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Modena non è come la 'racconta' il sindaco Muzzarelli

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Ecco perché non è affatto 'smart', 'sicura', 'green', 'attrattiva'


Modena non è come la 'racconta' il sindaco Muzzarelli
L'Istat è stata chiara: più di diecimila modenesi, che vivono in 4.300 famiglie, sono in povertà assoluta, senza reddito, il 70 per cento dei quali sono italiani. Ottocento famiglie aspettano un alloggio ad affitto agevolato e 700 una casa popolare. E questo malessere e questa tendenza negativa, come hanno affermato alcuni docenti dell'Università di Modena, tende a crescere, con lo spettro di possibili prossimi licenziamenti per la cessazione di attività aziendali causa lockdown. Una fotografia impietosa della realtà modenese per la quale gli stessi studiosi universitari hanno detto che “questa nuova povertà non potrà essere affrontata solo con sostegni economici, ma dovrà essere presa in carico dai Servizi sociali del Comune in maniera concreta e continuativa. Anche perchè, mentre un tempo i più poveri erano gli anziani, ora sono i giovani a subire la conseguenza della crisi economica e della immigrazione straniera in termini di diminuzione di posti di lavoro e di mancanza di alloggi popolari”.

E le foto dei senza tetto che dormono nei corridoi della stazione ferroviaria di Modena ne sono una cruda dolorosa testimonianza che ritenevamo riguardasse solo la stazione Termini di Roma o quelle di Napoli e di Milano.


Stazione Ferroviaria Centrale, Passaggio Porta Nord, si vive in miseria e povertà, droga, siringhe.

A tutto questo va aggiunto il calo della occupazione, specialmente quella femminile, come ha sottolineato preoccupata la Lapam di Modena, che ha parlato di un calo di circa il tre per cento del numero delle donne occupate e il permanere viceversa di una forbice retributiva a favore degli uomini che è ancora troppo elevata per la nostra realtà modenese che riteniamo di livello 'europeo'. Con un invito esplicito da parte di Lapam perchè “si faccia di più e meglio in favore delle donne e del lavoro femminile in genere”.
Poi c'è il noto tasto dolente per Modena del permanente degrado umano e sociale che non risparmia nessuna zona della città e non solo il famigerato condominio Errenord della Sacca che è tutti i giorni sulle cronache giornalistiche insieme a Viale Gramsci. Perchè, nonostante i rituali proclami e le promesse di intervento da parte del sindaco, la situazione è davvero fuori controllo con ubriachi che dormono di notte ma anche di giorno sulle scale o sulle panchine dentro e fuori il condominio, tra sporcizia, bottiglie vuote e siringhe e passeggio continuo di prostitute di colore anche nel piazzale antistante. “E nessuno interviene”, urlano esasperati i residenti e i passanti. Una zona di delinquenza, di povertà e degrado morale che lascia spazio al traffico di droga (che sembra essere in mano alla mafia nigeriana ben presente nella nostra città, come hanno ammesso le stesse forze di polizia) e sulla prostituzione. Una situazione talmente fuori controllo che i volonterosi cittadini del Centro di Controllo di Vicinato hanno alzato bandiera bianco e deciso di sciogliersi, con parole durissime che rappresentano una bocciatura verso tutte le promesse fatte da sindaco e assessori: “I problemi di viale Gramsci e del Parco XXII Aprile non sono per nulla risolti – hanno detto i volontari ormai stanchi e rassegnati, facendo implicito riferimento anche all'Errenord - perchè tutti i giorni è la stessa cosa, non abbiamo più tempo da perdere e le autorità non ci ascoltano e non ci considerano”. Va anche ricordato che uno dei componenti il Centro di vicinato della zona venne aggredito e minacciato tempo fa da un gruppo di immigrati appunto perchè riconosciuto come membro dello stesso Centro.

Alle ben note zone degradate, quali appunto quelle della Sacca, del Parco Novi Sad e della Stazione autocorriere, della Stazione ferroviaria, di viale Crispi, della zona Tempio, si sono aggiunte zone nuove del centro storico dove è comparsa la malavita, dove scorazzano bande di ragazzini che spaventano e disturbano i clienti dei locali e minacciano i gestori di bar e ristoranti che vanno ad aggiungersi agli episodi di malavita con furti, rapine e scassi verificatisi in piazza Roma, piazza Mazzini, via Taglio, piazza Matteotti e strade laterali, con gruppi di stranieri ubriachi che la sera fermano i passanti, come hanno denunciato pubblicamente i residenti. Resta poi irrisolto il 'caso' di San Matteo, altra zona 'calda' dove, da quando è stato costruito il ponte dell'alta velocità, si è insediato abusivamente sotto la struttura un gruppo di zingari coi loro camper coi relativi problemi di convivenza difficile coi residenti che hanno più volte informato, ma sinora inutilmente, il Comune e le forze dell'ordine, affermando di essere stati anche minacciati. Secondo qualcuno il 'villaggio' abusivo di San Matteo potrebbe essere una base operativa dei malintenzionati che partono da qui per 'operare' nottetempo nel centro storico di Modena. In ogni caso di tratta di un altro 'caso' irrisolto di abusivismo alla luce del sole.

