'Ho letto la lettera del signor Camillo Po riguardante il mio intervento sulla cosiddetta “Camminata della Pace e della solidarietà” organizzata domenica scorsa da alcuni cittadini del quartiere Sacca, con la partecipazione di esponenti dei 5s e del segretario del Pd. Innanzitutto ringrazio il signor Po per essere intervenuto su questo tema, poiché ritengo che l’impegno civile sia sempre un fattore positivo. Detto questo, il mio dissenso rispetto ai contenuti della lettera è totale: gli articoli 11 e 52 della Costituzione vengono citati in maniera del tutto decontestualizzata rispetto all’oggetto della discussione che è il conflitto in Ucraina. L’Italia ripudia la guerra, recita l’articolo 11, non si capisce bene dove fossero i 5S ed il Pd quando gli Usa e la Nato hanno previsto lo spostamento verso Est dell’asse occidentale, fino ai confini della Russia, venendo meno a quelli che erano gli impegni presi con la leadership dell’Urss al momento della dissoluzione dell’Unione Sovietica, all’inizio degli anni 90. L’Italia, secondo la Costituzione, dovrebbe promuovere e favorire le organizzazioni internazionali che favoriscano la Pace e la giustizia tra le Nazioni, non mi pare che la Nato persegua questo scopo, basterebbe chiedere a libici e serbi cosa ne pensano.
La guerra in Ucraina è iniziata nel 2014, dopo che un colpo di stato violento ha rovesciato un governo democraticamente eletto, quello del primo ministro Yanukosky, sostituito da un governo scaturito da elezioni tutt’altro che democratiche, svoltesi in un clima di intimidazioni e violenze contro gli avversari politici; un governo che ha scatenato un’ondata di russofobia violenta, culminata in orrende stragi, come quella di Odessa il 2 maggio del 2014. Gli accordi di Minsk, sottoscritti dalle Repubbliche del Donbass e Ucraini sotto la supervisione di Russia, Germania e Francia non sono mai stati rispettati dalla giunta Ucraina sobillata dagli americani. Inoltre non mi risulta che a Modena qualcuno abbia marciato per ricordare che i civili di Donestk e Lugansk erano sotto le bombe dell’esercito ucraino h 24 e 365 giorni all’anno, nessuno ha proposto di rifornire di armi un popolo che stava lottando per la sua sopravvivenza.
Nella lettera il signor Po afferma che si possono usare le armi per la difesa della Nazione, concordo su questo ma mi deve
Voglio soffermarmi anche sulle affermazioni che riguardano le difficoltà economiche dei cittadini per i rincari delle bollette, se il sig. Po avesse seguito le attività in Consiglio Comunale si sarebbe accorto che mi sono occupato del tema con mozioni ed interrogazioni, questo è il lavoro principale del consigliere comunale, per sensibilizzare giunta e consiglio sui rincari che stavano arrivando e sui costi dell’energia che stavano diventando insostenibili ma questo accade già da un anno e mezzo.
Chi ha votato le sanzioni dovrebbe avere il coraggio di spiegare che molte delle difficoltà economiche che stanno affrontando gli italiani vengono proprio da queste scelte deliberate da una classe politica che adesso cerca di lavarsi la coscienza, mentre restano gli atti parlamentari che parlano chiaro, molto chiaro. Concludendo, caro signor Po io parteciperò certamente ad ogni iniziativa di Pace che preveda come piattaforma lo stop alla fornitura di armi, lo stop alle sanzioni e la ripresa del ruolo dell’Italia come ruolo di mediatrice che oggi è occupato dalla Turchia. Infine le chiedo come mai siete disposti a mandare armi agli ucraini per difendersi dalla Russia (faccio presente che nel mondo esistono al momento almeno una trentina di conflitti), mentre contrari a mandarle a yemeniti, palestinesi... Non è questa ipocrisia o doppi standard?'
Beatrice De Maio (Consigliere comunale Modena Sociale)


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