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'Azioni Hera, Comuni usano Unione Terre Castelli come scatola cinese'

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Gianaroli (M5S): 'Bocciato nostro odg per vendere le azioni Hera. Abbiamo dimostrato il reale interesse che sta dietro alle azioni Hera detenute dall’Unione'


'Azioni Hera, Comuni usano Unione Terre Castelli come scatola cinese'

Cosa succede se in Unione Terre di Castelli presenti un odg che impegna l’Unione a vendere tutte le sue 8.002.601 azioni di Hera? In data 26-04-2018 la delibera n 22 dal titolo “Conclusione di patti parasociali fra i soci pubblici e fra i soci pubblici di area modenese di Hera s.p.a.” non è stata approvata dal consiglio dell’Unione. In quella data il Pd non è riuscito a garantire fisicamente la maggioranza dei consiglieri in aula. A pagina 13 del “contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari” è riportata lo scopo primario del patto parasociale: ”le parti, al fine di garantire lo sviluppo di Hera, delle sue partecipate e della sua attività, intendono con il presente contratto determinare modalità di consultazione ed assunzione congiunta di talune deliberazioni della società, disciplinare le modalità di circolazione delle azioni oggetto del sindacato di blocco onde assicurare che la prevalenza dei diritti di voto di hera sia di titolarità di Comuni, di Province, di Consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 d. Lgs. N. 267/2000”.

Quindi possiamo affermare senza timore di smentite che il patto serve a: “garantire lo sviluppo di Hera, delle sue partecipate e della sua attività”. Ora le 8.002.601 azioni Hera detenute dall’Unione in data 07-03-2019 con quotazione 2,972€ equivalgono a 8.002.601 per 2,972= 23.783.730 euro. Al momento dell’acquisto l’Unione si è indebitata per 11.935.000 che corrispondono a 1,49 euro per azione.

Questi 23 milioni di euro non sono però l’importo che possiamo realmente realizzare in Unione in caso di vendita: non lo sono perché le azioni Hera detenute dall’Unione in precedenza erano di alcuni comuni, Castelvetro, Castelnuovo, Savignano, Spilamberto e Vignola.

Questi 5 comuni non potendo/volendo vendere le azioni Hera in quanto vincolati dal contratto di sindacato con Hera hanno venduto le azioni all’unico “pollo” che contemporaneamente non fosse vincolato dal patto di stabilità (l’Unione è un ente di secondo livello quindi non soggetto a patto di stabilità) e che contemporaneamente garantisse la titolarità pubblica richiesta dal patto di sindacato con Hera.

Si avete capito bene i cinque Comuni per fare cassa hanno venduto le azioni ad un soggetto terzo di cui i Comuni sono parte (modello scatole cinesi). Per fare questa azione di carattere speculativo finanziario l’Unione Terre di Castelli nel 2006 ha acceso un mutuo con scadenza 2035 al tasso annuo euribor + 0,189.

Il grafico dell’euribor dal 2000 ad oggi evidenzia che dal 2015 l’indice è sotto allo zero. In questa scenario di tassi negativi, dei circa 800.000 euro di dividendi generati dalle azioni hera all’unione dopo aver pagato il mutuo ne rimangono circa 400.000 euro. Il punto è che questi 400.000 euro non sono certi in quanto la quota interessi segue il tasso euribor che è variabile (nel 2008 il tasso euribor era oltre al 5%)

Voglio chiarire con un paio di esempi:

Oggi con un tasso euribor + 0,189 paghiamo circa 40.000 euro annui di interessi che sommati ai circa 350.000 euro di capitale ci portano  ad una spesa totale di circa 390.000 euro contro utili da dividendo di circa 800.000 euro con un attivo netto di circa 410.000 euro.

