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Case a Vaciglio, quanto costa non fare guai?

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L'elemento delle penali in realtà non è nuovo. Tuttavia l'amministrazione nel suo complesso ha sempre fatto di tutto per tenerlo sotto traccia


Case a Vaciglio, quanto costa non fare guai?

Se una persona morigerata, riflessiva, assennata ed avveduta come Ezio Righi, che, per chi non lo sapesse, é il 'papà' del nostro Piano Regolatore, e non scrivo 'competente' perché ovviamente è  inutile, arriva a scrivere su una pagina fb, la mia, (che non é certo la Bibbia, ma che, nonostante sia mia e me, è molto seguita in Città) frasi del tipo che quanto sta avvenendo nell'ambito dello sviluppo edilizio cittadino (la nuova legge urbanistica regionale e si presume anche il progetto di urbanizzazione di Vaciglio, adesso, e di f.lli Rosselli, domani) 'é funzionale ad edificare le decine di ettari di terreni agricoli che una decina d'anni fa i costruttori modenesi acquistarono intorno alla Città, facendo assegnamento sulla loro Modena Futura' ... beh ... se uno come lui arriva a mettere nero su bianco simili affermazioni, vuol proprio dire che non ne può più.

In realtà, più o meno le stesse cose, Ezio Righi le aveva già scritte in passato, ed anche la stampa  ne aveva recato traccia, anche con una sua lunga intervista pubblicata il 23 marzo 2013 su Prima Pagina. Dello stesso argomento si era occupata un'interessantissima video inchiesta di Gabriele Veronesi, Modena3, tuttora visibile su youtube per non dire delle tante note di Italia Nostra.

Allora, tuttavia, ci si trovava nel bel mezzo di un confronto (anche politico) molto acceso, che sembrava incentrato, almeno ai più profani, pressoché esclusivamente sull'idea che prospettava uno sviluppo della nostra Città con un incremento demografico di circa 50mila residenti in pochi anni. Ai più, ai cosiddetti uomini della strada, anche a coloro che fra quest'ultimi avversavano questa ipotesi, lo scenario 'affaristico' che era collegato a questo progetto, appariva più come uno sfondo e non, come invece in seguito si è evidenziato per tutti, un, anzi, l'elemento di primo piano.

Ci toglie da ogni eventuale dubbio in proposito, del resto, sia il fatto che i diretti 'critici' dell'epoca, pur ad anni di distanza ribadiscono, ancor più convintamente, le loro osservazioni, prive di qualsiasi ripensamento o ravvedimento, ed anche che tante altre osservazioni negative si sono aggiunte e che molti pareri più che autorevoli (come quello, ad esempio, dell'arch. Zini) ed hanno aggiunto le loro voci al coro dei contrari.

Sia per quanto riguarda il tema urbanistico 'generale' (legge regionale) sia per quello che ha a che fare con le declinazioni operative del suo impianto concettuale, come sono le contingenti volontà edificatorie di questo momento.

Adesso, però, ed in questo senso l'assemblea pubblica dello scorso 22 gennaio, con le parole del Sindaco, ce ne ha dato una piena contezza, tutti noi siamo di fronte ad alcuni elementi nuovi.

Molto importanti. Se all'inizio del suo intervento di replica, il Sindaco ha detto frasi del tipo 'me la potrei cavare dicendo che questo progetto io l'ho ereditato ... cercando di migliorarlo il più possibile' .. beh.. se le parole hanno un senso e se si vuole affrontarne la comprensione con quella razionalità che (spocchiosamente) si invoca per altri, ciò non può essere che una affermazione, diciamo così, di una non piena condivisione di quell'ipotesi, nonché della mancata ed irrealizzabile possibilità di renderlo più che un pò 'meno peggio'.

Onestamente, c'é da dire che chiunque al suo posto avrebbe fatto molta fatica, per non dire che gli sarebbe stato pressoché impossibile, 'rispondere' e controbattere con argomentazioni credibili le tantissime osservazioni critiche degli interventi del pubblico. Fra l'altro, in piena e totale solitudine: zitti i tre assessori che lo accompagnavano, del tutto 'inservibili' le parole dei due tecnici dell'amministrazione, sulle cui affermazioni (tipo il 'lieve incremento del traffico' come conseguenza del nuovo insediamento) é meglio stendere un velo pietoso, solidale, ma pur sempre pietoso.

Vistosi alle strette, il nostro Sindaco ha assunto quello che é convinto che sia il suo miglior stile comunicativo, specie quando ha a che fare con un auditorio non troppo addomesticato. Chi ha potuto vederlo all'opera in situazioni di questo tipo, che sono peraltro in rapida crescita, già potevano prevedere i suoi 'io vi ho ascoltati, adesso dovete ascoltare me' 'dobbiamo essere razionali' 'io sono una persona onesta' 'ho messo in moto una Città morta' poi tutta la sfilza di 'ho fatto qui, ho fatto là, farò qui, farò là' e stavolta, come novità ci ha messo solo un 'siete dei patacchini' e 'dovete fare più figli'. Il tutto con un tono di voce perentorio al limite dell'urlato.

Ma va bene così.

Che se ne sia accorto o no, però, ha di fatto ha introdotto nel confronto pubblico (specie da qui in poi) l'elemento che si era ben guardato, in precedenza, dal coltivare come l'elemento centrale della sua scelta. O che aveva sempre tenuto molto sotto tono.

'Rinunciare a portare avanti quel progetto costerebbe milioni e milioni di euro come penali da versare ai costruttori'. Queste le parole che, alla fine della fiera, ha creduto che potessero mettere fine ad ogni discussione.

L'elemento delle penali, in realtà, non é nuovo. Tuttavia l'amministrazione, nel suo complesso, ha sempre fatto di tutto per tenerlo sotto traccia. Uno scambio di battute in Consiglio (che, a livello mediatico, é nulla) pochissime righe sui quotidiani, ben presto invitati a soprassedere e ben poco altro. E, in verità, gli stessi Comitati non hanno prestato attenzione a questo aspetto.

Credo che abbiano sbagliato a non farlo, visto, perdipiù, che potevano tranquillamente sottrarsi al 'ricatto', che é stato 'minacciato' ai Consiglieri comunali, dell'eventualità che, in caso di penali, potessero essere loro stessi, in solido, a dovervi far fronte. Il ché atterrerebbe un toro, figurarsi, e più che comprensibilmente, le intenzioni di un Consigliere.

In ogni caso, oggi, il tema é all'ordine del giorno. E, a mio parere, é molto importante che lo sia diventato. Per due ordini di motivi. Da un lato, perché se é diventato l'elemento discriminatorio per una scelta, questo sta a dimostrare che quella scelta é, per essere buoni, assai poco convincente.

Dall'altro, perché, se attraverso gli opportuni approfondimenti, a questo punto inderogabili, si dovesse far luce che l'entità delle penali é di un'entità 'sopportabile' (come ormai molti credono che sia) sarebbe possibile evitare quello scempio urbanistico senza vuotare alcun portafoglio, né privato né pubblico.

Giovanni Finali




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Giovanni Finali
Giovanni Finali

Educatore e Formatore, poi Coordinatore degli Educatori professionali del Comune di Modena, ha terminato la carriera presso la stessa Amministrazione in qualità di Istruttore Direttivo c..   Continua >>


 


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