E questo stato di degrado sociale e umano e di conseguente insicurezza per i cittadini, raccontate da loro stessi con appelli e proteste inascoltate, è confermato dalla classifica poco edificante pubblicata dal Sole 24 Ore che colloca Modena ai primi posti nel ben poco lusinghiero 'stato di sicurezza del cittadino' alla prese con l'aumento di furti, rapine, scippi, danneggiamenti, atti di violenza e di vandalismo.

E il sindaco Muzzarelli cosa dice a proposito di questa situazione allarmante e della protesta dei residenti e dei gestori dei locali pubblici? Che “Modena è una città media ma europea, (?) fulcro di socialità e innovazione e culla di relazioni e opportunità, che punta alla rigenerazione urbana, alla ricucitura del territorio, alla ridefinizione dei quartieri storici”...

Parole vuote, inconcludenti, che dicono tutto e niente, per di più dette in stile politichese se non in stile doroteo, volte a rimandare la soluzione dei problemi veri e reali della collettività, a prendere tempo, a distrarre i cittadini dalle loro vere preoccupazioni, a rinviare sine die la soluzione dei problemi odierni che si trascinano da anni. Mentre invece i modenesi chiedono maggiore sicurezza personale e meno degrado e che si passi finalmente dalla politica delle “promesse e degli annunci propagandistici” e dei verbi declinati al futuro, quali “faremo, studieremo, interverremo, adotteremo”, a verbi più concreti, pratici e costruttivi, come “abbiamo fatto, abbiamo risolto, abbiamo realizzato”.

Caso emblematico è stata la “beffa propagandistica” del mese di maggio quando il ministro degli Interni Lamorgese, con a fianco il sindaco Muzzarelli, annunciò “l'imminente arrivo di nuovi 45 poliziotti alla Questura di Modena”. A tutt'oggi quella solenne promessa si è tradotta non in 45 poliziotti in più ma solo in quattro, mentre altri due verrano inviati al Commissariato di Carpi, come puntualizzato dai sindacati di Polizia Sap e Siulp, “non risolvendo – hanno commentato delusi - né i problemi di Modena nè quelli di Carpi”.

Cesare PradellaL'Istat è stata chiara: più di diecimila modenesi, che vivono in 4.300 famiglie, sono in povertà assoluta, senza reddito, il 70 per cento dei quali sono italiani. Ottocento famiglie aspettano un alloggio ad affitto agevolato e 700 una casa popolare. E questo malessere e questa tendenza negativa, come hanno affermato alcuni docenti dell'Università di Modena, tende a crescere, con lo spettro di possibili prossimi licenziamenti per la cessazione di attività aziendali causa lockdown. Una fotografia impietosa della realtà modenese per la quale gli stessi studiosi universitari hanno detto che “questa nuova povertà non potrà essere affrontata solo con sostegni economici, ma dovrà essere presa in carico dai Servizi sociali del Comune in maniera concreta e continuativa. Anche perchè, mentre un tempo i più poveri erano gli anziani, ora sono i giovani a subire la conseguenza della crisi economica e della immigrazione straniera in termini di diminuzione di posti di lavoro e di mancanza di alloggi popolari”.

E le foto dei senza tetto che dormono nei corridoi della stazione ferroviaria di Modena ne sono una cruda dolorosa testimonianza che ritenevamo riguardasse solo la stazione Termini di Roma o quelle di Napoli e di Milano.


Stazione Ferroviaria Centrale, Passaggio Porta Nord, si vive in miseria e povertà, droga, siringhe.

