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Strage di Bologna, un mistero che dura da 39 anni

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Pare che i resti riesumati dalla tomba non siano quelli di Maria Fresu, ma di un’altra persona


Strage di Bologna, un mistero che dura da 39 anni

«Su Bologna, la mia l’ho detta e la ripeto. Per me fu un incidente, un drammatico incidente di percorso: fu, con molta probabilità, una bomba trasportata da terroristi palestinesi, che non doveva essere innescata in quell'occasione e che invece, chissà perché, per un sobbalzo, una minaccia, un imprevisto, scoppiò proprio in quel momento. La mia, sia chiaro, non è una certezza, ma soltanto una supposizione. Avvalorata, però, da quanto ho letto non molto tempo fa in un'intervista a un altro dirigente del Fronte di liberazione palestinese.» Così dichiarò l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga in una intervista al Corriere della Sera un anno prima di morire. Ma cosa accadde in quella tragica mattinata del 2 agosto 1980?

Erano le 10,25 quando, secondo le ricostruzioni dell’epoca, una valigia abbandonata esplose nella sala d’aspetto della Seconda Classe. Muoiono 85 persone e oltre 200 restano ferite. Il giorno è significativo perché segnava l’inizio delle ferie estive, il periodo in cui molti italiani partivano alla volta delle coste adriatiche o verso Firenze e Roma. Dopo soli 4 giorni dalla strage, il 6 agosto, la città onorò le vittime con funerali di Stato e una grande manifestazione in piazza Maggiore, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. La deflagrazione è stata così violenta, che crolla un’intera ala della stazione, investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante.

La prima rivendicazione dell’attentato arriva intorno alle 13.30 del 2 agosto e, subito dopo, ne giungono altre da parte di gruppi terroristici di estrema destra e di estrema sinistra. Le indagini, però, si concentrano immediatamente, e per ragioni non del tutto chiare, sulla formazione neofascista “Nuclei Armati Rivoluzionari”, il NAR. Alcuni esponenti del gruppo sono arrestati qualche settimana dopo, ma solo il 23 novembre del 1995 si giunge ad una sentenza definitiva. Quali esecutori dell’attentato, sono condannati i neofascisti Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. L’ex Maestro della loggia massonica P2 Licio Gelli, l’ex agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, sono condannati per depistaggio delle indagini. Seguono poi la condanna al neo fascista Luigi Ciavardini che, all’epoca dei fatti, era minorenne. Il coinvolgimento di Ciavardini avviene tramite le testimonianze di Angelo Izzo, arrestato nel 1975 per il massacro del Circeo, e della militante neofascista Raffaella Furiozzi, catturata il 24 marzo 1985 dopo un conflitto a fuoco, durante il quale perse la vita il suo fidanzato, Diego Macciò.

Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro non si sono mai dichiarati colpevoli di questo massacro e alla ragione hanno lasciato un interrogativo inquietante: perché confermare l’implicazione in tante vicende efferate e non quella di Bologna? Cosa poteva cambiare per Giusva Fioravanti, condannato a 8 ergastoli, 134 anni e 8 mesi di reclusione, ammettere quella strage?

Nel novembre del 2005 la Procura apre un nuovo fascicolo d’indagine dedicato alla pista mediorientale: dagli atti della «Commissione Mitrokhin» emerge la presenza a Bologna il primo agosto del 1980 del militante tedesco esperto di esplosivi Thomas Kram, del gruppo “Cellule Rivoluzionarie” di estrema sinistra e il mese successivo Kram si costituisce alle autorità tedesche. Il 12 gennaio del 2007, la Procura di Bologna presenta una rogatoria per poter sentire Kram quale “persona informata sui fatti” e il 19 agosto del 2011 sono iscritti nel Registro degli indagati i terroristi tedeschi di estrema sinistra Thomas Kram e Christa Margot Frohlich. Ma il 10 febbraio del 2015 il GIP Bruno Giangiacomo archivia le posizioni di Kram e Frohlich, accogliendo la richiesta del PM Enrico Cieri.

Arriviamo poi a questi giorni e al processo all’ex NAR Gilberto Cavallini e ad una richiesta di perizia DNA sui resti umani di Maria Fresu. Chi era costei? Al momento dell’esplosione, Maria Fresu aveva 24 anni e abitava a Gricciano di Montespertoli, in provincia di Firenze. La sua famiglia, di origine sarda, era composta dalla figlia Angela di tre anni, dai genitori e da sei sorelle ed un fratello. Con Angela e due amiche, stava andando in vacanza sul lago di Garda. L’esplosione la colpì nella sala d’aspetto della Seconda Classe.

Gli esiti della perizia non sono ancora depositati, ma secondo un’indiscrezione divulgata dall’agenzia di stampa Adnkronos, pare che i resti riesumati dalla tomba non siano quelli di Maria Fresu, ma di un’altra persona. La sala d’aspetto, la “crime scene” non fu preservata, perché tra le macerie si scavò per cercare i superstiti. I resti delle vittime sono stati confusi e mischiati, ma l’avvocato Alessandro Pellegrini, appena saputa la notizia, ha dichiarato: «Ci sono due corpi di cui non si sa nulla. Il corpo di Maria Fresu è sparito, e sappiamo che un corpo non può dissolversi. E poi abbiamo il corpo di una persona non identificata, sconosciuta, e mai reclamata da nessuno. La persona a cui appartiene la maschera facciale - presente nella bara riesumata dal cimitero di Montespertoli - è una persona di cui non sappiamo nulla. È una vittima in più». Inoltre «questa persona era vicinissima alla fonte dell’esplosivo: lo dimostra il tipo di lesione». Proprio per questo, secondo il difensore, non può trattarsi di una delle altre 84 vittime. «È escluso dal perito Pappalardo, che all’epoca era titolare della cattedra di Medicina Legale. Quando attribuì il lembo facciale alla Fresu, andò anche per esclusione e disse che non poteva appartenere a nessun’altra vittima di sesso femminile. Non si poteva adattare alle uniche altre due che ebbero il viso sfracellato dall’esplosione».

Il mistero continua.

Massimo Carpegna



Massimo Carpegna
Massimo Carpegna

Docente di Formazione Corale e del master in Musica e Cinema presso Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Direttore d'orchestra compositore con partitu..   Continua >>


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