Così il Mondo si incammina verso una grande guerra come un sonnambulo
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Così il Mondo si incammina verso una grande guerra come un sonnambulo

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L'idea è ancora la stessa: i cowboy massacrano sempre gli indiani e vincono


Così il Mondo si incammina verso una grande guerra come un sonnambulo
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Ormai è chiaro che le sanzioni economiche contro la Russia non sono servite al loro scopo, per il semplice motivo che il mondo anglofono e ad esse subalterno, non è il mondo. Tanti altri sono i Paesi “amici” di Putin, che secondo loro ha avuto il coraggio di andare contro l'America e a tutto il sangue e la povertà che ha disseminato per soddisfare le proprie esigenze. Fanno da sponda, apertamente o sotto banco, e si sono riuniti nello SCO che detiene il 40% della popolazione mondiale e oltre il 30% del Pil globale.

E' chiaro che l'assurda teoria di rifornire armi sempre più potenti all'Ucraina e presentare Putin e la Russia come il male assoluto, da isolare anche culturalmente, non l'ha costretta alla pace, ma ha sortito l'effetto opposto.

Sul piano diplomatico, l'ONU ha balbettato, l’America ha taciuto e l’Europa, salvo iniziative personali più attente a salvaguardare propri interessi economici che a cercare la pace, ha fatto poco o nulla. La prova è che il 'campione' per un possibile negoziato è stato il dittatore Erdogan, fino a ieri considerato un pericolo per la democrazia, una specie di «tagliagole» con il desiderio di ricostituire l’impero Ottomano.

Ora è altrettanto chiaro che la Russia si è stancata di far ammazzare soldati per una guerra che non avrà mai fine, finché esisterà un fazzoletto di terra ucraina che gli USA e l'Occidente tutto possano finanziare per raggiungere lo scopo originale: piazzare basi missilistiche a due minuti da Mosca. La strategia a stelle e strisce è sempre la stessa: ora l'America è riuscita a piazzare basi nelle Filippine, dopo che gli è andata male a Taiwan, per tenere sotto scacco la Cina e aprire un altro fronte di possibile conflitto.

Qualcuno obietterà che questo scopo è una interpretazione “putiniana”. Forse. Ma molti considerano che l'operazione d'ingresso dell'Ucraina nella NATO non è stato congelata per non irritare Mosca, ma per il semplice fatto che dal 2014 sono sorte le due repubbliche indipendenti di Donetsk e Luhansk, confinanti con la Russia: gli americani non potevano costruire le loro basi su un territorio che Kiev non controllava più. Ed è sempre per questa ragione che il Donbass e i suoi abitanti sono diventati per otto lunghi anni l'obiettivo di tanta morte e distruzione da parte di Kiev e del suo battaglione Azov.

A questo punto, attendiamo che mentre Mosca è impegnata a riconquistare il Donbass, le truppe ammassate in Bielorussia scaldino i motori per scendere verso la capitale e chiuderla in una morsa senza via di scampo. Secondo la più elementare strategia, i nostri armamenti non arriveranno mai a Zelensky, che fino ad ora ha visto treni e aerei viaggiare tranquillamente: le comunicazioni di rifornimento saranno interrotte e addio ai proclami di vittoria del presidente ucraino.

Se arriveremo a questo punto, Blinken farà il giro delle sette chiese per chiedere supporto a entrare in guerra direttamente al fianco dell'Ucraina; i Russi si sono già preparati a questa follia, affermando d'essere alla vigilia di una nuova guerra patriottica, ancora contro le croci uncinate. Quelli che hanno avuto 20 milioni di morti contro le truppe di Hitler ( i deceduti americani ai quali tutti siamo grati e abbiamo eletto liberatori del nazi-fascismo furono 290 mila...) probabilmente imbracceranno nuova-mente il fucile.
L'ha compreso perfettamente Guterres 'Temo che il mondo stia camminando verso una guerra più ampia non come un sonnambulo, ma con gli occhi ben aperti'.

Un altro Stato senza democrazia e libertà, ma evidentemente con maggiore intelligenza politica, comprende quanto sia ormai prossima la catastrofe e prova a intervenire.
Il 7 febbraio alle 09:29 Pechino commenta come la comunità internazionale “disapprovi i costi umanitari della guerra in Ucraina” e la Cina invita nuovamente le parti coinvolte a rilanciare i negoziati di pace. Lo ha dichiarato il vice rappresentante permanente di Pechino alle Nazioni Unite, Dai Bing, durante una regolare riunione del Consiglio di sicurezza. Gli scontri sul campo “non accennano ad attenuarsi” e un gran numero di armamenti con-tinua a riversarsi nello Stato dell’Europa orientale, ha osservato Dai, invitando le Nazioni Unite e la comunità internazionale a “dare priorità” alla questione umanitaria. “La Cina - ha aggiunto - chiede l'immediata cessazione del bombardamento presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia, l’attuazione delle sette disposizioni a garanzia della sicurezza elencate dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e il massimo impegno per fermare l’escalation verso una crisi nucleare”.
Ma questo impegno probabilmente non ci sarà, perchè i cowboy massacrano sempre gli indiani e vincono.

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegna

Visiting Professor London Performing Academy of Music di Londra. Docente di Formazione Corale e del master in Musica e Cinema presso Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli..   Continua >>


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