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'Sindaco, dopo l'euforia serve umiltà, tante le cose ferme al 2014'

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La relazione con gli obiettivi del nuovo mandato dovrebbe e potrebbe ricomprendere ciò che è rimasto indietro: Ambiente, urbanistica e opere pubbliche su tutto


'Sindaco, dopo l'euforia serve umiltà, tante le cose ferme al 2014'

Passati i festeggiamenti e l'euforia della 'sbornia' politico elettorale generata dalla vittoria al primo turno e sfociata nella presentazione entusiasta della nuova giunta Muzzarelli, frutto delle scelte, più o meno obbligate, del riconfermato sindaco di Modena, forse ora è tempo se non di un bagno, almeno di una dose di umiltà. Politica e amministrativa. Già dalla prima seduta del Consiglio Comunale. Questo per due motivi principali: il primo, senza nulla togliere ai meriti di una vittoria politica comunque netta, è legato al fatto che a Modena, a differenza di altre città dove il baluardo rosso si è sgretolato ed è stato vinto,  Muzzarelli non aveva di fatto rivali. Non c'era una proposta strutturata, di sistema e, appunto, di governo, alternativa a quella costruita negli anni dal PCI-PDS-DS e PD, alimentata con esperienza e capacità politica da Muzzarelli (uomo di partito e della vecchia guardia), oggi ancora capace di offrire se non un buon governo, almeno garanzie non solo ai centri di potere economico, sociale, associazionistico, cooperativo, controllati se non governati dal PD, ma anche ad altri mondi non direttamente collegati, dalle università al mondo delle professioni.

Il secondo motivo è una conseguenza del primo. Perchè il voto che anche elettori di centro destra che avevano votato Lega/Salvini o 5 stelle alle europee, hanno spostato su Muzzarelli nella scheda blu delle amministrative non è necessariamente ed esclusivamente (come l'entourage del sindaco e lo stesso sindaco ha ripetutamente sottolineato anche in queste ore), riconoscimento di un buon governo degli ultimi 5 anni, ma semmai di una garanzia (l'unica nel panorama elettorale almeno in termini di coalizione), che alla guida della città sarebbe continuato ad esserci chi almeno  la patente per guidare la potente e complessa macchina comunale ce l'aveva e ce l'ha.

Ma un buon governo non sta solo nel possesso della patente e nemmeno, anche se non guasta, nell'avere esperienza di guida, ma anche rispettare le mete da raggiungere, la velocità minima e massima per arrivarci, i chilometri da percorrere. Ed in questa prospettiva, se a Muzzarelli va il merito di non avere fatto incidenti, va allo stesso il demerito di non avere raggiunto tante mete, di non avere percorso quei chilometri previsti, di non avere onorato quelle tempistiche che già aveva fissato nel programma di mandato illustrato in consiglio comunale e all'intera città cinque anni fa, dopo la vittoria alle elezioni, quella volta arrivata al secondo turno.
L'elenco è lungo, tanto quanto lo sono le 32 pagine che la composero, quella relazione di mandato. Le stesse che presumibilmente comporranno la nuova relazione, che il sindaco esporrà giovedì, nella prima seduta del consiglio comunale. Per la quale ha chiesto un contributo fattivo di idee e di impegni a tutti gli assessori della nuova giunta. Nelle rispettive deleghe. Una relazione che, per quanto si diceva, dovrebbe avere come premessa l'ammissione di ciò che cinque anni fa era stato posto come obiettivo, e non è stato raggiunto. Anche perché, vista la continuità con cui il sindaco ha voluto replicare buona parte della giunta che quelle cose le aveva lasciate indietro, non dovrebbe essere difficile rimediare

L'elenco, come detto, è lungo, e sarebbe noioso. Procederemo per sommi capi, per macro aree, ripercorrendo anche l'elenco che l'amico e collaboratore Franco Fondriest qui su La Pressa, aveva stilato, prima delle elezioni, prima di nuove promesse.

