Carpi in declino: il ritratto di una città senza spinta
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Carpi in declino: il ritratto di una città senza spinta

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Insicura sul piano della sicurezza del cittadino, disordinata, poco accogliente, con servizi carenti (manca anche il taxi notturno)...


Carpi in declino: il ritratto di una città senza spinta
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In piazza Martiri si lamentano tutti: i commercianti perchè il Comune ha introdotto una nuova disciplina nella raccolta dei rifiuti in tempi accelerati, determinando conseguenze negative per i gestori dei negozi e disagi per quanti abitano in centro storico privi di cortili o terrazzi. Di qui la presenza di rifiuti ovunque in terra, sia in  centro che sui viali.
Perchè ha introdotto la Ztl nella circolazione automobilistica nonostante la reazione negativa di parte dei carpigiani contrassegnata da 2.500 firme di protesta (soprattutto perchè il nuovo sistema toglie centinaia di posti auto in una realtà già carente di parcheggi), firme tenute in nessuna considerazione dalla Giunta comunale.
Perchè i negozianti di corso Roma sono imbufaliti per i ritardi dei lavori sulla loro strada che ne hanno penalizzato le loro attività e che hanno chiesto che il Comune metta per iscritto la data di riapertura della strada, cosi come le date degli indennizzi, perche non si fidano più delle tante promesse fatte loro in passato.

E durissime le critiche negative dei commercianti Massimo Poletti e Paola Poletti.
Perchè Confesercenti lamenta che il continuo allontanamento da piazza Martiri degli ambulanti il sabato mattina li danneggia gravemente e per questo chiedono al Comune la riduzione del canone d’affitto degli spazi. 
Perchè via Ciro Menotti continua ad essere chiusa per l’eterno cantiere edile e per l’ingombrante gru  che incombe sulla testa dei residenti. Perchè il cantiere edile dei lavori sul Castello è stato chiuso per il fallimento della impresa edile. Perchè continuano a restare chiusi gli storici bar del Teatro, il Roma e il Mercato di piazzale Ramazzini che garantivano una maggiore frequentazione del centro.
Perchè l’Ospedale di comunità è in ritardo di un anno rispetto alle promesse, come è del resto consuetudine a Carpi per le opere pubbliche.
Perchè, nonostante proteste e petizioni popolari, sono ancora vacanti gli studi dei medici di base in molte frazioni con gravi disagi per i pazienti anziani.
E perché, nonostante le ripetute assicurazioni di Carpi città  sicura, tranquilla, accogliente, pulita e ordinata da parte di sindaco e assessori, la gente ha invece paura per la continua escalation della criminalità (cinque rapine a mano armata in sette giorni nell’ultima settimana) coi commercianti impauriti che si sentono lasciati soli e che hanno sollecitato le loro associazioni, Confesercenti  e Confcommercio, ad intervenire nei confronti del Sindaco perché si faccia carico di una situazione dell’ordine pubblico divenuta  insostenibile, che danneggia ulteriormente l’immagine di Carpi.

Poi per alcuni eventi di grande rilevanza religiosa, sociale, economica e amministrativa: l’annuncio del presidente  della Cei Zuppi che la Diocesi di Carpi ha perso definitivamente il ‘suo’ Vescovo (che aveva dal 1700) perché il vescovo di Modena e Nonantola d’ora innanzi lo sarà anche di Carpi. Non che di questa decisione sia responsabile il Comune, ma certamente non depone a favore dell’immagine complessiva della città che, anzi, la impoverisce ulteriormente e la rende meno attrattiva e autorevole. Con l’amara constatazione che il mondo cattolico locale non si è opposto o non è insorto (come hanno fatto altre Diocesi) con un atteggiamento appiattito e di accettazione silenziosa della decisione dall’alto. Poi la spaccatura all’interno del Pd sulla sorte di Aimag coi sindaci del Pd della Bassa che si sono diviso su documenti che trattavano l’opportunità o meno della azienda locale di finire nelle mani del colosso Hera con vertice decisionale a Bologna, che relegherebbe Carpi e la sua Azienda, peraltro attiva ed efficiente, ad un ruolo marginale.  Infine, per la scelta, dopo quattro mesi di attesa, di discussioni e di incontri, del nuovo assessore ai lavori pubblici in luogo del dimissionario Marco Truzzi che se n’è andato per ‘motivi personali’. L’entrante è figura nota, è Paolo Malvezzi,  proviene dal mondo cattolico ed è già stato assessore a Carpi dal 1997 al 1999. Scelta che ha così posto fine ad una telenovela che aveva coinvolto, per iniziativa  del sindaco Bellelli, altri partiti e liste civiche per cercare di allargare la maggioranza, ma inutilmente.

E’ questa la realtà carpigiana che si presenta all’osservatore esterno e al cittadino: una realtà difficile, in continuo declino e impoverimento sul piano economico per la chiusura o il trasferimento di molte attività industriali ed artigianali o commerciali  non solo della maglieria. Una realtà che non ha saputo ancora individuare una strada nuova e diversa da quella storica della maglieria percorsa per decenni,  che ne decretò fama e ricchezza.

E Carpi appare oggi stanca, senza idee, senza progetti e senza spinta. Insicura sul piano della sicurezza del cittadino, disordinata, poco accogliente, con servizi carenti (manca anche il taxi notturno), che ha necessità di avvalersi dei volontari della Caritas per ascoltare ed accogliere le richieste e le esigenze di centinaia di immigrati stante l’incapacità dei Servizi sociali del Comune di fare fronte alle crescenti richieste di aiuti economici e di buoni pasto. Una città che non guarda al futuro ma che per fortuna viene aiutata da iniziative, interventi ed investimenti esterni come quelli decisi dalla Fondazione e dall’Università di Modena.

Una città di settantamila abitanti che non offre nessuna prospettiva concreta, con un sindaco e assessori che dovrebbero essere maggiormente umili e modesti, meno presuntuosi e più disponibili ad ascoltare e affrontare i problemi, le richieste e le esigenze della gente con maggiore facilità e senza ostacoli burocratici per capire meglio i problemi di una città che è stanca delle solite promesse e degli slogan ormai logori dal sapore elettoralistico del tipo: ‘studieremo, faremo, provvederemo, interverremo”.

Per fortuna che resiste lo zoccolo duro della carpigianità, della gente cioè che continua nonostante tante difficoltà e nessun aiuto a lavorare nelle aziende e nelle attività artigianali e commerciali, a dimostrare una volta ancora le caratteristiche che hanno guidato e sostenuto questa realtà anche in passato: il lavoro, la voglia di fare, la fantasia, la creatività, l’abnegazione, la disponibilità al sacrificio. 

Cesare Pradella

Cesare Pradella
Cesare Pradella

Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque..   Continua >>


 


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