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Francamente. Mobilità: orgogliosi, come col Vasco?

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Negli ultimi anni, occorre riconoscerlo, nella nostra città, sono stati effettuati significativi interventi a favore della ciclabilità. Si tratta di interventi costosi e particolarmente discussi sia da chi non li vorrebbe proprio, sia da chi li vorrebbe realizzati meglio.?Insomma, una bella gatta da pelare per i decisori politici. Nonostante questi sforzi, per? la nostra città ha sì un bel record, ma negativo; infatti, Modena, ha, forse, il peggior rapporto tra km di piste e ciclisti.?Come maià


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Negli ultimi anni, occorre riconoscerlo, nella nostra città, sono stati effettuati significativi interventi a favore della ciclabilità.  In primo luogo è stato completato l’asse di via Gardini, in secondo luogo, si sta completando quello di via Emilia Est. Si tratta di interventi costosi e particolarmente discussi sia da chi non li vorrebbe proprio, sia da chi li vorrebbe realizzati meglio.                                      

Insomma, una bella gatta da pelare per i decisori politici.  Nonostante questi sforzi, però la nostra città ha sì un bel record, ma negativo; infatti, Modena, ha, forse, il peggior rapporto tra km di piste e ciclisti. Come mai?  Percorsi fatti male o modenesi pigri? Scarterei subito la seconda ipotesi; infatti, nei giorni del Vasco, i nostri concittadini hanno dimostrato di apprezzare moltissimo l’uso della bicicletta.

E allora? E allora non rimane in campo che la prima ipotesi, quella dei percorsi fatti male. Ma allora, perché, nonostante le sollecitazioni che da anni vengono, sia dal consiglio comunale che da fuori, non si fa nulla? Le risposte non possono che essere due: o scarsa capacità dei tecnici e zero volontà degli amministratori. O tutte e due insieme. Lascio ai lettori l’ardua sentenza.

GLI ULTIMI INTERVENTI

Per non sembrare superficiale, vorrei fare alcuni esempi, in modo da rendere chiare le cose anche ai non esperti della materia.

Incominciamo con il prendere in esame l’ultimo intervento in corso, quello su viale J. Barozzi, un intervento tanto atteso, quanto poco costoso e, forse per questo, finora mai realizzato. Via J. Barozzi rappresenta un importante collegamento tra la zona di via Giardini e la stazione delle autocorriere, quella dei treni e il mercato del lunedi.

Per raggiungere questi servizi, alla fine della strada, occorre percorrere per alcune decine di metri, via Bacchini, cosa che quotidianamente, centinaia di ciclisti fanno contro mano, mettendo a repentaglio la propria vita.  Il progetto comprende anche questo importante, quanto economico intervento? Sembra di no! Quindi ancora, ancora una volta, un progetto zoppo. Gravemente zoppo nonostante che ci fosse spazio abbondante per completarlo.

Ma non è l’unico; e allora ci spostiamo sul tanto decantato attraversamento ciclopedonale della vecchia ferrovia, realizzato (con due anni di ritardo) per riconnettere la Madonnina alla città senza passare sul cavalcavia. A poca distanza, ci sono due ciclabili, quella della via Emilia e quella dei via E. Po. Pensate che l’attraversamento sia stato collegato ad esse? Neanche parlarne. I ciclisti devono fare lo slalom tra auto e marciapiedi per raggiungerle, con tanto di improperi da parte degli automobilisti.

Gli esempi sarebbero decine, ma ci limitiamo al recente intervento  in via San Faustino; secondo il comunicato stampa del Comune, “ il progetto si inserisce in un quadro generale di promozione della mobilità sostenibile coerente con le previsioni del Piano della Mobilità Ciclabile, recentemente approvato dal Consiglio Comunale, nonché con quanto tracciato già nelle Linee di Indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.”                                                                                               Stante queste premesse, ci si sarebbe aspettato un completamente del percorso ciclabile sulla via e invece……sono stati sistemati gli stalli per i parcheggi, quando sarebbe stato sufficiente completare il percorso ciclabile e  mettere un cartello con la scritta: SI RICORDA CHE IL PARCHEGGIO DEL PARCO E’ SUL LATO DI VIA EMILIA.  