Sul fronte infrastrutture l'accrescimento dell’intermodalità dei trasporti, ed il completamento delle rete è rimasto sulla carta insieme alla promessa di collegare lo scalo merci di Marzaglia con il sistema tangenziale, di prolungare la complanare dell’Autosole fino a Modena sud e collegare la Nuova Estense, di rendere efficienti gli accessi alla città da tutte le latitudini (Carpi e Campogalliano in primis, ma anche Mirandola, Castelfranco e le altre aree della provincia).

'Il collegamento ferroviario Modena-­‐Sassuolo potrà essere migliorato con un moderno mezzo elettrico di superficie, frequente, silenzioso, e accessibile' - affermava Muzzarelli cinque anni fa

Poi c'era la cosiddetta 'Cura del Ferro', ovvero la valorizzazione del trasporto su rotaia ed il potenziamento dell'intermodalità con quello su gomma, rilanciando il progetto fermo al 1999 della riqualificazione dell'area della stazione, con il trasferimento della stazione delle autocorriere, che dovrà finalmente diventare il principale snodo intermodale della mobilità urbana ed extraurbana e del trasporto pubblico, mentre lo snodo del trasporto merci farà perno sullo scalo di Marzaglia, liberando definitivamente il centro della città da ingenti volumi di traffico su gomma. Così parlò Muzzarelli

In questa ottica, negli impegni di mandato di 5 anni doveva cambiare anche ruolo, senso ed aspetto della Stazione Piccola, nata come fondale visivo del viale Medaglie d’Oro, e che doveva diventare una cerniera tra la linea di trasporto ed un nuovo asse ciclopedonale che connetta il centro con i quartieri a sud-est.

Nonostante l'opportunità fornita dallo smantellamento della linea ferroviaria storica della città, Modena rimane oggi come oggi non avrebbe dovuto essere, stando agli impegni del 2014, ovvero una città scucita. Sull'asse est Ovest, così come sull'asse nord sud. Nemmeno l'opportunità offerta dal bando e dal piano periferie hanno portato a passi avanti nell'obiettivo di cucire la città. Così come la diagonale ovest, opportunità ancora mancata per unire e collegare parti della città

Rimangono al palo e all'anno zero i grandi progetti di riqualificazione annunciati e attesi da sempre: dalle ex fonderie alle grandi caserme, dal villaggio artigiano all'ex mercato bestiame e all'ex S. Agostino. 'Realizzeremo il progetto S.Agostino' - annunciò Muzzarelli. L'unica certezza è stato il naufragio del progetto stesso

La lista delle promesse e degli impegni non mantenuti che definivano una città compatta con una marcia in più, come detto, è lunga. Perché tra la promesse c'era anche l'obiettivo dichiarato, ora rimandato al 2035, di raggiungere, in un mandato (2014-2019),  il traguardo di aumentare la racconta differenziata, attraverso la tariffazione puntuale ed il porta a porta, al punto da portare quasi ad esaurimento l'inceneritore, rendendone residuale la necessità di utilizzo. Questo aveva detto il neo eletto sindaco nel 2014. E questo è una parte di ciò che doveva fare e non ha fatto. Anzi con il risultato che Modena è rimasta una delle città meno virtuose dove si producono più rifiuti, dove non c'è riciclo (soprattutto della plastica), e dove è aumentato il ricorso all'inceneritore, nell'ultimo anno anche per quantità di rifiuti speciali conferiti.

E potremmo continuare. E allora perché il sindaco, così forte della sua vittoria e convinto del suo buon governo, non presenta oggi la nuova relazione di mandato, con i nuovi impegni, i nuovi indirizzi e le nuove promesse, accompagnandola con una grande operazione verità, distribuendo parallelamente al nuovo documento, anche quello vecchio, di 5 anni fa. Posto che, nella consapevolezza di avere lasciato indietro non soltanto singoli obiettivi, la l'orizzonte e l'indirizzo stesso in cui andavano inseriti, non abbia fuso il vecchio al nuovo. Come fatto con la giunta precedente e quella attuale, dove le persone si ripetono come gli obiettivi, al netto di qualche nuovo innesto. Sarebbe una buona base di partenza, oltre che una significativa lettura, per i neo consiglieri eletti. Di maggioranza e opposizione. Nell'auspicio comune che tra 5 anni non si sia obbligati a ripetere le stesse cose.

Gi.Ga.

 


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