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Parco della Rimembranza, quel rispetto che Modena dovrebbe avere

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Non è un parco qualunque, ma è un luogo storico dedicato alla memoria di 960 giovani caduti nella Grande Guerra


Parco della Rimembranza, quel rispetto che Modena dovrebbe avere
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Il Parco della Rimembranza non è un parco qualsiasi, è un – monumento – dedicato alla memoria dei caduti modenesi della Grande Guerra, una testimonianza “vivente” dell’immane tragedia che sconvolse l‘Europa e buona parte del resto del mondo. Ciò che esso racchiude e rappresenta è enorme, monumento pubblico e bene culturale essendo anche parco storico, secondo ai Giardini pubblici ex estensi.

Il Parco alla memoria di chi ha sacrificato la vita per la Patria, ha visto concludersi da poco la brutta faccendula dei chioschi, una pagina per lo storico monumento mal scritta. Tra vicenda giudiziaria, ricorso in appello e prescrizione, cantieri fermi e poi ripartiti, il risultato?

Un tantone bistrattato e snaturato da una operazione prettamente commerciale che inizialmente prevedeva ben dodici nuove costruzioni a moduli in sostituzione dei vecchi e malandati chioschi, numero diminuito nel frattempo (che mai e poi mai dato il luogo e del suo intrinseco significato doveva veder la luce, e comunque con ben altre sembianze) .

Quel che è fatto è fatto. E si dovrebbe fare tesoro degli avvenimenti del recentissimo passato e tenendo ben presente che il parco oggetto di una nuova stagione, non è un parco qualunque, ma è un luogo storico dedicato alla memoria di 960 giovani, e furono proprio dei giovanissimi a onorare i primi che non fecero ritorno alla fine del primo conflitto mondiale, a piantumarlo con così tanti ‘alberi’. Il progetto ne prevedeva uno per ogni caduto, ma ne furono messi a dimora poco più di seicento. Lo scopo e il principio ispiratore furono quelli di realizzare un “ monumento, o sacrario vivente “, non in pietra o bronzo, del quale ci si ricorda solo in occasione degli anniversari e immutabile nel tempo, ma qualcosa che la sola natura avrebbe modellato e mutato nel tempo con l’avvicendarsi delle stagioni e un luogo dove far confluire ricordo e natura assumendo così di fatto nuova vita e valore comunitario.

Il Parco della Rimembranza simboleggia con le sue ‘piante’ che hanno nome e cognome di fatto un sacrario vivente. Un Sacrario come quello del Tempio Monumentale e della Torre Ghirlandina, come quello dell’Accademia militare presso il Palazzo ducale. La differenza sta che in questi leggiamo i nomi di quanti caddero per la nostra bella Italia scolpiti nel marmo, nel Parco della Rimembranza “ gli alberi sono simbolicamente le loro lapidi”.

Ecco, siamo arrivati al dunque, siamo un paese senza memoria, tendiamo a dimenticare il significato delle cose, di certi luoghi e di quello che rappresentano.

Oltre alla discutibile riqualificazione cementizia, che non sarebbe consentita in un Monumento Pubblico qual, è il Parco della Rimembranza, tra l’altro molto impattante per la dimensione dell’area, alcune sue piante, quelle situate davanti ai nuovi chioschi, (questi, a dire il vero assomigliano più a delle palazzine mono e bifamiliari), da un paio di mesi sono ricoperte fino in cima, sono state attorcigliate da luminarie. Piante fosforescenti, una sorta di insegna pubblicitaria?

Danno non reca a loro, la cosa in sè è effimera e del tutto fuori posto.

Può darsi che sia stata autorizzata, recentemente la Polizia municipale ha fatto una verifica, comunque sia, siamo alla presenza di una forzatura se non addirittura di una palese violazione visto il luogo non comune e tutelato, il cui – valore – va difeso, senza snaturarlo ancora banalmente con conseguente rischio di confinarlo all’oblio.

Gli alberi del Parco della Rimembranza rappresentano i nostri caduti, e quei fili luminosi che corrono tra i rami sono una involontaria offesa alla loro memoria.

Spinti da ideali e principi viventi moltissimi, caddero un secolo fa per difenderli unitamente alla nostra Patria. Abbiamo l’obbligo morale ed etico di difenderne l’eredità, e soprattutto di Proteggerne la Memoria. Il patrimonio della memoria va continuamente coltivato, unico antidoto contro qualsiasi, passati e nuovi rigurgiti e siamo chiamati a onorarla e a proteggerla. 

Franca Giordano

 

 


Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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