Nel caso di tassi prossimi a quelli del 2008 gli interessi da pagare sarebbero circa 1.100.000 euro annui che sommati ai circa 350.000 euro di capitale ci porterebbero ad una spesa totale di circa 1.450.000 contro improbabili utili da dividendo di circa 800.000 (in data 29-12-2008 il titolo hera valeva 1,49 euro). In questa ipotesi non ci sarebbe alcun attivo finanziario e il passivo annuo stimato per le casse dell’unione sarebbe nella migliore dell’ipotesi di 650.000 + 410.000 = 1.060.000 euro. Considerato che con lo scenario di borsa del 2008 le azioni hera valevano circa la metà del valore attuale è verosimile stimare che in uno scenario simile non ci sarebbero dividendi da dividere quindi il disavanzo dell’unione aumenterebbe ulteriormente.

Grafico andamento Euribor

Avendo avuto in questi 5 anni da amministratore la sistematica riprova delle capacità e delle competenze finanziarie gestionali dei sindaci dell’Unione Terre di Castelli in data 29-02-2019 ho proposto un ordine del giorno dove impegnavo la giunta a “vendere tutte le azioni del gruppo Hera da lei detenute sul mercato telematico azionario come previsto dall’articolo 7.2 dello statuto del gruppo Hera”. Nelle premesse dell’odg ricordavo che:

  • Il valore delle azioni Hera dipende dalle attività di impresa di Hera fra cui la gestione del servizio rifiuti generando in questo modo un inopportuno conflitto d’interessi
  • La gestione di azioni o titoli a livello speculativo non è una delle funzioni caratteristiche dei Comuni e delle Unioni
  • Il valore delle azioni Hera dipende dalle attività di impresa di Hera fra cui la vendita del gas (energia elettrica) per riscaldamento e che attualmente la Regione Emilia Romagna e molti comuni hanno redatto ordinanze che in caso di polveri sottili vietano sistemi di riscaldamento diversi da quelli a gas o elettrici generando in questo modo un inopportuno conflitto d’interessi.
  • Vendere le azioni Hera attualmente detenute in unione consentirà di poter utilizzare queste somme per investimenti già previsti senza dover ricorrere ad ulteriori indebitamenti. Si ricorda ai consiglieri che gli indebitamenti possono mettere a rischio gli equilibri di bilancio futuri, e non sarebbe né la prima né l’ultima volta che un comune o un unione fallisce per aver stimato in modo scorretto gli oneri dovuti agli investimenti.

Queste sono sommariamente le risposte che ho ottenuto con la mia relativa replica.

Il sindaco Franceschini (Pd) assessore al bilancio ha affermato che i conflitti di interessi e la subalternità della politica verso il gestore di servizi non esistono, li vedo solo io. Nel tuo ordine del giorno ci sono delle imprecisioni perché i Comuni non possono fallire.
Ho replicato al sindaco facendo mia la delibera Anac 626 del 7 giugno 2017 dove testualmente a pag 14 a firma Raffaele Cantone è riportato: 

  1. la carente interpretazione del ruolo da parte di atersir con una sostanziale “cattura del regolatore” da parte dei soggetti controllati. Se da una parte atersir lamenta una costante sottodotazione di personale, non sembra giustificabile l’appiattimento del ruolo dell’ente stesso che, come approfondito anche nel precedente paragrafo 2), non è sostanzialmente subentrato nel ruolo di contraente nelle convenzioni in vigenza e poi in prorogatio.
  2. la mancanza di un definito programma tecnico amministrativo che preveda il termine della attuale situazione di prorogatio che si risolve in una sostanziale indeterminatezza della lunghezza del periodo di prorogatio L’atersir sembra seguire gli eventi politico amministrativi piuttosto che dettare una agenda serrata per giungere in tempi ragionevoli agli affidamenti previsti dalla vigente normativa e secondo le indicazioni dei comuni coinvolti.
  3. la costante sovrapposizione dei ruoli all’interno del sistema, i comuni infatti svolgono contemporaneamente i ruoli: a. Di committenti come partecipanti al sub ambito; b. Di fornitori come soci di hera spa e controllanti di herambiente spa; c. Di regolatori e controllori come partecipanti – decisori di atesir.

