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Addio Green Pass? Ieri all'ospedale Baggiovara è successo altro...

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Vivace dibattito che si è allargato ad altri due vigilanti (armati), fino a concludersi con chiamata a vuoto da parte degli stessi alle Forze dell'ordine


Addio Green Pass? Ieri all'ospedale Baggiovara è successo altro...
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Gentile Direttore!
Ebbene, ciò che temevo, si è verificato.
Recandomi ieri di buon mattino presso l'ospedale Civile di Baggiovara per una visita ad un congiunto, all'ingresso sono stato fermato dalla vigilanza, invero quasi cortesemente, con la scusa della mancata esibizione dal Green Pass. Gazzetta Ufficiale in pugno - a fronte del mio diniego ad esibire un documento non più dovuto - si è acceso un vivace dibattito che si è allargato con l'intervento di altri due vigilanti (armati), fino a concludersi con una chiamata a vuoto da parte degli stessi alle Forze dell'ordine, le quali - ho intuito dal tono - si sono rifiutate di intervenire in tempi rapidi. Da lì, pena l'incorrere nell'ipotesi di reato di sequesto di persona da parte del personale vigilante preposto ad 'eseguire ordini', l'epilogo all'italiana: 'vada'.  

Infatti a far data dal giorno di San Silvestro 2022 il decreto anti-rave è definitivamente legge dello Stato.

Oltre a misure atte a scoraggiare raduni 'sesso droga e rock'n roll' non autorizzati (mi passi l'estrema  e banale semplificazione), la neonata Legge 199 del 30 dicembre 2022, fra le sue pieghe, contiene altre novità: una su tutte, mediante l'Art. 7-ter: a partire dal 31 dicembre 2022 è abrogato il comma 1-sexies della L76/2021 che così recitava 'A decorrere dal 10 marzo 2022 e fino al 31 dicembre 2022, è consentito altresì l’accesso dei visitatori ai reparti di degenza delle strutture ospedaliere secondo le modalità di cui ai commi 1 -bis e 1 -ter (ndr: consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di una certificazione verde COVID-19)'.

Il triennio pandemico a trazione Conte-Draghi si è chiuso con un sostanziale fallimento: obbligo vaccinale surrettizio, professionisti messi ai margini, l'onta del lavoro negato, più di 140 milioni di inoculazioni per avere la curva di decessi più alta d'Europa.

Il tutto per mezzo di un impianto giuridico costituito per sovrapposizione di lemmi, commi, decreti e decretini che hanno trasformato - limitatamente al frangente - la nostra legislazione in un collage illeggibile, in un ginepraio impenetrabile, in un campo di scontro ideologico, in un pericoloso ricettacolo di potenziali derive, in un libro sacro di una nuova religione.

Dunque se la legge non ammette ignoranza, la gestione degli accessi da parte della Direzione Sanitaria evidentemente la tollera, eccome. Tutti noi ricordiamo indelebilmente il runner inseguito  sulla spiaggia deserta; ora invece noi - Direttori Sanitari in primis - dovremmo anzi dovremo ricordare che il Green Pass è da ieri, ultimissimo giorno del 2022, al suo passo d'addio e da oggi rappresenterà l'appellativo di uno strumento giuridico la cui efficacia sanitaria fu innegabilmente tanto dubbia quanto vigorosa fu la sua forza promozionale di un obbligo vaccinale surrettizio.

Tre mesi fa si invocava una doverosa richiesta di perdono: quanto esperito ieri non lascia intravedere in alcun modo quel 'rosso di sera' che significherebbe 'bel tempo si spera' sul 2023. Ci sono tante scorie da smaltire. 
Speram bein.
Buon anno, caro Direttore.

Arcardo Lugli

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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