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Liste civiche, superare il limite della vita breve

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In Città, da qualche tempo circola la voce che c'è più di un gruppo che ha intenzione di promuovere una lista civica da presentare alla tornata elettorale del prossimo 2019. Se fosse realmente cos?, non ci sarebbe molto tempo da perdere, perché il tempo che resta prima delle elezioni sarebbe appena sufficiente per una buona organizzazione


Liste civiche, superare il limite della vita breve
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Concludiamo la pubblicazione dell'analisi in più parti di Giovanni Finali sul futuro delle liste civiche. A livello europeo, nazionale, ma anche modenese. Dopo la puntata di ieri, ecco la sesta e ultima parte.

Questa sesta ed ultima parte della mia analisi vorrebbe essere più che altro un riassunto che mira a puntualizzare i diversi aspetti che ho fin qui cercato di sottolineare. Ci tengo a precisare che le opinioni che ho maturate non derivano soltanto dall'esperienza della creazione del progetto del Laboratorio Politico che ha dato vita alla lista 'per me Modena' (esperienza che, doverosamente, devo considerare deludente, ormai finita ed improponibile per un immediato futuro) ma sono frutto 'anche' di uno studio accurato di diverse esperienze di questo tipo che sono state realizzate in Italia e di numerosi approfondimenti che mi hanno coinvolto.

Può dispiacere evidenziarlo, ma c'é un elemento che ha unificato le esperienze fin qui realizzate, ed é che, ovunque, la vita delle liste civiche non e mai riuscita a proseguire più del tempo di una consigliatura e che solo quando le liste stesse hanno saputo mettere a frutto alcune alleanze contenutistiche con realtà aventi un orientamento politico similare e poi anche condividere progetti, specie se multidisciplinari, esse hanno potuto mantenere il loro impegno più a lungo, dovendo però  modificare la loro struttura, la loro metodologia e la loro forma organizzativa. Ma esperienze di quest'ultimo tipo se ne contano sulle dita di una mano.

Chi pensa, quindi, di avventurarsi in questo modo di far politica deve necessariamente vivere, ancor prima di iniziare, questa consapevolezza e porsi molte domande in proposito.

Si è detto della necessità di creare un gruppo di sostegno che possa risultare adeguato alle aspettative.

Oggettivamente, oggi, guardando alla nostra realtà modenese, occorre dire che sono assai poche le condizioni che possano far sì che una lista civica possa risultare maggioritaria ad una prossima competizione elettorale. Ciò non deve essere considerato esclusivamente un limite, e, al contrario, deve creare la coscienza che, se questa saprà dimensionare adeguatamente il suo prossimo impegno, partendo dall'assunto che, se saprà sostenere costantemente e continuativamente le proprie idealità, supportate da un'analisi precisa e da suggerimenti credibili, così facendo potrà introdurre nel dibattito consiliare gli elementi che ritiene più opportuni.

Non credo che una lista civica possa e soprattutto debba 'inseguire' ed impegnarsi nel dibattito consiliare 'in' e 'su' tutti gli argomenti che quest'ultimo metterà all'ordine del giorno. Potrà risultare assai più fruttuoso, invece, che rivendichi la centralità della sua azione in alcune tematiche, non più di quattro o cinque, che sono state evidenziate e sottolineate all'atto dell'elaborazione del suo programma elettorale, e che su queste si impegni massivamente.

L'agire politico di una lista civica non va misurato sul numero di interrogazioni o di odg che produce e non é riconoscibile in ragione del consistente numero delle materie di cui si occupa.

È ovvio che questo tipo di comportamento deve necessariamente essere condiviso e deve diventare patrimonio comune di tutto il gruppo. Se così non dovesse essere e ci si limitasse a sopire le divergenze esistenti per amor del quieto vivere, non  tarderebbero ad evidenziarsi pericolosi 'distinguo' e deleterie ambiguità.

La condizione per l'ottenimento di questa necessità è che il gruppo di sostegno sia formato da persone cui si può attribuire una fiducia che deriva da un loro passato, ben noto e conosciuto, che garantisce onestà intellettuale (e personale) e poi anche dall'opportunità, concordata da tutto il gruppo, che si può investire anche su quelle di giovani che si avvicinano alla vita politica. Della serie: la lista non deve assolutamente attivarsi in una corsa sfrenata per trovare le adesioni prestigiose, per  allargare il numero dei sostenitori senza valutarne il merito, solo allo scopo dimostrare la sua forza muscolare, derivante da un numero grande di sostenitori. Questa prudenza, poi, deve essere esercitata all'ennesima potenza all'atto della composizione della lista dei Candidati che dovranno essere i rappresentati del gruppo.

Del ruolo del gruppo e dei Consiglieri si é già detto. É doveroso solo rimarcare la necessità che tutti condividano questa impostazione con pieno convincimento. Pena il fallimento del progetto politico.