Il sindaco Pelloni (Lega) mi ha apostrofato dicendo 'Gianaroli proprio tu che sei per il servizio pubblico vuoi vendere le azioni hera? Poi chi ci garantisce il servizio?'
Ho replicato al sindaco ricordando che le azioni sono cosa diversa dal servizio possiamo vendere le azioni Hera e allo stesso tempo avere i servizi garantiti da Hera esattamente come se vado a comperare un’auto da un concessionario fiat dopo che venduto azioni Fca. Al concessionario non interessano le mie gesta da broker finanziario, il concessionario è interessato solo al mio acquisto di una sua auto.

Il sindaco lagazzi (Pd) ha detto che 'il tuo ordine del giorno non è accettabile perché mina il bilancio dell’Unione, se vendiamo le azioni hera incassando i circa 15.000.000 euro che possono essere utilizzati solo per investimenti, ad esempio per il polo della sicurezza i comuni poi devono trasferire 400.000 euro in più all’Unione, quelli mancanti dai dividendi azioni Hera.
Ho replicato suggerendo che se il motivo al diniego è la perdita dei 400.000€ di dividendi spendibili in spesa corrente (cosa ben diversa di un investimento) potremmo emulare le gesta di stefano ricucci da zagarolo quando provò a scalare il gruppo rcs. Basta un parete di cartongesso dietro la quale nascondere le carte e una giunta al livello di ricucci ed hera diventa dell’unione.

Il sindaco di Zocca (civico) si è invece molto offeso perché io continuo ad affermare che i sindaci non fanno il loro lavoro nell’interesse dei cittadini.
Ho replicato ricordando che attualmente nei comuni dell’unione Hera opera senza una convenzione da oltre 5 anni e sei mesi, e che secondo quando riportato sempre dalla delibera anac 626 lo sgru doveva essere pronto entro metà 2018; siamo a febbraio 2019 e dello sgru non c’è traccia. Sindaci che permettono una gestione dei servizi senza un contratto da oltre 5 anni e 6 mesi non possono affermare di essere efficienti e/o efficaci.

E’ inutile dire che l’ordine del giorno non è passato: solo in 4 abbiamo votato favorevolmente all’odg, Gianaroli, Anderlini, Smeraldi, Boni, tutti gli altri consiglieri dal Pd alla Lega passando per i civici hanno votato per non vendere le azioni Hera.

E’ inutile ricordare al sindaco Franceschini assessore al bilancio che il fatto che i comuni non possono fallire rappresenta la sicurezza che in caso di investimento finanziario non congruo i cittadini saranno tenuti a risanare in solido i debiti finanziari accesi dai loro amministratori per semplici ragioni di appartenenza o per non dispiacere al gestore di servizi Hera.

In tutta questa vicenda però è emerso un lato positivo: abbiamo dimostrato il reale interesse che sta dietro alle azioni Hera detenute dall’Unione e abbiamo evidenziato il motivo per cui le nostre amministrazioni non verificano la congruità relativa al costo del servizio rifiuti.

Se aumenta la Tari che il cittadino paga senza alcun controllo da parte del comune per il gestore è più “facile” far tornare i conti e quindi è più facile che gli utili aumentino. E con gli utili aumentano anche i dividendi che l’unione incassa per una pura operazione finanziaria, e per i sindaci assessori in unione è più facile fare il bilancio; e il bello è che possono continuare nella loro “spensierata” gestione…

Approfitto dello spazio per salutare tutti i cittadini che ci hanno seguito visto che questo sarà il mio ultimo articolo da consigliere dell’Unione.

Filippo Gianaroli, consigliere comunale e consigliere Unione Terre di Castelli, protocollato incivile dal sindaco di Castelvetro il 21-09-2015 Rif prot. 15306

 

 



Redazione La Pressa
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