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Guerra in Ucraina, l’Europa ora ha bisogno dell’odio verso un nemico

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Ma nelle guerre non ci sono santi da una parte e diavoli dall’altra; sono una fucina di orrori


Guerra in Ucraina, l’Europa ora ha bisogno dell’odio verso un nemico

Secondo l’inglese MI6, ormai non più agenzia di spionaggio militare ma magazine al servizio della propaganda, i russi non hanno più mezzi da mandare al fronte e sono agli sgoccioli anche come soldati, tant’è vero che vanno a reclutare uomini nelle carceri. Il Presidente Zelensky conferma, dicendo che l’Armata Russa ha già perso più di 30 mila unità.

Si sa che in guerra la prima a morire è la verità, ma qui ci troviamo di fronte a baggianate che non possono essere credute neppure dal più ingenuo e disinformato cittadino europeo. Basterebbe interrogare il web sulla consistenza dell’esercito di Mosca per scoprire che conta circa 900.000 soldati effettivi, che raggiungono i 2 milioni con i riservisti. Eppure, abbiamo letto anche su quotidiani nazionali di nobile e antico lignaggio che a sparare nel Donbass ci vanno i ragazzini di 18 anni, provenienti dalle lande più lontane dell’immensa Russia, perché i soldati di carriera ed esperti nel combattimento sono ormai finiti.

Se poi volessimo fare un passo indietro nella Storia, dovremmo ricordare che la Rivoluzione bolscevica scoppiò a causa di un Paese in ginocchio, dove il problema non era accendere o tenere spento il condizionatore, ma riuscire a mangiare qualcosa. Eppure, furono i russi a sconfiggere le armate naziste – nonostante i film hollywoodiani che assegnano tale gloria ai soli Marines – e morirono 28 milioni di soldati sui campi di battaglia. Il fronte orientale fu il più sanguinoso e l'Armata Rossa inflisse circa l'80% di tutte le perdite sofferte dalle forze terrestri tedesche durante l'intero conflitto.

Tuttavia, oggi ascoltiamo dal Presidente Zelensky affermare che l’Armata Russa ha finito gli uomini. Sono informazioni false, dirette agli ucraini che ancora combattono e devono credere che la vittoria è ormai prossima.

Stessa strategia quando si menzionano i mezzi di trasporto, i carri armati, gli obici russi che risalgono alla Seconda Guerra Mondiale. Ma Mosca non è in grado di sostituire quelli colpiti? Certamente sì. Due mesi fa, un decreto consentiva all’industria bellica russa di passare a due turni di lavoro e dai primi di giugno sono passate a tre: queste fabbriche non si fermano mai. Forse è più veritiero Putin quando afferma che l’Armata Russa non ha neppure iniziato a fare qualcosa di serio e avanza lentamente per evitare inutili massacri della popolazione.

A proposito di questo, una notizia veramente significativa è stata abilmente scartata dai nostri media. A partire da febbraio siamo stati ammorbati da notizie che non potevano suscitare altro che orrore e odio nei confronti di Mosca. L’Esercito russo non sparava missili da 36 mila euro per distruggere caserme e depositi militari, ma si accaniva su scuole elementari, ospedali oncologici, reparti di maternità. Possibile? E a quale scopo questi continui crimini contro l’umanità? La verità, una scomoda verità, sta venendo fuori e la RAI ne riporta la notizia.

Due settimane dopo l’inizio dell’invasione di Mosca, in una casa di cura nella regione di Lugansk, morirono decine di persone a causa dei missili russi. È quanto ha stabilito un rapporto dell’Onu, secondo l’agenzia Associated Press. Nell’ospizio c’erano soprattutto anziani e disabili, che rimasero intrappolati all’interno, senza luce elettrica e acqua, quando i i soldati della repubblica indipendentista assalirono la struttura, vicino al villaggio di Stara Krasnyanka. Lo scontro provocò un incendio, che intrappolò all’interno quanti erano allettati.

Subito dopo l’attacco, Zelensky accusò Mosca di aver causato la morte di oltre 50 civili, ma oggi l’ONU cancella questa versione: pochi giorni prima dell’attacco dell’11 marzo, i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura, non permettendo ai civili di mettersi in salvo e rendendo l’edificio un bersaglio.

Il rapporto dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite non arriva a giudicare questo fatto come un crimine di guerra – non devono esserci crepe nell’impianto accusatorio verson la Russia -  ma osserva che la battaglia nella casa di cura è un esempio di come possano essere usate le persone come “scudi umani”.

Perchè questa disinformazione che, a differenza della prima, era rivolta al mondo occidentale? La risposta è tanto semplice quanto ovvia: stiamo affrontando la più seria crisi economica della nostra Storia, aggravata dalle sanzioni. Migliaia e migliaia di italiani stanno perdendo il lavoro, la casa perché non riescono a pagare il mutuo e neppure le bollette e non si può accettare che il governo invii milioni di euro a Kiev, affinché possa pagare i mercenari. Solo una nobile causa e l’odio verso un nemico alle porte di casa, pronto a invaderci, può giustificare questa scelta. E così è stato.

Nelle guerre non ci sono santi da una parte e diavoli dall’altra; sono una fucina di orrori ed è anche per questa ragione che mai dovrebbero essere cominciate.

Massimo Carpegna




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Massimo Carpegna
Massimo Carpegna

Visiting Professor London Performing Academy of Music di Londra. Docente di Formazione Corale e del master in Musica e Cinema presso Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli..   Continua >>



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