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Caso Segre, così la Lega disprezza ciò che gli emiliani sono

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Anche i più critici non hanno però perso la memoria, così come non hanno tradito il concetto della solidarietà


Caso Segre, così la Lega disprezza ciò che gli emiliani sono

Qualche giorno addietro, sulla mia pagina Facebook, ho avviato e cercato di incoraggiare un confronto, allo scopo di fare un pò di chiarezza (se possibile) sulla percezione ed il vissuto che noi modenesi abbiamo di una questione che ritengo sempre più basilare, specie dati i tempi e l'affermarsi di uno stile politico sempre più orientato ad urlare le proprie certezze (assolute e non trattabili) piuttosto che verso l'individuazione delle mediazioni necessarie (il ché dovrebbe invece essere la funzione stessa della Politica). La questione é quella che s'incentra nel mix fra il razzismo e l'antirazzismo, l'antisemitismo, il negazionismo, il suprematismo, l'ipernazionalismo... che si stanno traducendo in forze politiche che stanno via via affermandosi nel mondo.

A me è sembrato, come del resto a molti altri geminiani, che lo spunto per avviarlo potesse essere il comportamento tenuto dai consiglieri comunali del gruppo leghista, a proposito della comunicazione del presidente Poggi che esortava tutto il Consiglio a rendere omaggio alla senatrice Segre e ad esprimerle solidarietà per l'evidente disagio che ella esprime di fronte alle ripetute minacca di morte che le vengono indirizzate. Nonchè l'apprezzamento per l'avvenuta concessione di una scorta che potesse contribuire a rasserenarla. E per la decisione parlamentare di istituire una Commissione ad hoc. Per chi non fosse aggiornato, è il caso di ricordare che la reazione dei sette consiglieri che compongono quel gruppo, si é manifestata con tre di loro che hanno accolto l'invito di alzarsi in piedi e lo hanno fatto, mentre gli altri quattro sono rimasti seduti al loro posto.

Ovviamente, il giorno seguente a questo accadimento, la stampa locale (e non solo quella) ha riportato la notizia e, come non poteva non essere, si é avviato un dibattito ad ampio spettro. A quest'ultimo, come ho scritto, ho voluto partecipare anch'io e, con me, sempre sulla mia pagina, l'hanno fatto anche doversi altri, di alcuni dei quali, in questa occasione, ho deciso di riportare il pensiero (sperando di averne colto correttamente il senso) poichè ho ritenuto che le loro opinioni fossero centrali 'anche' per aiutarmi nella mia stessa riflessione. Ovviamente ho 'scartato' tutti i superficialissimi slogan, dell'una e dell'altra opinione, ritenendoli inutili, specie quando espressi solo con lo scopo evidente di diventare un'arma verbale e ben poco più.

Ho accompagnato il mio post iniziale, recante la notizia, con questo commento: 'una bruttissima pagina... che lascerà il segno' e chiosava con: 'certo da 'qualcuno' di loro non me lo sarei aspettato'. Manifesfazione evidente, la prima frase, di come la penso, mentre la seconda ha testimomiato la mia delusione, derivante dallo stupore (che taluno mi ha rimproverato di provare, dandomi dell'ingenuo ed illuso) che sull'espressione di una sincera solidarietà nei confronti di una persona che, del tutto incolpevolmente, già da bimba, ha iniziato un percorso di sofferenza (fisica e poi esistenziale) del tipo che é noto a tutti, ci potesse essere qualcuno che si rifiutava un semplice gesto di riconoscenza.

In ragione di quell'ecumenismo che ho scelto di perseguire come linea guida del mio 'fare civismo attivo', che in politica mi porta a vedere, quando trovo chi non la pensa come me, un avversario e non un nemico (a patto che quest'ultimo non metta in discussione i punti essenziali del nostro dettato costituzionale, nel qual caso troverebbe in me, allora si, un acerrimo nemico), credo che sia noto che non ho mai esitato a relazionarmi con chiunque condividesse questa 'apertura' e la disponibilità a confrontarsi. Questo, con molto altro, pur 'dalla' mia posizione di sinistra, mi ha comunque consentito di conoscere e rapportarmi con tanti, anche con diversi esponenti della destra modenese, leghisti compresi. Apprezzandone tanto quanto criticandone, quando del caso (certo, sempre a mio avviso), idee e pensieri. Onestamente, non mi é capitato mai di intravedere, fra quanti ho conosciuto, persone che avessero avuto, né fossero intenzionati ad avere, delle idee di rifiuto o di abiura dei nostro patrimonio ideale nazionale, nei suoi fondamenti costitutivi, che affermano l'uguaglianza fra tutti gli uomini, il pari diritto di tutti alla dignità, senza vincoli di genere, di religione e di etnia.

