più rieletto ha trovato un buon posto nella segreteria nazionale del partito), si sposta nella sala conferenze. Per prima sale sul palco e parla al microfono Giulia, una Giovane Democratica, che sottolinea di stare lavorando in cucina, in rappresentanza di giovani. Ringrazia il segretario della sua presenza a apre la serie di interventi. Prima quello del segretario cittadino, poi del Presidente Bonaccini e poi del segretario Zingaretti. Subito, saltando la intro del segretario provinciale.

Temi nazionali infarciti di attacchi a raffica a Salvini e 'alle destre', italiane ed europee, colpevoli di non avere saputo gestire l'emergenza come il governo e l'Italia ha fatto. Il tema principe è il coronavirus. Con Bonaccini che da oggi demolirà gli ultimi baluardi del distanziamento fisico autorizzando anche i giochi di carte, ma che dice solo il vaccino potrà renderci sicuri'

In platea una sessantina di presenti seduti a distanza e circa 40 presenti ai lati della sala. Zingaretti rilancia l'azione di governo ostentando un rapporto dichiaratamente disteso e costruttivo con Conte. 'La Festa dell'Unità è tornata, il PD è tornato, ed essere qui oggi ha dell'incredibile'

Gi.Ga.



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