Rimanendo sulla stessa via, è di sicuro interesse per chi studia “come non fare le cose”  il collegamento (inesistente) tra la ciclabile di via San Faustino e quella di via Luosi all’altezza del semaforo; i ciclisti? Buttati come carne da macello in mezzo al traffico! Provare per credere e dire che non ci vorrebbe molto!

E per rimanere agli interventi più recenti, segnalo  l’attraversamento di viale Vittorio Veneto per chi percorre la ciclabile di via Giardini; nonostante il divieto, decine di automobilisti “tirano dritto” mettendo a repentaglio la sicurezza dei ciclisti; e dire che non vorrebbe molto per impedirlo e consentire il passaggio solo ai mezzi pubblici.

E non parliamo degli attraversamenti, davanti ai quali, ogni volta, bisogna studiare se rimanere in sella alla bici o scendere. E questi sono solo alcuni esempi….

LE CICLABILI A COSTO ZERO (O QUASI)  

Intanto mentre si fanno costose ciclabili, quelle a costo quasi zero, come quella sulla via nazionale per Carpi, quella che collega il cavalcavia Madonnina al polo scolastico di via Amundsen e quella che collega Corso Canalchiaro a via Giannone (percorsa da decine di ciclisti ogni giorno, sul marciapiede), attendono…..

LA (NON) MANUTENZIONE DELLE CICLABILI MODENESI

Un discorso a parte meriterebbe la (non) manutenzione delle ciclabili di Modena; ovunque fessurazioni malamente sigillate, dislivelli, buche, radici e caditoie. Insomma un bel Camel Trofy per chi ha il coraggio di percorrerle. E quando butta proprio male, si chiudono con due transenne….

E, notizia di oggi, Modena è stata esclusa dai finanziamenti regionali per la messa in sicurezza dei percorsi ciclabili.

CENTRO STORICO: IL CONTROMANO PER I CICLISTI ATTENDE

Si, attende che alle promesse dell’assessore Giacobazzi seguano i fatti. Infatti, vista la contrarietà dell’amministrazione ad accettare questa proposta per altro già praticata in moltissime città italiane dove forse non manca il coraggio, l’assessore aveva promesso un ridisegno dei sensi unici per facilitare gli spostamenti dei ciclisti; chi l’ha visto?

INCAPACITA’ TECNICA O NON VOLONTA’ POLITICA?

Per risolvere questi ed altri problemi che di fatto impediscono ai modenesi di muoversi in bicicletta con la necessaria sicurezza, non ci vogliono né dei geni tecnici né dei geni politici; basterebbe, ad esempio, imparare da chi è più avanti di noi. Con questi amministratori c’è speranza?  Mah, un sussulto almeno di dignità, oltre che orgoglio è sempre possibile…

LA BUONA AMMINISTRAZIONE

La buona amministrazione non si riconosce solo per la capacità di organizzare (occasionalmente) grandi eventi, ma per la capacità concreta di offrire ai propri cittadini una buona qualità di vita che vuol dire più coesione sociale e più  salute; sono cose che una buona progettazione della mobilità, in particolare quella dolce, può offrire.

Insomma, per la mobilità vorremmo essere orgogliosi come col Vasco, così come lo sono già tante città europee da Amsterdam a Copenhagen ed italiane, da Reggio Emilia a Bolzano. E’ con loro che dobbiamo competere per raggiungere quel 25% di spostamenti in bici che, a Modena, raggiungiamo malamente se sommiamo quelli in bici, a piedi e con mezzi pubblici. Insomma c’è ancora molto da fare per passare da un record negativo ad uno positivo. Abbiamo ampi margini di miglioramento. Vedremo….

E RICORDANDO ANCORA DE GASPERI: un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.

 


Franco Fondriest
Franco Fondriest

Sono di origine trentine, ma ho trascorso la maggior parte della mia vita a Modena. Mi sono laureato in pedagogia ed ho svolto la mia attività lavorativa prevalentemente nella mia ..   Continua >>


 

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