Per questo il mio stupore e la mia delusione. Specie perché sto pensando che 'qualcosa' sia cambiato e che debba rivedere le mie valutazioni. Mi pare, infatti, che da qualche tempo, qualcuno (nella fattispecie diversi leghisti) stia vivendo come una sorta di 'stura' a molte opinioni forse fin qui a lungo represse, e stia alimentando un flusso di affermazioni 'gravi' nella forma e nella sostanza, che sembrano andare ad intaccare proprio quel patriminio ideale che mi era sembrato fosse condiviso da tutti.

E mi sembra anche, e questo è forse ancor più pericoloso, che allorquando c'é qualcuno che, osservando questa condizione, si mette nella condizione di criticarla, la principale 'replica' che ottiene è quella dell'accusa di essersi sbagliato e di voler strumentalizzare le sue obiezioni ... forse esclusivamente a fini propagandistici. Vedere per credere, mi viene da dire, le infinite 'lamentazioni' che sono spuntate in rete a proposito dell'intenzione (attribuita genericanente alla sinistra) di strumentalizzare delle questioni del tutto marginali e di paventare dei rischi inesistenti.

Comunque, tornando al fatto, al ('mio') dibattito si é aggiunto Walter Stella, consigliere comunale di maggioranza, che, dichiarando la sua indignazione per il comportamento di quanti non hanno accolto l'invito del presidente, ha sottolineato come la diversa condotta dei Consiglieri leghisti, di fatto, avesse reso manifesta una netta divisione di vedute su questo tema, all'interno del gruppo. La replica che n'è seguita di Giovanni Bertoldi, lui stesso consigliere comunale, proprio del gruppo leghista, è stata mirata a far supporre che, quand'anche questa diversità fosse stata o fosse tuttora presente, ció non avrebbe dovuto essere valutato esclusivamente come una 'negatività' ... ma anche come un fatto positivo. Applaudendo, fra l'altro, alla possibilità che i consiglieri del suo gruppo potessero avere sensibilità diverse e di non essere dei soldatini. (cit.)

Un'affermazione ed una rivendicazione di autonomia di pensiero che é senz'altro pienamente condivisibile ed apprezzabile, per sostenere la quale é giusto battersi in ogni modo, che peró, e non tanto a mio avviso (il chè è ben poca cosa) bensì in ragione di quello che ho qui sopra chiamato 'i fondamenti del nostro patrimonio ideale' (che poi sono la nostra Carta Costituzionale), ha invece dei limiti. Nel senso che, se può essere più che legittimo per chiunque avere e professare idee e contenuti personali nei confronti di tantissimi argomenti, qualsiasi essi siano, ovviamente nei limiti di legge, non è altrettanto legittimo farlo se e quando le proprie opinioni (che pur possono continuare ad albergare ma solo 'nella testa' di ognuno) vanno a trovare concretezza, anche solo con un comportamento, nel contrasto con quanto quei fondamenti comuni hanno affermato. In questo caso occorre un distinguo ed una condanna. Punto.

Tradotto in soldoni, ciò sta a significare che ogni atto, ogni manifestazione pubblica di pensiero e comportamento pregiudichino la puntuale osservanza di quei principi, non vi deve essere alcun tipo di tolleranza, né tanto meno di possibile giustificazione.