Il tema dell'organizzazione della lista merita un approfondimento importante. Sovente questo tipo d'esperienza politica, mentre può essersi giovato di grandi capacità e competenze individuali, ha però dimostrato molti limiti dell'improvvisazione. Spesso, ed in questo caso l'esperienza di 'per me Modena' può essere considerata esemplare, le liste non hanno voluto dotarsi di un assetto organizzativo, ritenendolo non indispensabile e forse perfino dannoso. Dopo ben tre anni dall'avvio della sua attività politica, infatti, quest'ultima lista é tuttora lontana dall'aver individuato ed incaricato di compiti importanti alcuni dei suoi sostenitori. Oltre ai Consiglieri. che date le circostanze 'si muovono' pressoché autonomamente, non é stato incaricato, ad esempio, il portavoce del gruppo, il tesoriere, il responsabile delle relazioni esterne (manca anche il responsabile di quelle interne) e soprattutto, e ben più grave, il segretario organizzativo e quello politico.

A mio avviso, non per fare processi, ma allo scopo di evidenziare una grave carenza che chi vuole cimentarsi in analoghe esperienze dovrebbe evitare accuratamente, la situazione che ho appena descritta potrebbe essere stata la principale causa del suo insuccesso. L'assetto organizzativo di una lista è importantissimo, sia per farla crescere nel consenso sia per aiutarla a non perdere la sua identità. Occorre, a mio avviso, che trascorso un breve periodo di tempo, che possa consentire una reciproca conoscenza, il gruppo trovi le condizioni per definirlo e per prevederne parimenti i ruoli, le responsabilità, la durata in carica...

La definizione del proprio progetto politico, dal quale estrapolare il proprio programma elettorale, sul quale chiedere il consenso, può derivare da, chiamiamole così, diverse fonti.

È fuor di dubbio che, in primis, essi dipendono dall'oggetto' attorno al quale si é raccolto, mi piace dire 'coagulato' il gruppo che da inizio all'esperienza. Può trattarsi di comuni interessi culturali tanto  quanto di condivisione di progetti legati al mondo dell'economia .. in un ampissimo panorama di possibilità. Ovviamente, la premessa della decisione di realizzare un progetto politico che affronti la tematiche di comune interesse è l'insoddisfazione, fino al rigetto, del modo col quale le affronta la classe politica dominante, che si accoppia con l'oggettiva constatazione che é improbabile che quest'ultima possa modificarne l'approccio.

Un particolare rilievo rivestono le relazioni con tutte quelle persone che, pur attente a comuni problematicità ed interessi, ha maturato la decisione di non occuparsi direttamente di politica. È quel mondo che viene spesso definito come società civile, che intende partecipare e contribuire alla vita della Comunità in cui vive. Quel mondo che, per mille motivi, ha difficoltà e preclusioni per immaginarsi impegnato ad approfondire gli argomenti di suo interesse all'interno del dibattito politico, nonostante il possesso di significative competenze e buone capacità di  individuare progetti risolutori

Troppo spesso, i partiti tradizionali e la politica in generale, tendono a sottovalutare la presenza di questo tipo di persone e talvolta arrivano addirittura a non considerarne l'esistenza. Si tratta di un errore madornale, perché ci si priva di ottimi contributi.

Le liste civiche, per la loro stessa natura, possono cercare di rimediare a questa carenza. Avviando un quadro relazionale che presti attenzione a questo tipo di presenze, rilevantissime per chi, come le liste civiche, abbia in animo di promuovere la partecipazione di quanti, con autentico civismo, intendono contribuire al miglioramento della vita della propria Comunità.

Fra l'altro, se ci si mette ad osservare senza pregiudizi, ad esempio, gli ultimi accadimenti che hanno vista impegnata la nostra Amministrazione e la nostra Comunità, si potrebbe tranquillamente sostenere che al loro svolgimento (e talvolta stravolgimento) hanno contribuito assai di più gli interventi e le azioni di alcuni 'pezzi' della società civile che non quelli delle forze politiche. Penso a cos'é successo, sempre per esemplificare, al progetto del Sant'Agostino, che ha visto l'introduzione di consistenti modifiche migliorative a seguito dell'insistente pressione di alcune associazione. Molto difficilmente, in assenza di quest'ultime, le forze politiche, liste civiche comprese, avrebbero potuto registrare questi esiti. Così anche per ciò che ha riguardato la salvaguardia del nostro territorio, tanto dal punto di vista ambientale quanto da quello urbanistico.

Si tratta, in buona sostanza, di mettere in opera quello slogan precedentemente citato, quel  mettere in gioco le competenze ed i saperi diffusi che rendono ricca una Comunità. Un dovere ed un compito prioritario per una lista civica.

Cosa potrebbe capitare a Modena?  In Città, da qualche tempo circola la voce che c'é più di un gruppo che ha intenzione di promuovere una lista civica da presentare alla tornata elettorale del prossimo 2019. Se fosse realmente così, non ci sarebbe molto tempo da perdere, perché il tempo che resta prima delle elezioni sarebbe appena sufficiente per una buona organizzazione.

Una prossima volta, in un altro contesto discorsivo, se LaPressa vorrà cortesemente continuare ad ospitarmi ancora, mi piacerebbe soffermarmi su alcune valutazioni del contesto politico modenese, oggi ed in ragionevole prospettiva, che potrebbe rendere possibile, in ogni caso per nuovi attori protagonisti, iniziare una nuova avventura.

 Giovanni Finali


Giovanni Finali
Giovanni Finali

Educatore e Formatore, poi Coordinatore degli Educatori professionali del Comune di Modena, ha terminato la carriera presso la stessa Amministrazione in qualità di Istruttore Direttivo c..   Continua >>


 

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