A tutto questo va aggiunto il calo della occupazione, specialmente quella femminile, come ha sottolineato preoccupata la Lapam di Modena, che ha parlato di un calo di circa il tre per cento del numero delle donne occupate e il permanere viceversa di una forbice retributiva a favore degli uomini che è ancora troppo elevata per la nostra realtà modenese che riteniamo di livello 'europeo'. Con un invito esplicito da parte di Lapam perchè “si faccia di più e meglio in favore delle donne e del lavoro femminile in genere”.
Poi c'è il noto tasto dolente per Modena del permanente degrado umano e sociale che non risparmia nessuna zona della città e non solo il famigerato condominio Errenord della Sacca che è tutti i giorni sulle cronache giornalistiche insieme a Viale Gramsci. Perchè, nonostante i rituali proclami e le promesse di intervento da parte del sindaco, la situazione è davvero fuori controllo con ubriachi che dormono di notte ma anche di giorno sulle scale o sulle panchine dentro e fuori il condominio, tra sporcizia, bottiglie vuote e siringhe e passeggio continuo di prostitute di colore anche nel piazzale antistante. “E nessuno interviene”, urlano esasperati i residenti e i passanti. Una zona di delinquenza, di povertà e degrado morale che lascia spazio al traffico di droga (che sembra essere in mano alla mafia nigeriana ben presente nella nostra città, come hanno ammesso le stesse forze di polizia) e sulla prostituzione. Una situazione talmente fuori controllo che i volonterosi cittadini del Centro di Controllo di Vicinato hanno alzato bandiera bianco e deciso di sciogliersi, con parole durissime che rappresentano una bocciatura verso tutte le promesse fatte da sindaco e assessori: “I problemi di viale Gramsci e del Parco XXII Aprile non sono per nulla risolti – hanno detto i volontari ormai stanchi e rassegnati, facendo implicito riferimento anche all'Errenord - perchè tutti i giorni è la stessa cosa, non abbiamo più tempo da perdere e le autorità non ci ascoltano e non ci considerano”. Va anche ricordato che uno dei componenti il Centro di vicinato della zona venne aggredito e minacciato tempo fa da un gruppo di immigrati appunto perchè riconosciuto come membro dello stesso Centro.

Alle ben note zone degradate, quali appunto quelle della Sacca, del Parco Novi Sad e della Stazione autocorriere, della Stazione ferroviaria, di viale Crispi, della zona Tempio, si sono aggiunte zone nuove del centro storico dove è comparsa la malavita, dove scorazzano bande di ragazzini che spaventano e disturbano i clienti dei locali e minacciano i gestori di bar e ristoranti che vanno ad aggiungersi agli episodi di malavita con furti, rapine e scassi verificatisi in piazza Roma, piazza Mazzini, via Taglio, piazza Matteotti e strade laterali, con gruppi di stranieri ubriachi che la sera fermano i passanti, come hanno denunciato pubblicamente i residenti. Resta poi irrisolto il 'caso' di San Matteo, altra zona 'calda' dove, da quando è stato costruito il ponte dell'alta velocità, si è insediato abusivamente sotto la struttura un gruppo di zingari coi loro camper coi relativi problemi di convivenza difficile coi residenti che hanno più volte informato, ma sinora inutilmente, il Comune e le forze dell'ordine, affermando di essere stati anche minacciati. Secondo qualcuno il 'villaggio' abusivo di San Matteo potrebbe essere una base operativa dei malintenzionati che partono da qui per 'operare' nottetempo nel centro storico di Modena. In ogni caso di tratta di un altro 'caso' irrisolto di abusivismo alla luce del sole.

E questo stato di degrado sociale e umano e di conseguente insicurezza per i cittadini, raccontate da loro stessi con appelli e proteste inascoltate, è confermato dalla classifica poco edificante pubblicata dal Sole 24 Ore che colloca Modena ai primi posti nel ben poco lusinghiero 'stato di sicurezza del cittadino' alla prese con l'aumento di furti, rapine, scippi, danneggiamenti, atti di violenza e di vandalismo.

E il sindaco Muzzarelli cosa dice a proposito di questa situazione allarmante e della protesta dei residenti e dei gestori dei locali pubblici? Che “Modena è una città media ma europea, (?) fulcro di socialità e innovazione e culla di relazioni e opportunità, che punta alla rigenerazione urbana, alla ricucitura del territorio, alla ridefinizione dei quartieri storici”...

Parole vuote, inconcludenti, che dicono tutto e niente, per di più dette in stile politichese se non in stile doroteo, volte a rimandare la soluzione dei problemi veri e reali della collettività, a prendere tempo, a distrarre i cittadini dalle loro vere preoccupazioni, a rinviare sine die la soluzione dei problemi odierni che si trascinano da anni. Mentre invece i modenesi chiedono maggiore sicurezza personale e meno degrado e che si passi finalmente dalla politica delle “promesse e degli annunci propagandistici” e dei verbi declinati al futuro, quali “faremo, studieremo, interverremo, adotteremo”, a verbi più concreti, pratici e costruttivi, come “abbiamo fatto, abbiamo risolto, abbiamo realizzato”.

Caso emblematico è stata la “beffa propagandistica” del mese di maggio quando il ministro degli Interni Lamorgese, con a fianco il sindaco Muzzarelli, annunciò “l'imminente arrivo di nuovi 45 poliziotti alla Questura di Modena”. A tutt'oggi quella solenne promessa si è tradotta non in 45 poliziotti in più ma solo in quattro, mentre altri due verrano inviati al Commissariato di Carpi, come puntualizzato dai sindacati di Polizia Sap e Siulp, “non risolvendo – hanno commentato delusi - né i problemi di Modena nè quelli di Carpi”.

Cesare Pradella



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Cesare Pradella
Cesare Pradella

Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per ..   Continua >>


 


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