A quanto sopra, parrebbe evidente che possa aver successivamente pensato anche lo stesso Bertoldi, che, sempre con un suo lungo post, inserito nella medesima discussione, ha cercato di evidenziare come 'il mancato alzarsi in piedi' in segno di rispetto alla senatrice Segre non fosse derivato da una scelta meditata, bensì dalla presunta irritualità di una proposta di omaggio che non era stata 'presentata' alla riunione dei Capigruppo (nel corso della quale si concordano gli odg) nonchè dal fatto che diversi consiglieri erano già impegnati sui lavori dell'aula e perciò distratti (come anche il sindaco... che peró si é alzato). Quindi, che tutto sarebbe dovuto ad una momentanea distrazione. Come dire che, laddove ci fossero state le condizioni per 'parlarne prima' non sarebbe certo mancato il segno simbolico d'omaggio richiesto (sempre cit.)-

Difficile credergli, però. E non tanto e non solo in ragione dei tanti, davvero tanti (tanti da preoccuparsi) altri interventi che, a differenza del suo, hanno rivendicato quel comportamento come un vero e proprio atto di emancipazione. Altro che disattenzione!

Opinioni che lo smentiscono con una nitidezza incontestabile. E ancora, non tanto e non solo in ragione del manifestarsi, ormai senza più ritegno, di diverse anime all'interno della galassia leghista che si rifanno (dichiaratamente) a modelli di totalitarismo, soggetti che sono alla ricerca di affratellamenti con forze politiche straniere (che non hanno la nostra Costituzione) e che plaudono alle destre xenofobe e razziste europee (vedi, recentissimamente, con Vox spagnola).

E ancora, non tanto e non solo in ragione del fatto che gli stessi leader leghisti, il Senatore Salvini in primis, non facciano più mistero delle loro aspettative di promuovere, per il nostro Paese, ed assai presto, l'uomo solo al comando.

Ed é difficile credergli anche perché, se davvero il mancato omaggio alla senatrice Segre, che certo sarebbe stato un atto simbolico assai importante, fosse stato riconducibile ad una semplice distrazione... il giusto, legittimo e più che comprendibile comportamento avrebbe dovuto essere quello di 'dichiararlo' apertamente, con una nota ufficiale del gruppo, ad esempio. Anzichè arzigogolare su argomentazioni fittizie (e fin ridicole)... tipo che il mancato omaggio è stato causato dal disaccordo sulla creazione di una Commissione parlamentare... come se quattro consiglieri di una Città di provincia, dissentendo, potessero far rivedere una decisione parlamentare. E poi, ammesso che la notizia, del tutto stranamente, fosse anche giunta all'orecchio dei nostri parlamentari, a quale eco avrebbero dovuto prestare attenzione? A quella di chi si giustifica per una disattenzione o a quella di chi, muscolarmente, si vanta di aver iniziato un vero e proprio processo di liberazione? Mah.

Insomma, argomentazioni che fanno più danno dell'atto stesso.

In realtà, io mi sono convinto che la vera ragione che fa sì che la dirigenza leghista non si spenda in distinguo di nessun tipo, figurarsi in giustificazioni, è la fretta di acquisire il maggior consenso possibile. Senza valutare l'opportunità di andare e guardare troppo per il sottile.

Ma questo comportamento che, secondo la Lega, dovrebbe essere quello che le potrebbe garantire di vincere le elezioni qui in Emilia, a mio parere potrà essere, invece, com'é già successo, seppure solo in parte qui a Modena per le amministrative, quello che gliele farà perdere.

Molti emiliani, infatti, anche tanti fra coloro che non hanno mancato di dimostrarsi estremanente critici per certe politiche decise dalla classe dominante dal dopoguerra (ed io fra questi), non hanno però perso la memoria, così come non hanno tradito il concetto della solidarietà.

E sono anche certo che non mancherà neppure la consapevolezza che, a differenza che per un'amministrazione locale, quando chi vince le elezioni, amministra parte della vita della Comunità e poi lì si deve fermare, chi invece vince il governo di una Regione ha facoltà legislative su molte materie, che vanno ad intaccare gli stessi principi che regolano le vite dei cittadini.

Sono quindi certo che molti rifletteranno accuratamente e valuteranno, coi vantaggi possibili, per ora solo promessi, tanti saranno anche i rischi che la nostra Regione potrebbe correre qualora premiasse chi ostenta disprezzo per tutto (e non solo per alcuni 'pezzi') ció che noi emiliani siamo stati.

Giovanni Finali



Giovanni Finali
Giovanni Finali

Educatore e Formatore, poi Coordinatore degli Educatori professionali del Comune di Modena, ha terminato la carriera presso la stessa Amministrazione in qualità di Istruttore Diret..   Continua >>


 

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