Ramadan e scuola: l'anomalia della confessione islamica in Italia
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Ramadan e scuola: l'anomalia della confessione islamica in Italia

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Non sarebbe meglio darsi da fare per garantire agli islamici che già lavorano nelle nostre fabbriche, nei nostri campi, nelle nostre case, pari dignità?


Ramadan e scuola: l'anomalia della confessione islamica in Italia
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Come ex dirigente scolastico di lungo scorso, non riesco a trattenermi dall’intervenire sulla vicenda di una scuola del milanese dove è stato deciso di sospendere le lezioni in occasione dell’ultimo giorno del Ramadam.
Prima di entrare nel merito, occorre richiamare la normativa in merito.
Partiamo dalla Costituzione che afferma:
Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Art. 20
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Alla luce di quanto disposto dall’articolo 8, sono state stipulate le seguenti intese:

 
Come si evince chiaramente, sono presenti confessioni religiose minoritarie, ma non quella islamica; ciò è accaduto sia con i governi di centrodestra, sia con quelli di centrosinistra, che con quelli tecnici.
Le ragioni sono tante: la numerosità degli aderenti, i rapporti con i paesi di provenienza, i finanziamenti, ecc… Questione molto delicata, dunque, da affrontare con pacatezza e ragionevolezza.


Quindi, al giorno d’oggi, la religione islamica, in Italia, è poco tutelata ed i fedeli devono ricorrere ad escamotages per poterla professare: dal costituirsi in associazioni culturali, all’affittare locali commerciali e/o industriali.
C’è chi è contrario all’intesa sostenendo che fino a quando non ci sarà reciprocità verso i cattolici nei paesi islamici, non se ne fa nulla, dimenticando che noi saremo il “faro della civiltà”. C’è poi chi viene spaventato dalla malaugurata iniziativa di abolire il presepe che è un elemento importante della nostra tradizione cristiana, in onore di un presunto rispetto delle altre fedi.

Sta di fatto, comunque che chi ha sottoscritto un’intesa ed i relativi protocolli attuativi, gode di particolari facilitazioni quale, ad esempio, la possibilità di assentarsi dal lavoro per particolari festività. Vediamo qualche esempio:
- per i buddisti, il Vesak
-  per gli induisti, il Dipavali
- per gli avventisti, il venerdì
- per gli ebrei, per il riposo sabbatico ed una serie di festività mobili appositamente elencate, che ammontano a complessivi quindici giorni nell’anno solare, e sono: 'a) Capodanno (Rosh Hashanà), primo e secondo giorno; b) Vigilia e digiuno di espiazione (Kippur); c) Festa delle Capanne (Succoth), primo, secondo, settimo e ottavo giorno; d) Festa della Legge (Simhat Torà); e) Pasqua (Pesach), vigilia, primo e secondo giorno, settimo e ottavo giorno; f) Pentecoste (Shavuoth), primo e secondo giorno; g) Digiuno del 9 di Av. 2. Entro il 30 giugno di ogni anno il calendario di dette festività cadenti nell’anno solare successivo è comunicato dall’Unione al Ministero dell’interno, il quale ne dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale'.

Per tutti gli aderenti alle su elencate religioni, le ore eventualmente non prestate dovranno essere recuperate nel quadro della flessibilità dell’organizzazione del lavoro.
Per riguarda la flessibilità del calendario demandata ai Consigli di Istituto.
Qui, le norme sono chiare: Il DPR 275 del 1999 attribuisce alle istituzioni scolastiche il potere di adattare il calendario scolastico alle esigenze rappresentate nel piano dell’offerta formativa, fermo restante la determinazione fissata con disposizioni di legge da parte delle singole regioni relativamente a inizio, fine e interruzioni per vacanze natalizie e pasquali.

Quindi, tanto polverone per nulla, tanto che perfino la Diocesi di Milano è scesa in campo per difendere l’autonomia scolastica e la scelta di genitori e professori di Pioltello con una dichiarazione molto chiara, riportata solo da Avvenire, di Roberto Pagani diacono permanente e dal 2013 responsabile del Servizio ecumenismo e dialogo interreligioso.
Invece, di mandare inutili, minatorie e propagandistiche ispezioni, non sarebbe meglio darsi da fare per garantire agli islamici che già lavorano nelle nostre fabbriche, nei nostri campi, nelle nostre case, pari dignità e diritti degli appartenenti alle altre religioni?

Franco Fondriest

Franco Fondriest
Franco Fondriest

Sono di origine trentine, ma ho trascorso la maggior parte della mia vita a Modena. Mi sono laureato in pedagogia ed ho svolto la mia attività lavorativa prevalentemente nella mia ..   Continua >>


 

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